Visualizzazione post con etichetta PostDaFacebook. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta PostDaFacebook. Mostra tutti i post

sabato 6 agosto 2016

L'amore, quando basta!

Giulia addormentata sul divano. Federico la svegliò stringendola a sé. Forte. L'abbracciò, come se quell’abbraccio fosse tutto ciò di cui aveva bisogno per ricaricare le pile dopo una lunga giornata di lavoro. “Esci con me”, le sussurrò a un orecchio facendole solletico con il respiro. Era il suo modo speciale per chiederle di concedersi qualche attimo insieme sul prato fuori casa, prima di andare a dormire. Il suo modo speciale per dirle che, se anche per tutto il giorno non erano potuti stare insieme, avrebbero potuto comunque rimediare. “Le stelle sono così belle stasera, sarebbe un peccato perdersele”. Federico sorrise e a Giulia bastò l’immagine di quelle labbra perfette e incurvate all’insù per scacciare via il fantasma del sonno. “È ancora un po’ presto per i desideri, però”. Gli baciò il collo, mentre con la mano cercò la sua per poter intrecciare le dita. “Cosa vorresti chiedere a una stella cadente?”. Federico era sicuro di conoscere il desiderio più grande di Giulia, ma lo domandò comunque. Era altrettanto certo che non glielo avrebbe rivelato, ma si finse comunque un po’ imbronciato quanto lei gli rispose: “Non posso dirtelo, altrimenti non si avvera”. Oltrepassarono il portone e raggiunsero il prato senza curarsi nemmeno di prendere una coperta. “Sarà ancora un po’ presto per le stelle cadenti, ma… è il momento perfetto per lasciare cadere a terra i vestiti. Che ne dici?”. La sveglia avrebbe suonato di nuovo tra meno di sei ore, ma non importava. Giulia cercò le labbra di Federico per catturarle in un bacio lunghissimo. Quello era il suo modo preferito di ricaricare le pile.

sabato 18 giugno 2016

Quel momento in cui tre frecce hanno trafitto il dieci...

Alle volte lo maledico. 
Spesso non è con me, quando serve. 
Il cellulare...
Trovo in 'lui' un alleato, quando si tratta però di immortalare un momento. 
Anche se ieri sera non ce l'avevo in tasca e l'intenzione iniziale era di lasciarlo abbandonato dentro la borsa per tutto il tempo dell'allenamento. 
Ho ripercorso i 18 metri all'indietro e sono andata a prenderlo.
Amo immortalare le "prime volte". 
Nella mente lo faccio sempre, con le parole. Istintivamente. Trasformo le mie "prime volte" in piccole, brevi storie; che riesco meglio a ricordare. 
Il cellulare moderno mi consente di scattare fotografie e di giocare con i colori. Perché no? 
Ne farò comunque un album di ricordi, da poter sfogliare a distanza di tempo. E, a distanza di tempo, mi ricorderò di un venerdì diverso dal solito. 
Di un venerdì 17 in cui l'Italia disputava la seconda partita agli Europei. 
Di un venerdì 17 in cui, a diciassette minuti dalle 17, il numero 17 della Nazionale ha segnato il gol della vittoria. 
Mi ricorderò di un venerdì 17 in cui il tempo ha potuto concedersi il lusso di scorrere lento e ricorderò di quel momento in cui, sul cominciare profondo della sera, per la primissima volta... tre frecce hanno trafitto il dieci!!! 


Il primo 30, cui forse ne seguiranno altri. 
Cui spero ne seguiranno altri. 
Con la consapevolezza che nessuno avrà, però, lo stesso sapore del primo!   

sabato 26 settembre 2015

Un sabato non è martedì!

Promemoria: ripassare il corretto ordine dei giorni della settimana e ricordarsi che dopo il venerdì c’è il sabato, non il martedì. Ore 5.30. Il suono della sveglia che da quasi ventuno giorni sa regalarmi un’ora di pace assoluta e di libertà. Mi alzo per spegnerla, con gli occhi ancora chiusi. Il cellulare è sulla scrivania, la camera è completamente buia perché la sera prima ho chiuso le persiane. Cerco di andare a memoria, nella speranza di non incappare nel famosissimo e fastidiosissimo incidente del mignolo contro qualche spigolo ignorato. ‘Mi sa che oggi passo. Non ce la faccio. Mi rimetto a dormire’. Mi odio per questo pensiero. Che non è da me, ma che la mia testa formula comunque. Per convincermi, per essere proprio sicura di riuscire ad annientare i sensi di colpa già affiorati, aggiungo: ‘Tra un’ora suona quella per il lavoro, oggi me la voglio dormire tutta’. Non so come, ma mi domando anche che giorno è. Un rapido ragionamento, il vago ricordo di ciò che ho fatto ieri, gli occhi sempre chiusi. È martedì. Mi rimetto in fretta sotto le coperte, soddisfatta di poter avvertire ancora per sessanta minuti il loro tepore. Pare sia tutto ok. Mi risveglio dopo circa venti minuti e mi rendo conto che è un ‘pensiero-bomba’ a svegliarmi. Oggi non è martedì! Oggi è sabato. Come caspita ho fatto a ribaltare la settimana? Sorrido. Ed è un po’ quel sorriso di chi sa ridere di se stesso e quello di chi, invece, si è fatto improvvisamente consapevole di una cosa bella. Pare quasi un dono inaspettato. Rapidissimamente, ragiono sul fatto che il sabato (tutti i giorni in generale, ma questo un po’ di più) non ha lo stesso sapore per tutti. Per il momento, i miei sabati hanno la fortuna di sapere di libertà, di progetti da tirare avanti, di momenti più lunghi da passare a casa e in famiglia e di… parole scritte, che possono andare anche oltre l’ora abituale d’esercizio. Mi rimetto a dormire. Anche se va contro la tabella di marcia, è chiaro che non posso provare a scrivere ora; con questa confusione in testa ;-) Rimando di un po’, ma sono sicura che non mancherò l’appuntamento. Infatti! Ora… me ne aspetta un altro. Sempre creativo, sempre speciale! In proposito, questo è l’ultimo mio sabato a disposizione. Buon sabato a tutti… che non è martedì! ;-)