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martedì 26 settembre 2017

La musica fa crescere i pomodori

Ho incontrato il libro per caso. Non ero entrata in libreria per lui e non era proprio ciò che stavo cercando.
Come in una lunga passeggiata per stradine di campagna, dove il più delle volte ci si ritrova a camminare con l’unica compagnia della propria solitudine e può capitare di incontrare qualcuno giusto appena ad un passo dal tornare a casa, ho incontrato il libro quando già ero certa che – nonostante il girovagare per gli scaffali della libreria – per quel giorno non sarei uscita di lì con un sacchetto di carta in mano; pieno di tesori d’inchiostro.
È stato un incontro strano. Non di quelli che si possono definire ‘amore a prima vista’. Nella prima occasione in cui i miei occhi si sono poggiati sulla copertina, devo ammettere di aver distolto alla svelta lo sguardo e di aver continuato a cercare, cercare e cercare altrove. Possibile che tra le miriadi di storie d’amore che vengono pubblicate ogni giorno non ce ne fosse una lì, ancora tutta da scoprire, che facesse al caso mio?
Mi sono persino sforzata di ricordare i titoli dei libri visti in qua e in là su Facebook, ma niente da fare.
Ero già certa che me ne sarei andata con la promessa di inviare tramite mail la mia lista di desideri, come già tante altre volte è successo, quando mi ritrovo di nuovo a fissare quella copertina.
No! Non è il mio genere. Non amo proprio i libri autobiografici, le biografie in genere o – comunque – quelle pubblicazioni che nascono per voler raccontare parti della propria vita più o meno interessanti, o periodi più o meno lunghi di intensa attività professionale; se si è un personaggio noto o famoso; che dir si voglia.
Proprio, no! Non amo…
Mentre il pensiero cerca di convincermi per la seconda volta che non è proprio una tragedia uscire di lì a mani vuote  e che – sbrigativamente parlando – sarà per la prossima, ho già il libro sconosciuto in mano e i miei occhi stanno scorrendo velocemente il retro di copertina.

“La musica non è solo stimolo cerebrale. La musica ha la capacità di entrare nel fondo di noi. Può parlare alle nostre cellule e con una parte di noi che non conosciamo”.

Interessante. Rigiro il libro e sorrido, finalmente, a quel viso conosciuto.


La musica fa crescere i pomodori.
Non c’è da avere dubbi sul fatto che il titolo sia accattivante. La curiosità mi spinge a domandarmi chissà quale sarà il sapore di un pomodoro cresciuto a suon di musica. Mi sforzo di spingere l’immaginazione un po’ più in là, ma niente da fare. Come unico risultato ottengo quello di immaginare un pomodoro con le cuffie addosso che si muove, in un inesperto tentativo di ballo, seguendo un ritmo noto solo a lui e scoppio a ridere – da sola – scatenando perplessità (spero non seria) nel papà che è appena entrato in negozio e che ha appena fatto in tempo a poggiare tutti e due i piedi sul pavimento in legno, che già chiede se per caso la libreria sia fornita di dizionari per il suo piccolo scolaro; che gli sta attaccato alle gambe e che, intuisco, sarebbe di gran lunga più entusiasta se – magari – quella visita in libreria potesse anche comprendere una piccola sosta davanti allo scaffale di libri per ragazzi, che è poco lontano.
Ma torniamo a noi.
Musica e pomodori. Un libro che parla di come Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si, Do e compagnia bella siano entrate a far parte della vita di Peppe Vessicchio e vi siano rimaste per una lunga, bellissima, piacevole, immortale storia d’amore.
Ok. Lo ammetto. Rientro in quella vastissima cerchia di persone che, ad ogni Festival di San Remo, prima si ripromette di non interessarsene, perché tanto – poi – se ne potrà avere abbastanza alla radio, poi alla sera della prima si piazza davanti al televisore con la speranza di non crollare per il sonno troppo presto e – nel fermento delle esibizioni – si ritrova a sorridere ogni volta che il presentatore di turno pronuncia le parole: “Dirige l’orchestra il maestro Peppe Vessicchio”.
Ecco. Forse è per questo che il suo libro è stato in grado di attirarmi. Il motivo per cui, questo parlare di sé, è riuscito a vincere – rispetto a tutti gli altri – e a fare breccia nella mia curiosità e nel mio interesse.
Fosse stato un romanzo d’amore mi sarei sbrigata a leggere le ultime righe della storia, giusto per essere certa di non ricevere una  fregatura e di non ritrovarmi in lacrime, a un certo punto. (sì, lo so! Atteggiamento strano, da parte mia).
Nel caso specifico, ho optato per un più tradizionale: “Vediamo un po’ di che parla”, partendo dall’inizio.

“Io di qua, lei di là. Quando ci siamo conosciuti, fra me e la musica c’erano una porta chiusa, una maniglia e una serratura”.

Sarebbe già potuto bastare. Ero più che sicura.

“Ogni suono che vibra produce una fascinazione, guardate cosa diventano gli occhi dei bambini dinnanzi a un mazzo di chiavi che tintinna, sospeso nell’aria. È quella la prima magia a cui gli pare di assistere”.

Ok. Ok. Ok. Dubbi zero. L’impressione è quella di essere seduti al tavolo di un piccolo locale accogliente, aspettando che arrivi il cameriere con i bicchieri ordinati e già parlando piacevolmente di tanta meraviglia.
Leggere questo libro è stato ascoltare un lungo, bellissimo racconto.
È stato scoprire cose che non conoscevo e sorprendersi di come, nonostante la competenza in materia, il maestro Vessicchio, con l’ausilio di Angelo Carotenuto, abbia saputo raccontarle in maniera semplice e accessibile a tutti. È stato un viaggio in un mondo che tocca costantemente il mio, attraverso gli strumenti di cui tutti disponiamo: la radio, la televisione, il lettore mp3, YouTube, un link trovato su Facebook, la suoneria di un cellulare che, inaspettatamente, ti arriva alle orecchie mentre sei al supermercato a fare la spesa e sei un po’ nervosa perché non trovi il tuo solito shampoo.
È stato un viaggio. Sono arrivata all’ultima pagina con dispiacere. Sono rimasta a fissare quel retro di copertina che si richiudeva domandandomi: “Chissà se quest’anno il maestro sarà a San Remo?”.
Poi sono uscita di casa e sono andata a comprare una raccolta musicale di Mozart. Pare che le sue opere diano risultati sorprendenti sulla crescita di pomodori e ortaggi in genere e che siano particolarmente in grado di parlare all’animo umano per quietarlo, all’occorrenza. Non ho dubbi. Voglio provare!

Alla prossima.

domenica 6 agosto 2017

Maciste in giardino

Con Maciste ci siamo incontrati in maggio; al supermercato. Io, con il carrello cigolante davanti a me e una piccola fatica dipinta in faccia per farlo camminare. Lui, silenziosamente sistemato sullo scaffale insieme ad altri amici. Ripensandoci ora, ricordo ancora alla perfezione cos’è stato a farmi avvicinare a lui. Nonostante il musino simpatico, gli occhiali sopra il naso che me lo facevano sentire somigliante e i guantoni da pugile addosso che me lo facevano avvertire - in un certo senso -  familiare, l’ho afferrato per poterne scoprire di più alla vista di una piccola fascettina bianca sul davanti che dichiarava: “Finalista seconda edizione Premio Strega Ragazzi e Ragazze – Categoria 6-10 anni”.
Ecco. Lo so cosa potreste pensare, ora. Categoria 6-10 anni, non è di certo la storia adatta ad una lettrice come me. Eppure, ho deliberatamente ignorato la vocina nella testa che mi diceva che tra meno di tre giorni ne avrei compiuti trentadue e l’ho afferrato con decisione per la copertina. Stringendolo in mano, ho cominciato ad immaginare che sarei entrata nella vita avventurosa di quell’animaletto simpatico che non smetteva di sorridermi e mi sono ritrovata immediatamente a credere che Maciste – che, non lo avevo ancora detto, è una talpa – sarebbe stato in grado di farmi ridere a crepapelle con le sue faccende più o meno quotidiane e con quello che, pensavo, avrebbe potuto combinare vattelapesca dove e a discapito di vattelapesca chi.


E chissenefrega se la storia non era stata scritta per una come me. Indirizzando lo sguardo verso i romanzi per adulti esposti sugli scaffali più in alto, nessuno sembrava fare al caso mio in quel momento. Niente sembrava tanto adeguato a me, quanto Maciste.
Ho infilato il libro nel carrello, stando attento a tenerlo lontano dai pomodori, senza nemmeno leggere la quarta di copertina. Mentre il retro recitava: “Era stato papà a dare quel nome alla talpa: Maciste. Maciste era un personaggio di una serie di film in costume, grande e grosso che spaccava tutto”. Avevo già l’impressione di sentire l’eco delle mie risate, perché convintissima che ‘Maciste la talpa’ me ne avrebbe fatte vedere delle belle.
Solo una volta arrivata a casa, con un po’ di tempo a disposizione prima di mettermi a preparare la cena da portare a tavola, ho scoperto che non sarebbe stato così.
La storia della talpa Maciste mi avrebbe raccontato, più che altro, come andarono i giorni prima della sua cattura e della sua espulsione dal giardino di Nico e dei suoi  genitori.
La voce narrante sarebbe stata quella di Nico, che già in quarta di copertina annunciava: “Conobbi Gino Bandiera nel 1967, e il ricordo più vivido di quei giorni è la caccia alla talpa. Da una parte c’era lei: una talpa enorme che chiamavamo Maciste, dall’altra parte c’eravamo io e Gino Bandiera, ex campione dei pesi massimi, detto il Gigante”.
Ho sentito il mio immaginario spegnere all’istante l’eco che sarebbe dovuto essere delle mie risate e per un attimo, devo ammetterlo, ho sentito crescere la delusione. Mi sono tornate alla mente le parole dette da un professore di scrittura creativa, un po’ di tempo fa: “Le fascette addosso ai libri sono fatte apposta. Attirano il lettore ancora prima della copertina e, alle volte, sono studiate apposta per poter convincere all’acquisto”. Ho fissato la fascetta del mio ‘acquisto’ per capire se, in qualche maniera, potesse essere stata ‘lei’ la responsabile del mio impulso a comprare: “Finalista seconda edizione Premio Strega Ragazzi e Ragazze – Categoria 6-10 anni”. Non sembrava ci fosse traccia di inganno in quelle parole, o di un tentativo di raggiro. Se quella storia, la storia della talpa Maciste, era per davvero riuscita a guadagnarsi un posto da finalista nella seconda edizione di un importante premio letterario, doveva esserci un perché. Mi sentii acquistare nuovamente fiducia nei confronti di quelle pagine ancora tutte da leggere e sprofondai nel divano per immergermi immediatamente nella lettura. Quel libro mi stava chiedendo di far tornare, almeno per un po’, la bambina di diversi anni fa. Ignorai la vocina nella testa che non voleva proprio saperne di smetterla di ricordarmi che tra meno di due giorni avrei potuto soffiare su trentadue candeline e feci una rapidissima sottrazione di ventisei. Se proprio dovevo affrontare quelle parole con occhi diversi e con spirito adeguato, volevo che il mio spirito fosse il più giovane possibile. Tornai a 6 anni. Perfetta per la categoria!
Fu facile e abbastanza veloce arrivare alla fine di quel libro. Non ho trovato il rumore di tante risate, ma sono riuscita a trovare il calore di una storia ben scritta e la bellezza di una voce narrante che non mi aspettavo. Non posso dire di aver conosciuto Maciste, per come immaginavo che avrei potuto farlo. In compenso, però, ho trovato Nico. Ho trovato il suo modo di raccontare e di parlarmi di Gino Bandiera e di quel suo simpatico modo d’essere un ex pugile ed un ex circense, che la vita aveva poi portato a diventare un cacciatore di talpe. Insieme a Nico, ho scoperto la bellezza del racconto di cose passate ed è stato un po’ come poter essere lì di persona, a scambiare quattro chiacchiere davanti a un bicchiere di limonata.
È stato piacevole, nonostante tutto. È stato un incontro avvenuto per caso, che ha saputo regalarmi tanto. Quando poi mi sono imbattuta nella nota dell’Autore, ho scoperto che quella di Maciste era stata una storia fortunata… perché colma di ispirazioni reali. Ho conosciuto Maciste al supermercato, in un normalissimo pomeriggio di maggio. Ho conosciuto Guido Quarzo alla stessa maniera. Quegli incontri casuali che piacciono a me. Sono convinta che mi ritroverò a parlarne ancora. Grazie a un piccolo musino di talpa che mi ha catturato, facendomi ignorare libri più adatti. Grazie ad una piccola fascetta bianca che… diceva il vero!
Alla prossima!!!

lunedì 25 aprile 2016

"Uno schiocco di dita" di Chiara Pellegrini

Vivere nella stessa, piccola città e non conoscersi. Rimanere sconosciute l’una all’altra, fino a poco tempo fa.
Chiara ed Io. Tre parole che potrebbero essere il titolo perfetto per un racconto, ma che in questo caso vogliono essere preludio ad una sorta di presentazione.
Non è mai cosa semplice scrivere di qualcuno, quando sai che quel qualcuno è adesso parte delle tue amicizie reali. Nonostante ciò, cercherò di farlo nel migliore dei modi.
Considero la nostra amicizia (ancora agli inizi, ma speriamo duratura) un dono speciale, figlio di una passione in comune. Anzi, di due.

Io amo scrivere.
Chiara ama scrivere.
Chiara ama leggere.
Io amo leggere.

Ritrovarsi sedute intorno a un tavolo a parlare di autori, di libri e di idee è quanto di meglio possa esserci per far scorrere velocemente le lancette dell’orologio. Nelle nostre chiacchierate serali, non di rado ci è capitato di accorgerci che… era già domani.
Ci siamo conosciute per caso, grazie ad un amico in comune che ci ha inserite entrambe in una chat di Facebook. Lentamente, è stato l’inizio di un confronto frequente.
Quando Chiara mi ha parlato per la prima volta delle sue parole su carta, non sono riuscita a resistere e ho ordinato subito il libro. Una storia che mi ha catturata sin dalle prime righe. Un colpo di fulmine che non è raro per un lettore, ma che – ogni volta – è come fosse la prima e unica.
Uno schiocco di dita è una storia che trova spazio, luogo e tempo in centoquarantaquattro pagine. Almeno in apparenza.


Nella realtà, Uno schiocco di dita è un piccolo mondo carico di emozioni, in grado di trasportare il lettore per le strade del cuore, lungo percorsi che – quasi sicuramente – tutti conosciamo. Un piccolo, grande universo dal quale, poi, non si vorrebbe uscire più. Forse, non se ne esce più per davvero.
L’ho letto d’un fiato, non perché agevolata dalla sua compattezza. L’ho letto d’un fiato, perché mi sono ritrovata ad avere a che fare con una storia in grado di catturare sino ai massimi livelli. L’ho letto d’un fiato perché, in qualche modo, è stato come essere Marta per un po’. È stato come leggere le pagine di un diario. Come se quel diario fosse il mio. Chiara sa parlare al cuore, sa raccontare al cuore di se stesso.
Scrivo questo post a distanza di tempo dalla lettura del libro, eppure non ho difficoltà a ricordare ciò che è stato. Le emozioni provate.


Scrivo questo post adesso, perché adesso è di prossima uscita un nuovo romanzo di Chiara… mi sento già fremere dalla curiosità! ;-)
Sulle orme di Uno schiocco di dita, anche la nuova storia prova a mettersi in gioco attraverso il concorso indetto dalla pagina web ilmiolibro.it. È già sicuro che, a prescindere dall’esito del concorso, sarà un nuovo successo.
Vi va di sapere di più?
Le domande sono quelle ormai riservate ai post dedicati agli Autori…

Quando hai capito che saresti diventata una scrittrice e come è nata l’idea della storia?
A dire la verità non c'è stato un momento preciso in cui mi sono detta “ecco, finalmente sonno una scrittrice”. Voglio dire che fare la scrittrice credo sia un mestiere come un altro. Capisci di essere un muratore quando inizi a farlo e questo vale per ogni altro mestiere, così presto, fin da ragazzina, ho scoperto che mi piaceva scrivere storie. Poi si, certo, un'iniziazione c'è sempre, quella prima volta in cui dici a te stessa “da grande farò la scrittrice”. Ma da quando l'ho detto ad oggi che mi sono affacciata al mondo della scrittura con il mio primo timido romanzo sono passati quasi vent'anni! Invece per quel che riguarda la storia del mio romanzo, beh, ci si potrebbe scrivere un altro libro, ma basterà dire che dal momento in cui ho fatto la prima stesura (che tra l'altro non era un romanzo ma un brevissimo racconto di un paio di pagine) all'auto pubblicazione sono passati dieci anni. Il cassetto era un rifugio comodo, poi ho capito che le storie sono più vive se incontrano qualcuno che le ascolta...avevo voglia di raccontare qualche atmosfera, dedicare un lavoro al posto in cui sono nata ma non usando il metodo autobiografico, piuttosto ricavando dalla pura invenzione (i protagonisti sono frutto della mia immaginazione) qualche pensiero mio, profondamente mio, radicato nella mia vita. Una storia d'amore, una storia sull'amore, questo volevo raccontare nell'estate del 2001, questo ho provato a tirar fuori in un'estate di tanti anni dopo.

Il commento più bello che hai ricevuto da un lettore…
Ce ne sono tanti, tra cui qualche critica “cattiva” che mi è servita a confrontarmi con me stessa. Ma i pensieri tra i più belli ricevuti  sono alcuni scatti, foto che qualche lettrice mi ha inviato senza  pensieri aggiunti, solo le foto del libro in certe situazioni, come per esempio l'ultimo, arrivato poco fa, con il mio libro sulla tastiera di un pianoforte e vicino, una borsa...m'ha evocato una sensazione speciale che rimane con me. Ogni pensiero che arriva è un dono prezioso.

Consigli che daresti a esordienti?
Di scrivere. Di non avere paura del foglio bianco e di rispettarlo, di rispettarsi. Credo che scrivere oggi sia un percorso complicato come sempre...forse sembra più facile arrivare ad una meta perché di strumenti per farsi leggere e conoscere ce ne sono molti di più rispetto a un secolo fa. Ma io credo che rispettare il foglio bianco e se stessi voglia dire saper aspettare e non la casa editrice o il contratto, ma il momento buono per la storia e per se stessi. Un mio amico mi disse un giorno “fossi anche solo io a leggere la tua storia ne sarà valsa la pena” e il mio amico era molto saggio. Mi sono fidata di lui, non sono una scrittrice, non faccio ancora la scrittrice, ma ho scritto una storia e qualcuno l'ha letta, ho stabilito contatti nuovi. Non è volare basso questo, è rispettarsi. Abbiate rispetto di voi, delle vostre storie, di chi le leggerà.

Libri d’altri… le tue letture preferite?
Il mio libro preferito è “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino”di Collodi. E' il primo libro che trovo nella mia memoria. Poi ce ne sono tanti...il genere che preferisco è il romanzo. Amo certi autori intramontabili, Nabokov e la sua “Lolita”, Marquez, leggo tanto, di tutto. Amo i contemporanei, la Mazzantini e Erri De Luca, Valentina D'Urbano che è una giovane autrice che ha già scritto tanto, Carmen Pellegrino...si, mi piace nominare oltre che i grandi di ieri, pure gli autori di oggi, che scrivono il nostro tempo e le visioni che regala. Il libro più speciale che ho incontrato però è “Rayuela. Il gioco del mondo” di Cortazar. Lo consiglio a tutti, perché è un viaggio straordinario e stranissimo. Poi c'è Omero, Iliade e Odissea mi hanno regalato tra le immagini più belle che porto con me.

Il prossimo libro che scriverai parlerà di...?
Questa domanda capita in un giorno in cui è prossima l'uscita del mio secondo libro. Una storia contemporanea a me, nel senso che l'ho scritta fino a gennaio scorso, quindi è una storia di oggi. Un libro nel libro, un racconto nel racconto, epoche diverse, personaggi che richiamano altri personaggi...insomma è un lavoro che io definisco “la mia prima e vera prova del fuoco”. Ha una copertina disegnata da un ragazzo che conosco, un artista della mia città che ho coinvolto in questa mia avventura...anche nel mio primo libro, l'immagine di copertina è di una ragazza, un'artista eugubina. Mi piace dare uno spazio a loro,anche se la mia barca dovesse affondare so che ha avuto una famiglia intorno, e questa la rende già speciale.

Che altro aggiungere?
Vi lascio la descrizione del libro e… i riferimenti alla sua pagina Facebook! Non ve ne pentirete. Parola! :-D <3


“Succede di amarsi, amarsi terribilmente, amarsi in una maniera folle. Succede di tornare ad amare se stessi dopo essersi rinnegati. Succede, dopo un lungo viaggio al buio, di ritrovare l'orizzonte ampio di un cielo limpido. Succede la pace. Succede un silenzio. Succede una notte zeppa di sogni, una notte come questa. Succede ed è meraviglia." In un giorno d'estate, Marta e Luca si ritrovano e nel caldo torrido di una notte in collina tornano a guardarsi. Marta racconta, saltando tra passato e presente, il desiderio di felicità che nutre da sempre e che Luca raccoglie, esaudisce. Il cuore di questo romanzo breve è un incontro, un amore sognato e per questo vivo. Se è accaduto davvero o è solo frutto di immaginazione, non importerà saperlo. Leggendolo, accadrà.

mercoledì 23 marzo 2016

Libri: 'Non vuol dire dimenticare' di Riccardo Schiroli

Il mio viaggio è iniziato il sette di agosto, una giornata plumbea come si pensa che una giornata di agosto non sarà mai.
Comincia così Non vuol dire dimenticare, romanzo d’esordio di Riccardo Schiroli. 190 pagine che accompagnano il lettore non solamente nel viaggio fisico vero e proprio, ma anche alla scoperta dell’universo femminile; con il quale il protagonista tenta di approcciarsi. Il punto di vista è quello maschile. La narrazione è in prima persona. Proprio per questo, lo stile richiama molto quello di un diario di viaggio. Con una scrittura moderna, vivace e scorrevole, Non vuol dire dimenticare si legge d’un fiato. Il protagonista ha un modo di fare ironico e divertente. Non manca anche un pizzico di autocommiserazione, ciò che alle volte impedisce al vissuto di divenire insegnamento. Inserito nella collana Romanzo nel cassetto per le edizioni Soldiershop, il libro è disponibile in versione e-book su Amazon, o in formato EPub su Ebook.it
“Non vuol dire dimenticare ha avuto una gestazione piuttosto complessa”. Scrive Riccardo Schiroli sul suo sito: http://www.riccardoschiroli.com/ “La prima stesura è stata completata con una macchina da scrivere. Da lì è partita un’opera di revisione apparentemente infinita e che ha portato a una seconda versione. In verità, il libro non è mai stato veramente riscritto e sono soddisfatto del risultato finale solo a tratti. Ma è ora che il romanzo cammini con le sue gambe e che io mi dedichi ad altri progetti”.


SUL ROMANZO:
Siamo nel 1989 e, con un volo Linate-Zagabria, inizia un viaggio negli Stati Uniti. Per il protagonista, che è l’io narrante di un romanzo scritto in prima persona, si tratta di un momento epocale. Va in un paese che ha conosciuto prevalentemente attraverso i  libri e  il cinema e lo fa per inseguire un sogno d’amore nel quale non è certo di credere. Va solo: il suo mondo si è dissolto e cerca di costruirsene uno nuovo. E’ in compagnia delle sue canzoni, che lo aiutano a convivere con gli stati d’animo. Ma a poco a poco, finirà con il dover mettere i piedi per terra.
Il sogno d’amore non si rivelerà qualcosa in cui credere, ma nella California del sud e a New York City, inizierà la dolorosa transizione verso una fase nuova della vita.
Perché penso che sia da pubblicare? Sono convinto di essere riuscito a ottenere un linguaggio che rappresenta moltissimo le persone come me: che vengono da una educazione cattolica un po’ invasiva, che sono cresciute abbastanza privilegiate, che non hanno mai fatto troppa fatica a scuola. Anche perché il protagonista si è lasciato alle spalle i privilegi e si trova a farsi largo da solo e un po’ disorientato.
Credo anche che il romanzo rappresenti bene l’impatto che gli Stati Uniti potevano avere su un europeo del 1989. Descrivendo un mondo nel quale ancora non c’è internet e il protagonista può stupirsi delle centinaia di canali via cavo che vede grazie al televisore del Motel, penso sia anche interessante notare come non sia poi vero che i ventenni degli anni ’80 erano così diversi da quelli del terzo millennio.


BIOGRAFIA DELL’AUTORE:

Riccardo Schiroli è nato a Parma nel 1963. Giornalista professionista e poliglotta (parla correttamente Inglese e Tedesco, comunica in Francese e Spagnolo), è entrato nel mondo della comunicazione come conseguenza dei suoi studi di Economia. Una volta Amministratore Unico della Comunicazioni Parmensi s.r.l., sulla fine degli anni ’80 si è dimesso dall’incarico e ha deciso di seguire la sua vocazione,  cercando di percorrere la strada del giornalismo. Prima di ottenere l’accesso all’esame di Stato per l’esercizio della professione, ha fatto in tempo a diventare responsabile dell’informazione di Radio Onda Emilia (novembre 1990) e poi (agosto 1996) responsabile del Telegiornale di Teleducato a Parma. Una volta professionista (2000) ha assunto la direzione di Teleducato Piacenza.

giovedì 12 novembre 2015

Libri&Letture... "Granelli di Sabbia" di Andrea Gerosa

Quelle storie che non ti aspetti. Meglio… quelle storie che non ti aspetti possano piacerti. Non per altro, per il fatto di appartenere a un genere che proprio non leggi. Quel tipo di storie che, quando le incontri sugli scaffali di una libreria, semplicemente non consideri. Capita però che un Autore ti contatti tramite Facebook e provi a chiederti di fidarti di lui. Della sua scrittura. Delle sue pagine. Chissà perché, allora, decidi di metterti alla prova. Scegli di giocare con le righe di un romanzo, per vedere cosa succederà alla fine. C’è un serial killer di mezzo, ma decidi di non pensarci troppo e ti butti lo stesso. Perché se le cose di ogni giorno possono costringerti qualche volta anche ad affrontare ciò che non ti piace, allora può spronarti a farlo anche una passione. Specie se si tratta della passione per la lettura. Un click e l’e-book è subito disponibile. 



‘Granelli di Sabbia’, scritto da Andrea Gerosa (l’e-book è disponibile nei vari formati EPUB-MOBI-PDF all'interno dei diversi store online. Per il cartaceo si può contattare l’autore, tramite la sua pagina Facebook). Un autore che sa farsi apprezzare sin dalle prime righe, per il modo fluido che ha nel narrare. La scelta delle parole risulta attenta e mai ripetitiva. Non ci si annoia. La lettura scorre via veloce e mi ritrovo a stupirmi di quanto a tratti la consideri persino piacevole. Avrei detto che mai e poi mai un Thriller sarebbe stato in grado di tenermi compagnia, negli attimi prima di andare a dormire. Le pagine di Andrea sono riuscite a farmi mettere una croce su questa convinzione e, anche se credo non riuscirò a convertirmi completamente al genere, è bello poter dire di essere riuscita almeno un po’ a superare un piccolo blocco mentale. Rimane il fatto di avere qualche difficoltà nel esprimere un parere, trattandosi di qualcosa che non mi trova dotata di un qualunque metro di paragone. Detto che la storia è veramente avvincente e con un finale che non ti aspetti e che lascia forse la possibilità ad altro, i personaggi hanno saputo entrare a far parte della mia quotidianità con la stessa semplicità con cui alle volte ci riescono le persone. Ho cominciato a seguire le vicissitudini del ispettore Luca Veloso, del Tenente Camilla Dell’Angelo e di tutti gli altri impegnati nella caccia al serial killer tornato dal passato, con lo stesso interesse con cui ascolterei i racconti di un amica, mentre sorseggiamo un tè sedute al tavolino di un bar. Ogni volta che si lascia la lettura in sospeso è inevitabile domandarsi cosa succederà dopo. Non c’è mai nulla di scontato e la narrazione riesce a condurre fino alla fine in maniera assolutamente avvincente. Penso alla ragazza che non legge altro che romanzi d’amore. Penso alle volte in cui mi è capitato di lasciarne a metà uno, per concentrarmi su un altro. Nonostante caratterialmente a volte mi sia ritrovata un po’ a fare a botte con il genere, non ho abbandonato l’e-book. Credo stia proprio qui, allora, la grande abilità dello Scrittore. Nel riuscire a risultare convincente agli occhi di chi era già pronto a etichettarlo. D’ora in poi il genere Thriller è qualcosa di un po’ meno spaventoso, a dispetto del fiato sospeso che poi invece c’è sempre. Ora, non mi resta che lasciar parlare l’Autore… una nuova Blog-Intervista! Alla prossima!!!

Quando hai capito che saresti diventato uno scrittore e come è nata l’idea della storia?
Tutto è nato per gioco, quasi per una sfida con me stesso.
Dopo aver letto centinaia di romanzi, soprattutto thriller, mi sono chiesto: “Perché non provarci?”
A quel punto mi si sono affacciate alla mente un sacco di ragioni, tra tutte l’inesperienza; poi mi sono ricordato di aver sentito una frase, una di quelle che la gente di solito ama ricopiarsi sui post-it da attaccare sul frigorifero: “Una conquista senza rischio, è un trionfo senza gloria”.
E’ allora che l’entusiasmo del principiante ha avuto il sopravvento, ma a quel punto avevo bisogno di una trama nella quale il mio serial killer si distinguesse da tutti quelli che avevo già incontrato sulle pagine dei libri già letti.
L’idea di fare della sabbia il filo conduttore della storia è nata dalla mia collezione e dalla vicinanza al mondo degli appassionati di queste “briciole di mondo”, come i membri dell’Associazione Sand Dreamers Club: un modo originale per far conoscere l’universo di sensazioni che si provano guardando e tenendo tra le mani il contenuto di migliaia di contenitori di vetro, ognuno diverso dall’altro per colore e consistenza.
Ecco allora che le indagini del Commissario Veloso si intersecano con informazioni e notizie sulla sabbia, con l’intento di sorprendere e generare un po’ di curiosità su questa materia solitamente ignorata nella sua vera essenza.

Il commento più bello che hai ricevuto da un lettore…
Sono molti, ma vorrei qui riportare i due più significativi, almeno per me.
La prima recensione avuta da parte di Emma Fenu, che inizia così:
“Un uomo, collezionista di sabbie e accanito divoratore di thriller, decise, un giorno, di miscelare le sue passioni. Ed è cosi che l’uomo divenne scrittore e un libro, dal titolo “Granelli di Sabbia”, venne alla luce.”
In poche righe, ha colto pienamente il perché mi ha spinto a scrivere questo libro.
La seconda è di una ragazza conosciuta tramite Facebook e poi diventata amica nella realtà. E anche questa devo riportarla:
“Da sempre l’uomo è stato affascinato dalla luna. Il suo potere mistico sconvolge e travolge i pensieri e gli animi, anche i più innocenti. In fondo siamo tutti seriali nel perseguire le nostre aspirazioni più forti, nel raggiungere la Nostra sospirata luna.... tu ci sei arrivato.... grazie per aver portato anche me.”

Consigli che daresti a esordienti?
Crederci, crederci e crederci ancora. Non importa se il libro verrà pubblicato o no, ciò che conta è l’essere riusciti ad arrivare alla fine, portando su carta le proprie idee e le proprie emozioni. Di fatto, ciò che ho scritto alla fine del libro nella nota dell’autore:
“Provateci anche voi. Veder apparire su un foglio ciò che la vostra mente ha pensato, non ha prezzo!”

Libri d’altri… le tue letture preferite?
Leggo quasi esclusivamente thriller da parecchio tempo, dopo aver iniziato anche con libri d’avventura. Dal punto di vista letterario, nasco grazie ad autori famosi come Smith, Follett, Deaver, Patterson e Connely, per poi passare a vari autori, compresi, e non ultimi, gli italiani Carrisi e Carofiglio. Ho amato molto il primo libro di Faletti “Io uccido” anche perché l’ho sempre ammirato come uomo e artista. Da ognuno di loro ho “rubato” qualcosa, anche perché parliamo di veri scrittori e non di una persona, come il sottoscritto, che umilmente, ci prova.

mercoledì 12 agosto 2015

E-Book... Urban Fantasy... The Hybrid's Legacy Saga!

È sempre bellissimo essere contattata come Blogger, per recensire, leggere, divertirsi… aiutare a ‘far conoscere’! :-D Ancora meglio - poi - se da un primo, semplice, garbato contatto… nasce una bella amicizia virtuale. Che è ricordarsi a vicenda quando si parla di libri, che è coinvolgersi a vicenda in quello che può essere il ‘vivere sempre con qualche storia in testa’. Che cosa può esserci di più? Nulla. Penserete (forse) voi. Beh! Io direi… può esserci: essere contattata come Blogger per delle recensioni, fare nuovissime e interessantissime conoscenze e… scoprire nuovi, interessantissimi libri… già acquistati e pronti per essere letti. Che ne dite, vi va di scoprire di che cosa sto parlando?
Poche parole racchiudono tutto ciò che è narrato in quattro romanzi… 

"THE HYBRID'S LEGACY SAGA"!

Forse ne avete già sentito parlare. Forse ve li siete già divorati tutti quattro e, per questo, siete un pizzico più avanti di me. Forse anche voi siete Blogger, anche voi amate leggere e voi stessi li avete recensiti sulle vostre pagine. In questo caso, sarei curiosissima di poter avere i link per dare uno sguardo ai vostri pareri.
Ma… se così non dovesse essere… se foste lettori insaziabili, ancora all’oscuro di tutto… sarei felicissima (issima, issima, issima!) di poter essere io la Blogger che vi consentirà di conoscere il fantastico mondo di "THE HYBRID'S LEGACY SAGA"!
L’autrice è Francesca Pace. Una giovane scrittrice di origini romane, adesso residente in quel di Zurigo.
Non ho avuto modo di approfondire molto il perché si sia dedicata alla scrittura, né ancora ho chiesto conto dei perché che possono nascondersi dietro ad ognuno dei quattro romanzi della Saga, ma… mi riservo di leggerli tutti fino all’ultima parola e di ripresentarveli più avanti, insieme a ‘quattro belle chiacchiere’ con Francesca.
Per il momento, dunque, un Post che vuol essere un invito alla lettura. Quattro ‘tappe’… si parte!
La "THE HYBRID'S LEGACY SAGA" vede il via con: “Emma”


Emma è una ragazza semplice, dall'inconsapevole fascino magnetico. La sua vita tranquilla, al confine dell'invisibilità, sarà sconvolta da un cambiamento radicale e improvviso che la catapulterà nel complesso e violento mondo di streghe e vampiri. Un'inaspettata e travagliata transizione ne muterà in modo definitivo la natura e l'essenza trasformandola in un essere sovrannaturale mai esistito prima. Quando la straordinaria ragazza, accompagnata dai suoi amici di sempre e da un nuovo e viscerale amore, si troverà ad affrontare con coraggio la sua nuova vita imparando ad amarla e ad amare se stessa come mai prima, scoprirà di possedere uno sconfinato e incontrastabile potere. È, questa, una appassionante ed intensa storia di amicizia, fratellanza e amore.

Seconda tappa… secondo romanzo! Si procede con: “Gabriel. Il sigillo della tredicesima runa”


La storia ci traghetta in un'atmosfera dark, sanguinaria e voluttuosa. Gabriel è un ragazzo come ce ne sono molti. Scapestrato e superficiale, conosce fin troppo presto i dolori che un'esistenza umana porta con sé. Attraverso la sofferenza e la morte impara la caducità della vita e la fragilità dei sentimenti. In una Scozia di fine 1400, Gabriel sceglierà le tenebre e l'oscurità dell'immortalità. Sceglierà di diventare un vampiro. Sangue e morte ne accompagnano l'esistenza vissuta nell'inconsapevolezza e nell'ignoranza del suo dono. Un sigillo che ne cambierà radicalmente le sorti. Una vita, la sua, vissuta al limite con al fianco Andrew, suo fratello, che mai lo abbandonerà neanche quando tutto in lui sembrerà essere perduto. Una storia che abbraccia quasi sei secoli, ricca di cambiamenti e repentini mutamenti che porteranno a un'intima trasformazione interiore che toccherà il culmine nell'incontro con Emma, l'amore della vita di Gabriel. Sarà proprio l'amore, il motore che muove ogni cosa, a rendergli salva la vita e soprattutto l'anima.

E siamo al numero… Tre! Francesca Pace continua la sua Saga con: “Vincolo di sangue”


È  il romanzo di cambiamento, di crescita. Nulla è come sembra. Il dolore, la morte, la magia... ogni cosa che ruota intorno alla vita di Emma e dei suoi compagni sta per essere sovvertita da un potere arcano e misterioso che entrerà nelle loro vite in modo violento. Le alleanze cambieranno e la schiera di Danielle si arricchirà di uno spietato e quanto mai inaspettato alleato pronto a tutto per prendere la vita di Emma... Anche quando il cuore di Emma vacillerà, incapace di sopportare questa nuova, dolorosa e impensabile verità, lei dovrà trovare la forza di compiere il proprio destino... dovrà mettere a tacere il suo cuore fin troppo umano e le proprie emozioni...dovrà confrontarsi con la parte peggiore di sé per cercare di salvare il suo mondo. Che ruolo avrà la Congrega dei Guardiani in questa nuova battaglia? L'intimo sentimento che lega i due immortali saprà salvarli? Potrà l'amore assoluto che Emma prova per Gabriel rendergli salva la vita... ancora una volta? Amore, tormento, paura... questi i sentimenti che accompagnano le giornate della bella ibrida che porterà a compimento il suo cambiamento, divenendo una donna forte e coraggiosa in grado di ripristinare gli equilibri del proprio mondo anche a dispetto di un potere maledetto che tenterà di condurla attraverso le tenebre fino al luogo suo più oscuro.

Il quarto volume è quello finale: “Patrick. I Guardiani dell'ordine di San Michele”



Questo spin off è un racconto di presentazione che, pur nella sua brevità, descrive il momento in cui il soldatino Patrick è costretto a maturare e a prendere coscienza di chi è e di cosa potrà diventare. Lui sa benissimo di essere un guardiano, si allena per questo, ma non ha mai incontrato veramente dei nemici efferati e crudeli come Danielle che sono la personificazione mostruosa del male stesso. L'episodio orrendo cui assiste e di cui è vittima gli apre gli occhi. Da qui inizia il percorso che lo renderà il Patrick che abbiamo conosciuto in "Vincolo di sangue".


Che ne dite? Vi ho incuriosito abbastanza, da convincervi a entrare in questo mondo Urban Fantasy? Io… spero proprio di sì! ;-)
Alla prossima, con altri e-book che aspettano di poter ‘ricevere un Post!’. Mi raccomando… leggete, leggete, leggete e – se avrete voglia di condividere un parere – fatemi sapere. Io sono qui! Non sempre attiva e con le parole pronte quanto vorrei, ma… ci sono!

Alla prossima!

sabato 27 giugno 2015

Fantasie D'Inchiostro...E-Book (e non solo) in palio!!!

Eccomi di nuovo da queste parti! ;-)
Come sempre è tutto un gran fermento, le idee non smettono mai di saltellare in testa e… ci sono momenti in cui la felicità schizza a 1000&+… perché ci si diverte un mondo in compagnia di ‘amici’!
In pochissime parole… è: Fantasie d’Inchiostro!!! :-D


https://www.facebook.com/events/823817877686676/


Che ne dite, vi va di scoprire un po’ meglio di che cosa si tratta? 
Non si accettano risposte negative! ;-)

Perciò… occhi incollati allo schermo….
L’idea nasce dal Gruppo Facebook THE DARK ZONE ed è un’idea ‘ghiottissima’, per tutti gli appassionati di lettura… che amino andare alla scoperta di nuovi talenti! Wow!!!
Allora… pronti? Via! Il Rumore dei Tasti è felicissimo di ospitare una delle tappe in programma per questo Giveaway Speciale… ricchissimo di pagine, tutte da leggere! ;-)
26 gli E-Book (e non solo) messi in palio, da altrettanti autori emergenti. I generi? Non c’è da temere… sono davvero presenti ‘tutte le sfumature della fantasia’!
Altrimenti detto… non vi rimane che partecipare!!!  Come? Semplicissimo!

Ecco le regole:

1- Condividere l'evento in ‘modalità pubblica’ sul vostro profilo Facebook

2- Lasciare un commento nella bacheca dell'evento scrivendo semplicemente: PARTECIPO

C’è tempo fino alla mezzanotte del 3 luglio 2015, dopodiché… si provvederà all’estrazione dei nomi vincitori attraverso il sistema random.org! 5 i pacchi regalo previsti… 5 i vincitori! Cosa state aspettando ancora, non vi è improvvisamente venuta voglia di provare ad essere uno di questi? Dita incrociate, mi raccomando!
Ok… ok… un istante solo… non mi rimane che illustrarvi i libri ‘ospitati’ da questo Blog…


Si parte con… 

Come il vento per una girandola 
di Nadia Filippini


Chiara e Alessio. Da due anni le loro strade si sono divise bruscamente, lasciando una profonda ferita in entrambi. Lontano l'uno dall'altra, hanno cercato di andare avanti con le loro vite e lasciarsi il passato alle spalle. Quando però Alessio torna a vivere a Milano e le chiede di tornare nella sua vita, Chiara si troverà ad affrontare una scelta più difficile di quanto lei stessa potesse immaginare. Fidarsi ancora una volta di Alessio e rimettere in gioco i propri sentimenti o chiudere definitivamente col passato e guardare avanti? 

Si continua con..

Il Cavaliere senza nome
di Fabiola D'amico


1130 REGNO DI SICILIA Fosco è un cavaliere forte, temerario, giusto, ma non ha un retaggio nobile alle spalle, è un bastardo senza nome, irretito da molti, stimato da pochi. È uno dei consiglieri di Ruggero II e questa sua posizione gli procura gelosie e invidie. La vita e le esperienze faranno di lui un uomo duro e non incline ai sentimentalismi. Quando il Re gli propone di prendere in sposa sua nipote Serena, accetta senza esitare nonostante gravi sulla fanciulla l’onta della vergogna e la possibilità di una gravidanza indesiderata. Un cavaliere deve aiutare gli indifesi e i deboli. Lui, nato bastardo, avrebbe salvato la reputazione di una nobile fanciulla e sarebbe stato un buon padre. Questa sua fredda considerazione vacilla dinanzi al carattere esuberante ed eccentrico della moglie, nel cui sangue scorre l’irruenza degli Altavilla. L’attrazione tra i due scoppia improvvisa e senza freni ma imprevisti, incomprensioni e tradimenti saranno in agguato per impedire il realizzarsi di un sogno comune. Un oscuro e misterioso nemico vuole prendere in trappola il lupo del re e la rossa amazzone. Riuscirà la forza dell’amore a salvarli? Della stessa autrice: Un giorno da favola ed Libromania, Sensuali tentazioni sull'orient Express, Il guerriero e la dama di ghiaccio, Merry Christmas Mr Grizzly, Passioni mortali, Sintonia D'amore, La compagnia delle orchidee (damster edizioni) e altri ebook. Alcuni suoi racconti sono presenti nelle antologie di Delos, Butterlfy edizioni e Damster.

Per poi concludere con… un cartaceo! :-D

Tutto il Futuro del mondo 

di Marta Bosatra, Elisa Vagnarelli, Stefano Padoan, Paola Cavallari, Rosario Amenta, Laura Bonelli


Sì! Immagino (più che altro spero :-D ) che lo riconosciate...

L'invenzione narrativa è strettamente in relazione con l'essenza del futuro, che assume concretezza soltanto se l'uomo prende a immaginarlo.
Ecco una selezione di opere della letteratura contemporanea che creano immagini diverse di futuri possibili, con tutte le ambizioni, i desideri, le inquietudini e le angosce proprie di ciascuno di noi.Il denominatore comune a tutte le storie è la ricerca, affrontata dai protagonisti per raggiungere un avvenire migliore.
Tutti proveranno a trovare la strada per la felicità: su una nave verso paesi lontani, dietro i banchi di una scuola, all'interno di un'opera d'arte o, ancora, nel proprio sogno custodito nel cuore.
Come sarà il futuro che ci attende?

- 'L'alba dei sogni' di Paola Cavallari;
- 'L'uomo dei palloncini volanti' di Elisa Vagnarelli;
- 'Il blues del mare' di Stefano Padoan;
- 'Il mondo a casa mia' di Marta Bosatra;
- 'La teoria della Matrioska' di Laura Bonelli;
- 'Mondo' di Rosario Amenta;

Alla prossima! 

Stay Tuned!!! :-D

lunedì 21 aprile 2014

Pagine e Cuore: Mi arrivi come da un sogno

Daniel Pennac scrive...

"Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere".

E' vero... anche se alle volte tra le pagine non trovi ciò che stavi cercando. Magari... arrivati all'ultimo punto, ci si accorge che il libro appena chiuso non è stato in grado di mozzare il fiato, ma... ogni riga è comunque un minuto (o più) di vita aggiunta. Leggendo, mentre la propria vita va avanti, pur stando seduti sul divano o sdraiati sopra il letto, con la mente ci si immerge in avventure nuove, in emozioni alle volte sconosciute, in situazioni a tratti al limite del comprensibile e... si vive, si vive, si vive.

Diventa un vivere meraviglioso, estasiante e di cui non si vorrebbe mai conoscere la fine, quando...

 quando il libro tra le mani non solo è un libro che si è atteso per tantissimo tempo, ma... sin dalle prime parole ha il profumo di una promessa mantenuta. Leggi... continui a farlo, mettendo al bando qualunque altro impegno, e già sai che... sarà bellissimo! Allora... ecco che ti ritrovi a pensare che ci sono attimi in cui nulla appare più bello di quell'inchiostro su carta che, pur scorrendo lentamente sotto agli occhi, lo fa comunque in un modo troppo veloce.

Leggere e ritrovarsi immersi in speciali 'questioni' di Cuore.

Leggere e sapere che quelle pagine che ancora mancano, per arrivare alla fine, non deluderanno. Leggere e sperare di poter vivere qualcosa di simile... un giorno. 
Non uno di quegli amori facili, non uno di quegli amori dove tutto appare subito scontato. Ma... quell'amore che arriva quando meno te lo aspetti, quell'amore che ti travolge come un uragano, anche se pensavi di aver già fatto altri programmi per la vita e che... ti fa accorgere che da troppo tempo, forse, avevi smesso di sentire il battito del cuore. Mentre leggi (con la continua consapevolezza che tutto possa aspettare, ma non lo scorrere delle pagine), respiri a pieni polmoni senza nemmeno accorgertene e sorridi...
Sorridi tantissimo, perché senti di non essere pazza. Quella A maiuscola, per la parola Amore, può esistere davvero. Esiste davvero.
E non importa se è un libro che ti chiede di nuovo di crederci. Non importa se sono solo parole, quelle che chiedono al cuore di non rimanere chiuso. Viaggi, sorridi e ti emozioni fino all'inverosimile, insieme a quella Lei e a quel Lui speciali. Alla fine di tutto, poi, non solo ti accorgi di essere felice, addirittura felicissima per loro (come fossero cari, vecchi, vecchissimi amici), ma... li ringrazi. Perché se è vero che tramite i libri, nel passare degli anni, senti di aver imparato tanto è anche vero che: un libro è arrivato a salvarti!



Allora... almeno per questa volta, quando l'ultimo punto è tutto ciò che rimane, provi a non dispiacerti più di quel tanto. Perché c'è almeno una cosa che con un libro puoi decidere di fare, al contrario di quanto potresti con gli attimi di vita vera, puoi decidere di farti abbracciare da quelle parole speciali ogni volta che vuoi e... ricominciare la storia daccapo... Ogni volta che vuoi :-D
Ripartire dall'inizio in qualunque momento vorrai. Magari rileggerne solo alcune, delle righe che ti sono piaciute di più. Per non smettere di sognare, per continuare a tenere sempre con sé la consapevolezza che tutto può essere possibile, quando si parla del cuore e per... per Vivere di nuovo una o più di quelle vite che, al di là della tua, ti piacciono da morire e sono energia pura per il cuore.

Buone letture e buoni sogni ad occhi aperti a tutti, alla prossima.

sabato 8 febbraio 2014

Mi arrivi come da un sogno


Finalmente… è arrivato! :-D
E lo ha fatto nel modo più bello… in un sabato mattina di impegni, che sembrava proprio non voler somigliare a quello già programmato nella mente da una settimana. Si è fatto trovare in camera, ad aspettarmi al ritorno…
È arrivato… come una sorpresa. È arrivato… come un regalo. È arrivato e… mi ha fatto sorridere al primo sguardo. <3  Grazie, Grazie, Grazie! (Grazie infinite a mia sorella Francesca... che è la più speciale e attenta delle sorelle!) <3

Il bello di amare tanto i libri, sta proprio in questo… non stancarsi mai di riceverne. E… il non stancarsi mai diventa Gioia Pura, quando il libro in questione è “Lui”. Che fare al riguardo… a parte leggerlo, con la speranza che non finisca troppo in fretta?!? Sì! Un segnalibro nuovo (e primissimo delle Collezioni EstroCreativo) è quel che ci vuole!!! Un Work in Progress appena cominciato… speriamo bene! :-D <3
PS: per quel che riguarda la lettura (altro Work in Progress, in un certo senso), invece... sono più che certa che sarà un'esperienza meravigliosa immergersi in queste nuove pagine di Diego Galdino, ma... vi farò comunque sapere! A presto e buon fine settimana a tutti :-D

lunedì 6 gennaio 2014

Facebook e... un'amicizia inaspettata!

Sesto giorno dell’anno, con l’Epifania che – ormai per detto – tutte le feste porta via.
C’è sempre un che di malinconico, nel fatto che le feste siano finite. Ma…
Questa malinconia diventa più sopportabile, se l’anno nuovo ha già portato con sé tante belle novità.
Per quel che mi riguarda, pur con la consapevolezza che le cose potrebbero volgere in peggio da un momento all’altro, sono felicissima di ciò che sta accadendo in questi giorni. I progetti vari (sia per quel che riguarda la scrittura, che in ambito creativo) procedono per il verso giusto e dopo i vari momenti di sconforto, misti ad una tentata rassegnazione, le cose sembrano essere tornate sul giusto binario. Mentre, sul piano personale… Beh! Sono sempre stata convinta del fatto che il mondo – a dispetto di come troppo spesso (per i miei gusti, perlomeno!) lo dipingono in tv – sia ricco di belle persone. E mi riempie di gioia accorgermi di quante belle persone, prima sconosciute, si siano già incrociate con la mia strada.
Tra queste… v’è indubbiamente una felicità particolare, nel includerci uno scrittore che (sin dalle prime righe e tenendomi incollata alle sue 263 pagine, come se continuare a leggere fosse tutto ciò che mi serviva per continuare a respirare)… adoro!
Vi ricordate questo Post qui? Risale a maggio dell’anno scorso e per qualche strano e bellissimo caso è finito proprio sotto agli occhi dell’autore del libro… Diego Galdino! :-D
L’ho scoperto appena ieri sera, mentre su Facebook mi sono messa alla ricerca di un messaggio, che una collega sosteneva di avermi inviato, ma che io sapevo – invece – di non aver ricevuto. Spulciando tra le cartelle dei messaggi, c’è mancato poco che non svenissi, quando ho letto di averne uno… speciale!
Ho dovuto leggere il nome del mittente per tre volte, prima di convincermi di non stare sbagliando.
Come seconda ipotesi, allora, m’è balzata alla mente quella di un caso di omonimia. Sì… perché no! In fondo, pure nella piccola Gubbio di Elisa Vagnarelli non esisto solo io e so per certo che in giro per l’Italia ce ne siano altre. Certo era che… perché mai uno sconosciuto, omonimo di un autore di libri, avrebbe dovuto scrivere a me? Ho aperto il messaggio.
No! Non posso crederci… come ha fatto Diego Galdino a scovare il mio Post? Mi scrive, felice di aver letto della mia sbadataggine sul fatto di aver scelto per ben due volte il suo libro (speciale!) per l’acquisto e… No! Dimmi...che non è vero!
Mi soffermo con gli occhi sulla data d’invio e – con mio enorme orrore – mi accorgo che il messaggio risale a maggio. Ecco… non bastava aver già fatto la figura della smemorata.
Rimango per un po’ indecisa sul se rispondere o meno. Potrebbe starci benissimo che ricevere una risposta, a così tanti mesi di distanza, non sia poi cosa così gradita, come lo sarebbe stata subito.
Certo è anche che… non me la sento di non rispondere
Ho concluso il Post dedicato al suo libro dicendo che l’avrei letto… 


Devo assolutamente fargli sapere che: non solo l’ho letto… l’ho divorato, ho amato tutto della storia tra Massimo (un barista romano timido, a tratti impacciato, ma dotato di uno straordinario e per nulla stucchevole romanticismo) e Geneviève (misteriosa ragazza francese, dal cuore inizialmente impenetrabile). E che… appena finito di leggere il libro, mi sono subito immaginata a Roma... Alla ricerca dell’autore (che, come è ben noto, gestisce un bar), con la speranza nel cuore di poterlo incontrare per un autografo e per… una chiacchierata. Sì! devo assolutamente scrivergli e, se anche giudicherà male il fatto che siano passati tanti mesi, vada come vada.
Butto giù in fretta la mia risposta, con l’ansia di inviare che raramente mi capita di avere. Quando mi accorgo che il messaggio è stato visualizzato, mi scopro a trattenere il fiato. Accetterà anche la richiesta di amicizia?
Un altro attimo appena, poi una notifica mi informa che… Sì! Diego Galdino ha accettato la tua richiesta di amicizia. Meraviglioso! Sono ansiosa di sapere se mi dirà qualcosa e se, in qualche modo, si possa non tenere in considerazione il fatto che la mia sbadataggine (ormai cronica!) mi abbia portato per l’ennesima volta a fare una figuraccia.
Quando ricevo la sua risposta, mi fa piacere leggere tanto entusiasmo. Mi sento sollevata e… felicissima! :-D Nel frattempo, avevo già curiosato tra gli aggiornamenti della sua pagina e… indovinate un po’? 


Ecco qui la copertina di una delle prossime novità in libreria! 
Dopo Il primo caffè del mattino, mi sa tanto che questo lo ordinerò ancora prima che sia uscito ;-)
E’ stupendo sapere che a breve ci sarà una nuova storia in cui immergersi e… già che ci sono, dopo infiniti complimenti per il successo del libro (ormai notissimo in tutto il mondo! Evviva!!!), venendo alla questione del mio sogno di una breve vacanza a Roma, azzardo un: "Già che ci sono… aspetto che esca ‘Mi arrivi come da un sogno’, lo leggo… poi cerco di realizzare il mio desiderio con entrambi i libri insieme a me".

Io parlo di autografo, ma Diego mi corregge… 'quelli li lascio ai Vip! Sarò comunque felicissimo di scriverti una dedica e, se vorrai, di scambiare quattro chiacchiere davanti ad un buon caffè preparato da me!'.
Sarà di sicuro uno di quei caffè che ricorderò per sempre :-D 
Or dunque, come anche ho scritto nello scorso Post dedicato a questo meraviglioso mondo di pagine… 
vi farò sapere più avanti. L’entusiasmo è a 1000!!!