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martedì 26 settembre 2017

La musica fa crescere i pomodori

Ho incontrato il libro per caso. Non ero entrata in libreria per lui e non era proprio ciò che stavo cercando.
Come in una lunga passeggiata per stradine di campagna, dove il più delle volte ci si ritrova a camminare con l’unica compagnia della propria solitudine e può capitare di incontrare qualcuno giusto appena ad un passo dal tornare a casa, ho incontrato il libro quando già ero certa che – nonostante il girovagare per gli scaffali della libreria – per quel giorno non sarei uscita di lì con un sacchetto di carta in mano; pieno di tesori d’inchiostro.
È stato un incontro strano. Non di quelli che si possono definire ‘amore a prima vista’. Nella prima occasione in cui i miei occhi si sono poggiati sulla copertina, devo ammettere di aver distolto alla svelta lo sguardo e di aver continuato a cercare, cercare e cercare altrove. Possibile che tra le miriadi di storie d’amore che vengono pubblicate ogni giorno non ce ne fosse una lì, ancora tutta da scoprire, che facesse al caso mio?
Mi sono persino sforzata di ricordare i titoli dei libri visti in qua e in là su Facebook, ma niente da fare.
Ero già certa che me ne sarei andata con la promessa di inviare tramite mail la mia lista di desideri, come già tante altre volte è successo, quando mi ritrovo di nuovo a fissare quella copertina.
No! Non è il mio genere. Non amo proprio i libri autobiografici, le biografie in genere o – comunque – quelle pubblicazioni che nascono per voler raccontare parti della propria vita più o meno interessanti, o periodi più o meno lunghi di intensa attività professionale; se si è un personaggio noto o famoso; che dir si voglia.
Proprio, no! Non amo…
Mentre il pensiero cerca di convincermi per la seconda volta che non è proprio una tragedia uscire di lì a mani vuote  e che – sbrigativamente parlando – sarà per la prossima, ho già il libro sconosciuto in mano e i miei occhi stanno scorrendo velocemente il retro di copertina.

“La musica non è solo stimolo cerebrale. La musica ha la capacità di entrare nel fondo di noi. Può parlare alle nostre cellule e con una parte di noi che non conosciamo”.

Interessante. Rigiro il libro e sorrido, finalmente, a quel viso conosciuto.


La musica fa crescere i pomodori.
Non c’è da avere dubbi sul fatto che il titolo sia accattivante. La curiosità mi spinge a domandarmi chissà quale sarà il sapore di un pomodoro cresciuto a suon di musica. Mi sforzo di spingere l’immaginazione un po’ più in là, ma niente da fare. Come unico risultato ottengo quello di immaginare un pomodoro con le cuffie addosso che si muove, in un inesperto tentativo di ballo, seguendo un ritmo noto solo a lui e scoppio a ridere – da sola – scatenando perplessità (spero non seria) nel papà che è appena entrato in negozio e che ha appena fatto in tempo a poggiare tutti e due i piedi sul pavimento in legno, che già chiede se per caso la libreria sia fornita di dizionari per il suo piccolo scolaro; che gli sta attaccato alle gambe e che, intuisco, sarebbe di gran lunga più entusiasta se – magari – quella visita in libreria potesse anche comprendere una piccola sosta davanti allo scaffale di libri per ragazzi, che è poco lontano.
Ma torniamo a noi.
Musica e pomodori. Un libro che parla di come Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si, Do e compagnia bella siano entrate a far parte della vita di Peppe Vessicchio e vi siano rimaste per una lunga, bellissima, piacevole, immortale storia d’amore.
Ok. Lo ammetto. Rientro in quella vastissima cerchia di persone che, ad ogni Festival di San Remo, prima si ripromette di non interessarsene, perché tanto – poi – se ne potrà avere abbastanza alla radio, poi alla sera della prima si piazza davanti al televisore con la speranza di non crollare per il sonno troppo presto e – nel fermento delle esibizioni – si ritrova a sorridere ogni volta che il presentatore di turno pronuncia le parole: “Dirige l’orchestra il maestro Peppe Vessicchio”.
Ecco. Forse è per questo che il suo libro è stato in grado di attirarmi. Il motivo per cui, questo parlare di sé, è riuscito a vincere – rispetto a tutti gli altri – e a fare breccia nella mia curiosità e nel mio interesse.
Fosse stato un romanzo d’amore mi sarei sbrigata a leggere le ultime righe della storia, giusto per essere certa di non ricevere una  fregatura e di non ritrovarmi in lacrime, a un certo punto. (sì, lo so! Atteggiamento strano, da parte mia).
Nel caso specifico, ho optato per un più tradizionale: “Vediamo un po’ di che parla”, partendo dall’inizio.

“Io di qua, lei di là. Quando ci siamo conosciuti, fra me e la musica c’erano una porta chiusa, una maniglia e una serratura”.

Sarebbe già potuto bastare. Ero più che sicura.

“Ogni suono che vibra produce una fascinazione, guardate cosa diventano gli occhi dei bambini dinnanzi a un mazzo di chiavi che tintinna, sospeso nell’aria. È quella la prima magia a cui gli pare di assistere”.

Ok. Ok. Ok. Dubbi zero. L’impressione è quella di essere seduti al tavolo di un piccolo locale accogliente, aspettando che arrivi il cameriere con i bicchieri ordinati e già parlando piacevolmente di tanta meraviglia.
Leggere questo libro è stato ascoltare un lungo, bellissimo racconto.
È stato scoprire cose che non conoscevo e sorprendersi di come, nonostante la competenza in materia, il maestro Vessicchio, con l’ausilio di Angelo Carotenuto, abbia saputo raccontarle in maniera semplice e accessibile a tutti. È stato un viaggio in un mondo che tocca costantemente il mio, attraverso gli strumenti di cui tutti disponiamo: la radio, la televisione, il lettore mp3, YouTube, un link trovato su Facebook, la suoneria di un cellulare che, inaspettatamente, ti arriva alle orecchie mentre sei al supermercato a fare la spesa e sei un po’ nervosa perché non trovi il tuo solito shampoo.
È stato un viaggio. Sono arrivata all’ultima pagina con dispiacere. Sono rimasta a fissare quel retro di copertina che si richiudeva domandandomi: “Chissà se quest’anno il maestro sarà a San Remo?”.
Poi sono uscita di casa e sono andata a comprare una raccolta musicale di Mozart. Pare che le sue opere diano risultati sorprendenti sulla crescita di pomodori e ortaggi in genere e che siano particolarmente in grado di parlare all’animo umano per quietarlo, all’occorrenza. Non ho dubbi. Voglio provare!

Alla prossima.

domenica 6 agosto 2017

Maciste in giardino

Con Maciste ci siamo incontrati in maggio; al supermercato. Io, con il carrello cigolante davanti a me e una piccola fatica dipinta in faccia per farlo camminare. Lui, silenziosamente sistemato sullo scaffale insieme ad altri amici. Ripensandoci ora, ricordo ancora alla perfezione cos’è stato a farmi avvicinare a lui. Nonostante il musino simpatico, gli occhiali sopra il naso che me lo facevano sentire somigliante e i guantoni da pugile addosso che me lo facevano avvertire - in un certo senso -  familiare, l’ho afferrato per poterne scoprire di più alla vista di una piccola fascettina bianca sul davanti che dichiarava: “Finalista seconda edizione Premio Strega Ragazzi e Ragazze – Categoria 6-10 anni”.
Ecco. Lo so cosa potreste pensare, ora. Categoria 6-10 anni, non è di certo la storia adatta ad una lettrice come me. Eppure, ho deliberatamente ignorato la vocina nella testa che mi diceva che tra meno di tre giorni ne avrei compiuti trentadue e l’ho afferrato con decisione per la copertina. Stringendolo in mano, ho cominciato ad immaginare che sarei entrata nella vita avventurosa di quell’animaletto simpatico che non smetteva di sorridermi e mi sono ritrovata immediatamente a credere che Maciste – che, non lo avevo ancora detto, è una talpa – sarebbe stato in grado di farmi ridere a crepapelle con le sue faccende più o meno quotidiane e con quello che, pensavo, avrebbe potuto combinare vattelapesca dove e a discapito di vattelapesca chi.


E chissenefrega se la storia non era stata scritta per una come me. Indirizzando lo sguardo verso i romanzi per adulti esposti sugli scaffali più in alto, nessuno sembrava fare al caso mio in quel momento. Niente sembrava tanto adeguato a me, quanto Maciste.
Ho infilato il libro nel carrello, stando attento a tenerlo lontano dai pomodori, senza nemmeno leggere la quarta di copertina. Mentre il retro recitava: “Era stato papà a dare quel nome alla talpa: Maciste. Maciste era un personaggio di una serie di film in costume, grande e grosso che spaccava tutto”. Avevo già l’impressione di sentire l’eco delle mie risate, perché convintissima che ‘Maciste la talpa’ me ne avrebbe fatte vedere delle belle.
Solo una volta arrivata a casa, con un po’ di tempo a disposizione prima di mettermi a preparare la cena da portare a tavola, ho scoperto che non sarebbe stato così.
La storia della talpa Maciste mi avrebbe raccontato, più che altro, come andarono i giorni prima della sua cattura e della sua espulsione dal giardino di Nico e dei suoi  genitori.
La voce narrante sarebbe stata quella di Nico, che già in quarta di copertina annunciava: “Conobbi Gino Bandiera nel 1967, e il ricordo più vivido di quei giorni è la caccia alla talpa. Da una parte c’era lei: una talpa enorme che chiamavamo Maciste, dall’altra parte c’eravamo io e Gino Bandiera, ex campione dei pesi massimi, detto il Gigante”.
Ho sentito il mio immaginario spegnere all’istante l’eco che sarebbe dovuto essere delle mie risate e per un attimo, devo ammetterlo, ho sentito crescere la delusione. Mi sono tornate alla mente le parole dette da un professore di scrittura creativa, un po’ di tempo fa: “Le fascette addosso ai libri sono fatte apposta. Attirano il lettore ancora prima della copertina e, alle volte, sono studiate apposta per poter convincere all’acquisto”. Ho fissato la fascetta del mio ‘acquisto’ per capire se, in qualche maniera, potesse essere stata ‘lei’ la responsabile del mio impulso a comprare: “Finalista seconda edizione Premio Strega Ragazzi e Ragazze – Categoria 6-10 anni”. Non sembrava ci fosse traccia di inganno in quelle parole, o di un tentativo di raggiro. Se quella storia, la storia della talpa Maciste, era per davvero riuscita a guadagnarsi un posto da finalista nella seconda edizione di un importante premio letterario, doveva esserci un perché. Mi sentii acquistare nuovamente fiducia nei confronti di quelle pagine ancora tutte da leggere e sprofondai nel divano per immergermi immediatamente nella lettura. Quel libro mi stava chiedendo di far tornare, almeno per un po’, la bambina di diversi anni fa. Ignorai la vocina nella testa che non voleva proprio saperne di smetterla di ricordarmi che tra meno di due giorni avrei potuto soffiare su trentadue candeline e feci una rapidissima sottrazione di ventisei. Se proprio dovevo affrontare quelle parole con occhi diversi e con spirito adeguato, volevo che il mio spirito fosse il più giovane possibile. Tornai a 6 anni. Perfetta per la categoria!
Fu facile e abbastanza veloce arrivare alla fine di quel libro. Non ho trovato il rumore di tante risate, ma sono riuscita a trovare il calore di una storia ben scritta e la bellezza di una voce narrante che non mi aspettavo. Non posso dire di aver conosciuto Maciste, per come immaginavo che avrei potuto farlo. In compenso, però, ho trovato Nico. Ho trovato il suo modo di raccontare e di parlarmi di Gino Bandiera e di quel suo simpatico modo d’essere un ex pugile ed un ex circense, che la vita aveva poi portato a diventare un cacciatore di talpe. Insieme a Nico, ho scoperto la bellezza del racconto di cose passate ed è stato un po’ come poter essere lì di persona, a scambiare quattro chiacchiere davanti a un bicchiere di limonata.
È stato piacevole, nonostante tutto. È stato un incontro avvenuto per caso, che ha saputo regalarmi tanto. Quando poi mi sono imbattuta nella nota dell’Autore, ho scoperto che quella di Maciste era stata una storia fortunata… perché colma di ispirazioni reali. Ho conosciuto Maciste al supermercato, in un normalissimo pomeriggio di maggio. Ho conosciuto Guido Quarzo alla stessa maniera. Quegli incontri casuali che piacciono a me. Sono convinta che mi ritroverò a parlarne ancora. Grazie a un piccolo musino di talpa che mi ha catturato, facendomi ignorare libri più adatti. Grazie ad una piccola fascetta bianca che… diceva il vero!
Alla prossima!!!

domenica 5 giugno 2016

Tutto il futuro del mondo: BlogIntervista a Laura Bonelli

Il tempo che scorre veloce. Progetti in corso che, un po' anche per il timore di dover scrivere l'ultimo punto e doverli 'lasciare', procedono più lentamente di quanto vorrei.
BlogInterviste e "Tutto il futuro del mondo"... che ne dite di riprendere da dove eravamo rimasti? :-D
Dopo il post dedicato a... Rosario Amenta e quello scritto per presentarvi Paola Cavallari (un click sui nomi per le loro BlogInterviste, se vorrete rinfrescarvi la memoria!) eccomi a parlarvi di un'altra co-autrice del libro... 



E' la volta di Laura Bonelli e del suo: 
La teoria della Matrioska

Consigli che daresti a esordienti?

Non è semplice dare consigli, mai, in nessuna situazione.... posso solo dire quello che è successo a me. Scrivo perché ho un sincero amore per questo genere di espressione, perché mi obbliga a riflettere, a pensare e ad imparare da me stessa e dalle storie che gli altri mi comunicano. La pubblicazione di un proprio scritto è senz'altro importante, ma è più importante la maturazione personale che questa espressione obbliga a fare, proprio perché certe esperienza interiori, certi sentimenti e certi pensieri possono essere tradotti in scrittura solo quando vengono “lavorati” internamente.
      
Libri d’altri… le tue letture preferite?
      
Ho, da molto tempo,una passione per il modo di scrivere di Gianni Biondillo.  Trovo che  sia davvero interessante e stimolante. Mi piace la scrittura teatrale, con una particolare propensione per autori come Samuel Beckett ed Eugene Ionesco e amo molto le sperimentazioni. Segnalo due libri, in questo senso, cioè “Prima del calcio di rigore” dello scrittore austriaco Peter Handke, scritto nel 1970 e un romanzo breve “La mia dea” del regista Giacomo Faenza, pubblicato qualche anno fa.


Quando hai capito che saresti diventato uno scrittore, o che avresti comunque amato scrivere e come è nata l’idea della storia presente in Tutto il futuro del mondo?

In terza elementare, avrei voluto diventare una tassista e scrivere.
Non ho mai guidato un taxi.
Il progetto “Tutto il futuro del mondo” proposto da Arpanet Edizioni mi è piaciuto tantissimo e ho voluto inviare il racconto che, con mio grande piacere, è stato selezionato per far parte dell'antologia. “La teoria della matrioska” è un poliziesco, e per scriverlo ho chiesto la consulenza di un esperto del Nucleo Operativo di Parma, che opera di fianco ai R.I.S.
Ho passato un paio d'ore nel suo ufficio e l'ho tempestato di domande sulla reale modalità di lavoro della polizia. Prima di inviare il racconto gliel'ho fatto leggere e ho avuto il suo, divertito, benestare.

Il commento più bello che hai ricevuto da un lettore?

L'ho avuto da una lettrice spagnola, che mi ha detto che c'è bisogno che  la visione della vita di cui scrivo, venga raccontata.

Il prossimo libro-racconto che scriverai parlerà di...?

Forse di mondi paralleli o forse di api... staremo a vedere!

Alla prossima! 
Buone letture!!! :-D

sabato 23 aprile 2016

In un sabato mattina qualunque

Un sabato che comincia e prosegue a rilento. Colpa di un mal di gola che non mi da tregua da ieri sera. Quelle infezioni fastidiose, pur non eccessivamente debilitanti, che si manifestano appena hanno il sentore di fine settimana in avvicinamento. Ho la sensazione che proprio adesso si stia tenendo un rave party di formiche sopra la mia faringe.
Rimango comunque dell’idea di sbrigare l’unica incombenza vera della giornata e, già che ci sono, vorrei passare in  libreria. Oggi è la giornata mondiale del libro.
Sono le dieci quando riesco a tirarmi fuori dal letto e scendere in cucina per la colazione. Il progetto di ritornare a scrivere di mattina presto se ne va a farsi benedire per l’ennesima volta.
Un’ora e venti più tardi sono già in fila all’ufficio postale; un’altra delle cose che sarebbe bene sbrigare prima delle nove.
Prendo il numero riservato ai contocorrentisti. Dovrebbe garantire una velocità di scorrimento maggiore, almeno in teoria. Ma dubito che serviranno meno di trenta minuti per far sì che le undici persone che ho davanti si tolgano di mezzo.
Sono il 51. Stanno servendo il 39.
Un signore entrato subito dopo di me sbuffa, ancor prima di vedere il piazzamento del suo turno, perché l’ufficio è decisamente affollato.
Ok! Pazienza. Se non riesco ad andare in libreria entro la mattinata, vorrà dire che ci tornerò nel pomeriggio. È la giornata mondiale del libro, non si può non acquistare nulla per l’occasione.
Osservo lo scorrimento dei numeri sul grande display appeso al muro, con lo stesso interesse con cui mi ritrovo a leggere le notizie che scorrono su uno schermo tv poco lontano. Dovessero interrogarmi in merito all’una o all’altra cosa, in entrambi i casi non saprei cosa rispondere.
Riesco a ristabilire la giusta attenzione nel momento in cui i numeri sembrano impazzire all’improvviso e saltano in fretta dal 41 al 46. Quei piccoli miracoli inaspettati, che possono accadere all’ufficio postale se qualcuno decide di non poter aspettare più di qualche minuto per poter essere servito. Certo che sei persone che abbandonano il tentativo non sono poche...
Buon per me!
Per me e per la signora seduta più avanti, che un attimo prima già si stava lamentando di dover ancora andare al supermercato a fare la spesa per il pranzo ed ora è davanti all’addetto per poter pagare dei bollettini in scadenza.
Anche la donna seduta accanto non scherza, in quanto a entusiasmo improvvisamente ritrovato.
Stringe in mano due biglietti e ha l’aria di chi sta controllando le estrazioni del lotto alla tv, per vedere se ha vinto.
È un testa a testa tra i numeri dei correntisti e quelli generici per i bollettini. Da una parte il 47, aspettando il 48. Dall’altra il 73, aspettando il 74. Scatta prima il 48.
Sorrido mentre la osservo che si alza in piedi per far capire di esserci e sento le labbra incresparsi ancora di più quando la vedo regalare il suo 74 al ragazzo seduto accanto a lei. Lui stringeva in mano l’85. Quando si dice un colpo di fortuna di massa!
Il 49 è di nuovo mancante. Il 50 è sbrigativo. Arrivato finalmente il mio turno, decido di dare una mano anch’io al prossimo scegliendo di non bloccare la fila per compilare il modulo per un bonifico. L’ultima volta che mi è capitato di doverne fare uno, l’addetto allo sportello ha preferito approfittarne per riposarsi un po’. Scelte.
Il signore dietro di me mi sorride. A mezzogiorno siamo entrambi fuori di lì.
C’è un movimento discreto di gente anche in libreria. Mi piace pensare che siamo lì tutti per la stessa ragione, ma rimane una supposizione non verificata.
Mi piazzo davanti allo scaffale delle novità e rimango a fissare le copertine, fino a che non trovo qualcosa in grado di colpirmi. È strano dover fare i conti con un imbarazzo della scelta che non dipende tanto dal fatto di non trovare qualcosa che sia affine ai gusti, quanto al non sapere a che cosa dare la precedenza.
Leggo la quarta di copertina di tre libri che trovo tutti interessanti e, anche se vorrei stabilire in maniera oculata quale portare fino alla cassa con me, alla fine lascio che sia l’istinto a guidarmi. Una volta tanto…


Un giro per gli altri scaffali, trovo anche ‘lui’...



La prima volta che mi ci sono imbattuta, leggendo commenti entusiasti su Facebook, mi sono trattenuta dall’acquistarlo immediatamente on-line. La seconda volta è stato un faccia a faccia al supermercato. Non l’ho messo nel carrello insieme ai cereali, agli yogurt e ad altre cose, un po’ perché andavo di fretta e un po’ perché… custodivo l’idea di conservare quell’acquisto per un’occasione speciale. Oggi non avevo più scuse per rimandare ancora.
Ho la sensazione che entrambi i libri saranno in grado di regalarmi qualcosa di speciale. Non capita sempre, pur trattandosi di buone letture.
Mentre torno a casa, con i miei acquisti sistemati dentro una busta di carta, mi ritrovo a domandarmi se per caso si trovino bene l’uno accanto all’altro. Il pensiero folle di un secondo, che è però ragione di un nuovo sorriso divertito.
Arrivo al parcheggio sotto un cielo grigio, che più grigio non si può. È una fortuna che il tempo abbia retto, nonostante sia da una settimana che tutti vanno dicendo quanto pioverà questo weekend.
Entro in macchina e mi lascio avvolgere dall’odore di pane fresco. Avevo dimenticato di essere passata al forno, prima di ogni altra cosa.
In fondo alla strada, ferma allo stop, le prime gocce cominciano a colpire il vetro. È il tempo ideale per un pranzo veloce, per una tazza di tè e per una nuova storia da leggere sotto le coperte. Mentre le formiche continuano con il loro rave… ;-)

Alla prossima!

sabato 16 aprile 2016

Post-Presentazione: "Pestilentia" di Stefano Mancini

«Non puoi escluderlo a priori!».
Un concetto che mi sta dando parecchio da fare, ultimamente. Di qualunque cosa si tratti. In ambiti totalmente diversi tra loro. In momenti più o meno frequenti che, non senza difficoltà, riescono ad avere qualcosa in comune.
C’è da dire che… funziona! Alle volte; almeno.
Sta funzionando per i libri.
Provo ad aumentare il numero delle mie ‘letture inusuali’ e, grazie anche a nuove conoscenze fatte tramite il Web (leggi Facebook), provo a non escludere nulla (o quasi!).
Facile?!? Non sempre!
Ne vale la pena? Sicuramente!
Il nuovo libro appena conosciuto, di cui vorrei provare a parlarvi un po’?

Ve lo presento nello stesso modo in cui è stato presentato a me…


La tentazione di averci nulla a che fare all’inizio è stata forte. Poi però, lette le poche pagine di un estratto, non ho permesso che avesse la meglio.
Stefano Mancini ci sa fare.
Il suo è uno di quei libri in grado di catturare l’attenzione sino ai massimi livelli (anche il mio stomaco ne sa qualcosa… :-P). Un mix di generi che è ben dosato e che sa accontentare anche i lettori più esigenti.
Forse perché non è un libro d’esordio, la storia è strutturata in maniera particolare, particolareggiata e affascinante.
Laureato in giornalismo e iscritto all’Ordine dei professionisti dal 2005, Stefano lavora come redattore presso un’importante testata nazionale ed è direttore dell’agenzia “Aragorn servizi editoriali”. Ha pubblicato la trilogia high-fantasy composta dai romanzi Le paludi d’Athakah, Il figlio del drago e Il crepuscolo degli dei (Linee Infinite edizioni, 2013-2015), terza classificata al Premio Cittadella 2016. I suoi altri libri sono: La spada dell’elfo (Runde Taarn edizioni, 2010) e Il labirinto degli inganni (AndreaOppureEditore, 2005).

Vi ho incuriosito almeno un po’?
Immagino si possa fare ancora meglio.

Che ne dite di provare a conoscere Stefano, attraverso l’intervista realizzata da Francesca Pace? Domande e risposte che indagano su Pestilentia e… leggete, leggete!

Perché qualcuno dovrebbe leggere il tuo libro?
Beh, il mio parere potrebbe essere di parte, ma trovo che sia una bellissima storia, con un’ambientazione molto particolare e affascinante, un ritmo serrate e dei personaggi molto ben caratterizzati. Penso sempre che la lettura sia anche evasione dalla realtà quotidiana: il mio nuovo romanzo, dunque, penso possa offrire ai lettori qualche ora di piacevole intrattenimento e perché no, anche trasmettere qualcosa.
Che cosa c’è di innovativo e quali sono gli elementi di continuità con il genere o con la tradizione?
Trovo questo romanzo fortemente innovativo, tanto che sarebbe, anche provandoci, difficile classificarlo in un genere specifico. È un po’ fantasy e un po’ distopico; un po’ storico e un po’ thriller. Ogni elemento, tuttavia, è fuso con gli altri in maniera inestricabile e funzionale, in modo che il risultato sia omogeneo e tutt’altro che confusionario. La commistione credo, anzi, che dia un notevole “quid” in più a tutto il libro. Il lettore che si avvicina a “Pestilentia” non si faccia spaventare dal trovarsi di fronte un libro originale, perché mi sento di assicurare che il risultato è valido sotto ogni punto di vista.

Che cosa ti ha spinto a scrivere?
La spinta per la scrittura viene da molto lontano. Questo è il mio settimo romanzo pubblicato, nonché quello che ritengo il migliore per tutta una serie di ragioni. Scrivo da quando sono bambino e fin da allora sogno di fare lo scrittore. Da un paio d’anni questo sogno si è tramutato – seppure solo in parte –, in realtà e per me sarebbe impossibile immaginare una vita senza scrittura.

Da che cosa è nata la storia? Quali sono state le fonti di ispirazione?
La storia nasce da un’idea ben precisa, quella di raccontare un fantasy innovativo, con tinte gotiche e un po’ dark. Mi piaceva soprattutto l’idea di dargli un’ambientazione estremamente caratterizzata, una di quelle che entrasse nella pelle dei lettori e fosse vissuta quasi alla stregua di un vero e proprio personaggio. Poi, come spesso succede, il testo ha preso una sua strada e io non ho fatto altro che seguirla, inserendo via via nuovi elementi.

Quando scrivi? E come? In modo organizzato e continuo o improvviso e discontinuo?
Mi piace scrivere nel pomeriggio. Trovo quel momento il migliore, con il silenzio che mi circonda e la mente che può librarsi da sola dove vuole. Cerco di essere metodico e di non sgarrare, scrivendo tutti i giorni. Non perché sia un peso o un obbligo, ma anzi per l’esatto opposto: perché per me scrivere è soddisfazione e appagamento e quindi più tempo posso dedicargli, meglio mi sento.

Quali strategie hai adottato per promuovere il tuo libro e che tipo di strumenti hai usato – e usi – per proporlo all'attenzione dei tuoi potenziali lettori?
Avendo ormai una certa esperienza in questo campo, di solito mi affido molto al web. Social network, siti internet e blog sono il canale migliore per farsi conoscere e per far conoscere i propri libri. Ed è quello che faccio, attraverso interviste, recensioni e segnalazioni, proprio come in questo caso.

Progetti per il futuro?
Di sicuro c’è l’uscita di un mio nuovo fantasy, di stampo più classico, a ottobre, con la mia storica casa editrice, la Linee Infinite. Sarà il primo di una nuova saga, che riprenderà la stessa ambientazione già vista nella trilogia composta da Le paludi d’Athakah, Il figlio del drago e Il crepuscolo degli dei.

Tre persone da ringraziare…
Sicuramente il mio editore Astro Edizioni per “Pestilentia”, nella persona del suo direttore editoriale Francesca Costantino. Poi Cristina Pace, che cura la mia pagina Facebook autore con grandissima capacità. E infine i miei lettori, che con il loro sostegno mi spingono a scrivere sempre di più.
Manca ancora qualcosa…


Vi lascio con una breve Sinossi…
Un ragazzo in fuga da qualcosa che non doveva essere liberato. È l’inizio della fine. Quattro secoli dopo, il mondo è un ammasso purulento. Una pestilenza ha spazzato via quasi ogni forma di vita, e il gelo ha stretto nella sua morsa gli ultimi superstiti.
Quando la setta eretica della Mors Atra trafuga la più potente reliquia della Chiesa di Nergal, ultimo faro contro la decadenza, padre Oberon si ribella. E convoca Eckhard, devoto cavaliere della Fratellanza. Ispirato dalla fede, questi darà vita a uno spietato inseguimento sulle tracce della ladra Shree e del suo insolito compagno di viaggio, un eretico appartenente alla razza dei gha’unt.
Perché la reliquia va recuperata a ogni costo. O il suo terribile segreto trascinerà nel baratro la chiesa, condannando il mondo all’oblio.

Al prossimo Post-Presentazione! Chissà che nel frattempo non riesca anch’io a buttare giù qualcosa… Stay Tuned! ;-)

giovedì 12 novembre 2015

Libri&Letture... "Granelli di Sabbia" di Andrea Gerosa

Quelle storie che non ti aspetti. Meglio… quelle storie che non ti aspetti possano piacerti. Non per altro, per il fatto di appartenere a un genere che proprio non leggi. Quel tipo di storie che, quando le incontri sugli scaffali di una libreria, semplicemente non consideri. Capita però che un Autore ti contatti tramite Facebook e provi a chiederti di fidarti di lui. Della sua scrittura. Delle sue pagine. Chissà perché, allora, decidi di metterti alla prova. Scegli di giocare con le righe di un romanzo, per vedere cosa succederà alla fine. C’è un serial killer di mezzo, ma decidi di non pensarci troppo e ti butti lo stesso. Perché se le cose di ogni giorno possono costringerti qualche volta anche ad affrontare ciò che non ti piace, allora può spronarti a farlo anche una passione. Specie se si tratta della passione per la lettura. Un click e l’e-book è subito disponibile. 



‘Granelli di Sabbia’, scritto da Andrea Gerosa (l’e-book è disponibile nei vari formati EPUB-MOBI-PDF all'interno dei diversi store online. Per il cartaceo si può contattare l’autore, tramite la sua pagina Facebook). Un autore che sa farsi apprezzare sin dalle prime righe, per il modo fluido che ha nel narrare. La scelta delle parole risulta attenta e mai ripetitiva. Non ci si annoia. La lettura scorre via veloce e mi ritrovo a stupirmi di quanto a tratti la consideri persino piacevole. Avrei detto che mai e poi mai un Thriller sarebbe stato in grado di tenermi compagnia, negli attimi prima di andare a dormire. Le pagine di Andrea sono riuscite a farmi mettere una croce su questa convinzione e, anche se credo non riuscirò a convertirmi completamente al genere, è bello poter dire di essere riuscita almeno un po’ a superare un piccolo blocco mentale. Rimane il fatto di avere qualche difficoltà nel esprimere un parere, trattandosi di qualcosa che non mi trova dotata di un qualunque metro di paragone. Detto che la storia è veramente avvincente e con un finale che non ti aspetti e che lascia forse la possibilità ad altro, i personaggi hanno saputo entrare a far parte della mia quotidianità con la stessa semplicità con cui alle volte ci riescono le persone. Ho cominciato a seguire le vicissitudini del ispettore Luca Veloso, del Tenente Camilla Dell’Angelo e di tutti gli altri impegnati nella caccia al serial killer tornato dal passato, con lo stesso interesse con cui ascolterei i racconti di un amica, mentre sorseggiamo un tè sedute al tavolino di un bar. Ogni volta che si lascia la lettura in sospeso è inevitabile domandarsi cosa succederà dopo. Non c’è mai nulla di scontato e la narrazione riesce a condurre fino alla fine in maniera assolutamente avvincente. Penso alla ragazza che non legge altro che romanzi d’amore. Penso alle volte in cui mi è capitato di lasciarne a metà uno, per concentrarmi su un altro. Nonostante caratterialmente a volte mi sia ritrovata un po’ a fare a botte con il genere, non ho abbandonato l’e-book. Credo stia proprio qui, allora, la grande abilità dello Scrittore. Nel riuscire a risultare convincente agli occhi di chi era già pronto a etichettarlo. D’ora in poi il genere Thriller è qualcosa di un po’ meno spaventoso, a dispetto del fiato sospeso che poi invece c’è sempre. Ora, non mi resta che lasciar parlare l’Autore… una nuova Blog-Intervista! Alla prossima!!!

Quando hai capito che saresti diventato uno scrittore e come è nata l’idea della storia?
Tutto è nato per gioco, quasi per una sfida con me stesso.
Dopo aver letto centinaia di romanzi, soprattutto thriller, mi sono chiesto: “Perché non provarci?”
A quel punto mi si sono affacciate alla mente un sacco di ragioni, tra tutte l’inesperienza; poi mi sono ricordato di aver sentito una frase, una di quelle che la gente di solito ama ricopiarsi sui post-it da attaccare sul frigorifero: “Una conquista senza rischio, è un trionfo senza gloria”.
E’ allora che l’entusiasmo del principiante ha avuto il sopravvento, ma a quel punto avevo bisogno di una trama nella quale il mio serial killer si distinguesse da tutti quelli che avevo già incontrato sulle pagine dei libri già letti.
L’idea di fare della sabbia il filo conduttore della storia è nata dalla mia collezione e dalla vicinanza al mondo degli appassionati di queste “briciole di mondo”, come i membri dell’Associazione Sand Dreamers Club: un modo originale per far conoscere l’universo di sensazioni che si provano guardando e tenendo tra le mani il contenuto di migliaia di contenitori di vetro, ognuno diverso dall’altro per colore e consistenza.
Ecco allora che le indagini del Commissario Veloso si intersecano con informazioni e notizie sulla sabbia, con l’intento di sorprendere e generare un po’ di curiosità su questa materia solitamente ignorata nella sua vera essenza.

Il commento più bello che hai ricevuto da un lettore…
Sono molti, ma vorrei qui riportare i due più significativi, almeno per me.
La prima recensione avuta da parte di Emma Fenu, che inizia così:
“Un uomo, collezionista di sabbie e accanito divoratore di thriller, decise, un giorno, di miscelare le sue passioni. Ed è cosi che l’uomo divenne scrittore e un libro, dal titolo “Granelli di Sabbia”, venne alla luce.”
In poche righe, ha colto pienamente il perché mi ha spinto a scrivere questo libro.
La seconda è di una ragazza conosciuta tramite Facebook e poi diventata amica nella realtà. E anche questa devo riportarla:
“Da sempre l’uomo è stato affascinato dalla luna. Il suo potere mistico sconvolge e travolge i pensieri e gli animi, anche i più innocenti. In fondo siamo tutti seriali nel perseguire le nostre aspirazioni più forti, nel raggiungere la Nostra sospirata luna.... tu ci sei arrivato.... grazie per aver portato anche me.”

Consigli che daresti a esordienti?
Crederci, crederci e crederci ancora. Non importa se il libro verrà pubblicato o no, ciò che conta è l’essere riusciti ad arrivare alla fine, portando su carta le proprie idee e le proprie emozioni. Di fatto, ciò che ho scritto alla fine del libro nella nota dell’autore:
“Provateci anche voi. Veder apparire su un foglio ciò che la vostra mente ha pensato, non ha prezzo!”

Libri d’altri… le tue letture preferite?
Leggo quasi esclusivamente thriller da parecchio tempo, dopo aver iniziato anche con libri d’avventura. Dal punto di vista letterario, nasco grazie ad autori famosi come Smith, Follett, Deaver, Patterson e Connely, per poi passare a vari autori, compresi, e non ultimi, gli italiani Carrisi e Carofiglio. Ho amato molto il primo libro di Faletti “Io uccido” anche perché l’ho sempre ammirato come uomo e artista. Da ognuno di loro ho “rubato” qualcosa, anche perché parliamo di veri scrittori e non di una persona, come il sottoscritto, che umilmente, ci prova.

mercoledì 12 agosto 2015

E-Book... Urban Fantasy... The Hybrid's Legacy Saga!

È sempre bellissimo essere contattata come Blogger, per recensire, leggere, divertirsi… aiutare a ‘far conoscere’! :-D Ancora meglio - poi - se da un primo, semplice, garbato contatto… nasce una bella amicizia virtuale. Che è ricordarsi a vicenda quando si parla di libri, che è coinvolgersi a vicenda in quello che può essere il ‘vivere sempre con qualche storia in testa’. Che cosa può esserci di più? Nulla. Penserete (forse) voi. Beh! Io direi… può esserci: essere contattata come Blogger per delle recensioni, fare nuovissime e interessantissime conoscenze e… scoprire nuovi, interessantissimi libri… già acquistati e pronti per essere letti. Che ne dite, vi va di scoprire di che cosa sto parlando?
Poche parole racchiudono tutto ciò che è narrato in quattro romanzi… 

"THE HYBRID'S LEGACY SAGA"!

Forse ne avete già sentito parlare. Forse ve li siete già divorati tutti quattro e, per questo, siete un pizzico più avanti di me. Forse anche voi siete Blogger, anche voi amate leggere e voi stessi li avete recensiti sulle vostre pagine. In questo caso, sarei curiosissima di poter avere i link per dare uno sguardo ai vostri pareri.
Ma… se così non dovesse essere… se foste lettori insaziabili, ancora all’oscuro di tutto… sarei felicissima (issima, issima, issima!) di poter essere io la Blogger che vi consentirà di conoscere il fantastico mondo di "THE HYBRID'S LEGACY SAGA"!
L’autrice è Francesca Pace. Una giovane scrittrice di origini romane, adesso residente in quel di Zurigo.
Non ho avuto modo di approfondire molto il perché si sia dedicata alla scrittura, né ancora ho chiesto conto dei perché che possono nascondersi dietro ad ognuno dei quattro romanzi della Saga, ma… mi riservo di leggerli tutti fino all’ultima parola e di ripresentarveli più avanti, insieme a ‘quattro belle chiacchiere’ con Francesca.
Per il momento, dunque, un Post che vuol essere un invito alla lettura. Quattro ‘tappe’… si parte!
La "THE HYBRID'S LEGACY SAGA" vede il via con: “Emma”


Emma è una ragazza semplice, dall'inconsapevole fascino magnetico. La sua vita tranquilla, al confine dell'invisibilità, sarà sconvolta da un cambiamento radicale e improvviso che la catapulterà nel complesso e violento mondo di streghe e vampiri. Un'inaspettata e travagliata transizione ne muterà in modo definitivo la natura e l'essenza trasformandola in un essere sovrannaturale mai esistito prima. Quando la straordinaria ragazza, accompagnata dai suoi amici di sempre e da un nuovo e viscerale amore, si troverà ad affrontare con coraggio la sua nuova vita imparando ad amarla e ad amare se stessa come mai prima, scoprirà di possedere uno sconfinato e incontrastabile potere. È, questa, una appassionante ed intensa storia di amicizia, fratellanza e amore.

Seconda tappa… secondo romanzo! Si procede con: “Gabriel. Il sigillo della tredicesima runa”


La storia ci traghetta in un'atmosfera dark, sanguinaria e voluttuosa. Gabriel è un ragazzo come ce ne sono molti. Scapestrato e superficiale, conosce fin troppo presto i dolori che un'esistenza umana porta con sé. Attraverso la sofferenza e la morte impara la caducità della vita e la fragilità dei sentimenti. In una Scozia di fine 1400, Gabriel sceglierà le tenebre e l'oscurità dell'immortalità. Sceglierà di diventare un vampiro. Sangue e morte ne accompagnano l'esistenza vissuta nell'inconsapevolezza e nell'ignoranza del suo dono. Un sigillo che ne cambierà radicalmente le sorti. Una vita, la sua, vissuta al limite con al fianco Andrew, suo fratello, che mai lo abbandonerà neanche quando tutto in lui sembrerà essere perduto. Una storia che abbraccia quasi sei secoli, ricca di cambiamenti e repentini mutamenti che porteranno a un'intima trasformazione interiore che toccherà il culmine nell'incontro con Emma, l'amore della vita di Gabriel. Sarà proprio l'amore, il motore che muove ogni cosa, a rendergli salva la vita e soprattutto l'anima.

E siamo al numero… Tre! Francesca Pace continua la sua Saga con: “Vincolo di sangue”


È  il romanzo di cambiamento, di crescita. Nulla è come sembra. Il dolore, la morte, la magia... ogni cosa che ruota intorno alla vita di Emma e dei suoi compagni sta per essere sovvertita da un potere arcano e misterioso che entrerà nelle loro vite in modo violento. Le alleanze cambieranno e la schiera di Danielle si arricchirà di uno spietato e quanto mai inaspettato alleato pronto a tutto per prendere la vita di Emma... Anche quando il cuore di Emma vacillerà, incapace di sopportare questa nuova, dolorosa e impensabile verità, lei dovrà trovare la forza di compiere il proprio destino... dovrà mettere a tacere il suo cuore fin troppo umano e le proprie emozioni...dovrà confrontarsi con la parte peggiore di sé per cercare di salvare il suo mondo. Che ruolo avrà la Congrega dei Guardiani in questa nuova battaglia? L'intimo sentimento che lega i due immortali saprà salvarli? Potrà l'amore assoluto che Emma prova per Gabriel rendergli salva la vita... ancora una volta? Amore, tormento, paura... questi i sentimenti che accompagnano le giornate della bella ibrida che porterà a compimento il suo cambiamento, divenendo una donna forte e coraggiosa in grado di ripristinare gli equilibri del proprio mondo anche a dispetto di un potere maledetto che tenterà di condurla attraverso le tenebre fino al luogo suo più oscuro.

Il quarto volume è quello finale: “Patrick. I Guardiani dell'ordine di San Michele”



Questo spin off è un racconto di presentazione che, pur nella sua brevità, descrive il momento in cui il soldatino Patrick è costretto a maturare e a prendere coscienza di chi è e di cosa potrà diventare. Lui sa benissimo di essere un guardiano, si allena per questo, ma non ha mai incontrato veramente dei nemici efferati e crudeli come Danielle che sono la personificazione mostruosa del male stesso. L'episodio orrendo cui assiste e di cui è vittima gli apre gli occhi. Da qui inizia il percorso che lo renderà il Patrick che abbiamo conosciuto in "Vincolo di sangue".


Che ne dite? Vi ho incuriosito abbastanza, da convincervi a entrare in questo mondo Urban Fantasy? Io… spero proprio di sì! ;-)
Alla prossima, con altri e-book che aspettano di poter ‘ricevere un Post!’. Mi raccomando… leggete, leggete, leggete e – se avrete voglia di condividere un parere – fatemi sapere. Io sono qui! Non sempre attiva e con le parole pronte quanto vorrei, ma… ci sono!

Alla prossima!

sabato 27 giugno 2015

Fantasie D'Inchiostro...E-Book (e non solo) in palio!!!

Eccomi di nuovo da queste parti! ;-)
Come sempre è tutto un gran fermento, le idee non smettono mai di saltellare in testa e… ci sono momenti in cui la felicità schizza a 1000&+… perché ci si diverte un mondo in compagnia di ‘amici’!
In pochissime parole… è: Fantasie d’Inchiostro!!! :-D


https://www.facebook.com/events/823817877686676/


Che ne dite, vi va di scoprire un po’ meglio di che cosa si tratta? 
Non si accettano risposte negative! ;-)

Perciò… occhi incollati allo schermo….
L’idea nasce dal Gruppo Facebook THE DARK ZONE ed è un’idea ‘ghiottissima’, per tutti gli appassionati di lettura… che amino andare alla scoperta di nuovi talenti! Wow!!!
Allora… pronti? Via! Il Rumore dei Tasti è felicissimo di ospitare una delle tappe in programma per questo Giveaway Speciale… ricchissimo di pagine, tutte da leggere! ;-)
26 gli E-Book (e non solo) messi in palio, da altrettanti autori emergenti. I generi? Non c’è da temere… sono davvero presenti ‘tutte le sfumature della fantasia’!
Altrimenti detto… non vi rimane che partecipare!!!  Come? Semplicissimo!

Ecco le regole:

1- Condividere l'evento in ‘modalità pubblica’ sul vostro profilo Facebook

2- Lasciare un commento nella bacheca dell'evento scrivendo semplicemente: PARTECIPO

C’è tempo fino alla mezzanotte del 3 luglio 2015, dopodiché… si provvederà all’estrazione dei nomi vincitori attraverso il sistema random.org! 5 i pacchi regalo previsti… 5 i vincitori! Cosa state aspettando ancora, non vi è improvvisamente venuta voglia di provare ad essere uno di questi? Dita incrociate, mi raccomando!
Ok… ok… un istante solo… non mi rimane che illustrarvi i libri ‘ospitati’ da questo Blog…


Si parte con… 

Come il vento per una girandola 
di Nadia Filippini


Chiara e Alessio. Da due anni le loro strade si sono divise bruscamente, lasciando una profonda ferita in entrambi. Lontano l'uno dall'altra, hanno cercato di andare avanti con le loro vite e lasciarsi il passato alle spalle. Quando però Alessio torna a vivere a Milano e le chiede di tornare nella sua vita, Chiara si troverà ad affrontare una scelta più difficile di quanto lei stessa potesse immaginare. Fidarsi ancora una volta di Alessio e rimettere in gioco i propri sentimenti o chiudere definitivamente col passato e guardare avanti? 

Si continua con..

Il Cavaliere senza nome
di Fabiola D'amico


1130 REGNO DI SICILIA Fosco è un cavaliere forte, temerario, giusto, ma non ha un retaggio nobile alle spalle, è un bastardo senza nome, irretito da molti, stimato da pochi. È uno dei consiglieri di Ruggero II e questa sua posizione gli procura gelosie e invidie. La vita e le esperienze faranno di lui un uomo duro e non incline ai sentimentalismi. Quando il Re gli propone di prendere in sposa sua nipote Serena, accetta senza esitare nonostante gravi sulla fanciulla l’onta della vergogna e la possibilità di una gravidanza indesiderata. Un cavaliere deve aiutare gli indifesi e i deboli. Lui, nato bastardo, avrebbe salvato la reputazione di una nobile fanciulla e sarebbe stato un buon padre. Questa sua fredda considerazione vacilla dinanzi al carattere esuberante ed eccentrico della moglie, nel cui sangue scorre l’irruenza degli Altavilla. L’attrazione tra i due scoppia improvvisa e senza freni ma imprevisti, incomprensioni e tradimenti saranno in agguato per impedire il realizzarsi di un sogno comune. Un oscuro e misterioso nemico vuole prendere in trappola il lupo del re e la rossa amazzone. Riuscirà la forza dell’amore a salvarli? Della stessa autrice: Un giorno da favola ed Libromania, Sensuali tentazioni sull'orient Express, Il guerriero e la dama di ghiaccio, Merry Christmas Mr Grizzly, Passioni mortali, Sintonia D'amore, La compagnia delle orchidee (damster edizioni) e altri ebook. Alcuni suoi racconti sono presenti nelle antologie di Delos, Butterlfy edizioni e Damster.

Per poi concludere con… un cartaceo! :-D

Tutto il Futuro del mondo 

di Marta Bosatra, Elisa Vagnarelli, Stefano Padoan, Paola Cavallari, Rosario Amenta, Laura Bonelli


Sì! Immagino (più che altro spero :-D ) che lo riconosciate...

L'invenzione narrativa è strettamente in relazione con l'essenza del futuro, che assume concretezza soltanto se l'uomo prende a immaginarlo.
Ecco una selezione di opere della letteratura contemporanea che creano immagini diverse di futuri possibili, con tutte le ambizioni, i desideri, le inquietudini e le angosce proprie di ciascuno di noi.Il denominatore comune a tutte le storie è la ricerca, affrontata dai protagonisti per raggiungere un avvenire migliore.
Tutti proveranno a trovare la strada per la felicità: su una nave verso paesi lontani, dietro i banchi di una scuola, all'interno di un'opera d'arte o, ancora, nel proprio sogno custodito nel cuore.
Come sarà il futuro che ci attende?

- 'L'alba dei sogni' di Paola Cavallari;
- 'L'uomo dei palloncini volanti' di Elisa Vagnarelli;
- 'Il blues del mare' di Stefano Padoan;
- 'Il mondo a casa mia' di Marta Bosatra;
- 'La teoria della Matrioska' di Laura Bonelli;
- 'Mondo' di Rosario Amenta;

Alla prossima! 

Stay Tuned!!! :-D

giovedì 19 febbraio 2015

Tutto il futuro del mondo: l'intervista all'autore Rosario Amenta!

Di nuovo da queste parti. Di nuovo… Tuttoil futuro del mondo!!! Sono del parere che, quando un bel sogno diventa realtà, si deve far del tutto, perché la bellezza non svanisca. Allora... :-D Tantissime sono le idee legate al libro, che continuano a frullare per la testa. Tantissimi i progetti. Spero di potervi parlare presto di iniziative virtuali (un work in progress che mi lascia ancora un po’ perplessa, ma… anche tanto, tanto, tanto intenzionata a vedere se…), di progetti per le scuole e di quanto qui, in città, in tanti si stiano dimostrando disponibilissimi, nel darmi una mano a divulgare un po’. Nel frattempo, però, che cosa ne dite di saperne di più degli altri autori che, insieme a me, fanno parte della raccolta edita da EdizioniArpaNet? Dalla casa editrice sono stati gentilissimi nel concedermi dei contatti mail e tantissimo è stato anche l’entusiasmo dimostrato dai miei compagni di avventura, quando ho richiesto loro di rispondere a qualche domanda, per delle interviste da pubblicare su… questo Blog! Interviste?!? Ebbene sì! Al colmo della gioia, perché L’uomo dei palloncini volanti ce l’ha fatta ed è riuscito a stringere amicizia con storie-autori eccezionali, ho deciso di inaugurare una nuova ‘sezione’ de “Il  Rumore dei Tasti”. Conoscersi un po’. Che ve ne pare, come nome per una nuova etichetta? Per il momento, lo trovo adeguato. Ma, che ve lo dico a fare, anche questo progetto è molto, molto… Work in Progress. In continua crescita, per capirci, man mano che si va avanti. Io parto da qui, con loro che sono diventati miei speciali ‘Amici di Penna’ (pensandoci, anche questo potrebbe essere un buon nome per una ‘nuova etichetta’.. ;-) ), ma… chissà dove tutto questo potrà arrivare… Come faccio sempre per ogni mio progetto, allora, dita incrociate e… speriamo bene! Intanto…



Il Rumore dei Tasti è lieto, lietissimo di presentarvi Rosario Amenta, autore di: “Mondo”…

Come è nata l’idea della storia presente in “Tutto il futuro del mondo”?

Mondo l’ho scritta anni fa, prima che iniziasse questa infinita crisi economica. Una conferenza tenuta da uno scienziato di nome Lorenz, sulla nozione di dipendenza sensibile alle condizioni iniziali e presente nella teoria del caos, mi ha spinto a farlo. ‘Può il batter d’ali d’una farfalla in Brasile, provocare un tornado in Texas?’, il titolo, che ha colpito la mia fantasia, al punto da dar inizio all’opera”. Quasi sempre, si sa, l’ispirazione arriva all’improvviso. Poi, c’è tutto un percorso da affrontare. Rosario parla così di quel che è il nucleo del suo Mondo, con particolare soddisfazione per la pubblicazione in antologia: “Un lungo viaggio vi è descritto, con la parte finale che chiosa con un messaggio di speranza. Comunque un’opera che nel periodo della composizione mi ha preso tanto e che ora con la sua pubblicazione mi premia per tutto il tempo che vi ho dedicato”.

Quando hai capito che saresti diventato uno scrittore, o che avresti comunque amato scrivere?

“Difficile rispondere. Quando si immagina di voler fare lo scrittore, questo si mette in conto? Nel mio caso, credo, si tratta dell’intima esigenza di esprimermi. Senza limiti o barriere. Di voler dire qualche cosa che ho dentro e che assolutamente reclama di venire fuori in un certo modo, in un modo che solo con la scrittura mi riesce di fare. C’è una passione di base a spingermi,  ma questa da sola non basta. Serve un duro lavoro e bisogna essere pronti a sopportare la fatica della sua pratica e, anche, la solitudine a cui ti costringe. Tutto il resto, racconti e pubblicazioni, è arrivato poi”.

Il commento più bello che hai ricevuto da un lettore?

“Ricordo con piacere quello di un mio amico, affezionato lettore, fatto al termine della lettura di un mio scritto. Ha dondolato un po’ la testa e ha detto: ‘Comunque hai uno stile che è tuo’. Senza dubbio, il miglior complimento che mi si potesse fare”.

Il prossimo libro-racconto che scriverai parlerà di...?

“Sto lavorando a un romanzo ambientato a Catania, città dove ho vissuto gran parte della vita. Forse, vi pago un certo debito che credo di aver contratto con essa”.

Consigli da dare a giovani esordienti?

“Oltre tanta passione e molta fantasia, più che consigliare qualcosa augurerei di avere una grande costanza nel praticare come si deve un’arte, che richiederà molto sforzo nella realizzazione e – magari – avrà da dare poca soddisfazione nel risvolto pratico, tranne improbabili e grandi colpi di fortuna”.


Non si può essere appassionati scrittori, senza essere – al contempo – buoni lettori.

Libri d’altri… le tue letture preferite?

“Leggo tutto ciò che sia letteratura, di ogni bandiera. Rimango, però, un grande appassionato di quella russa. Credo che Tolstoj e Dostoevskij siano difficilmente raggiungibili”.




Poi, si torna con la mente di nuovo al presente. A quel bel sogno realizzato che c’è oggi. A Tutto il futuro del mondo. L’antologia nasce con l’intento di essere lettura e riflessione insieme. Futuro… cosa immaginare e cosa augurarsi? Rosario non ha dubbi: “Un messaggio di speranza non è forse la cosa migliore?”. Certo che sì! Alla prossima.