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mercoledì 23 marzo 2016

Libri: 'Non vuol dire dimenticare' di Riccardo Schiroli

Il mio viaggio è iniziato il sette di agosto, una giornata plumbea come si pensa che una giornata di agosto non sarà mai.
Comincia così Non vuol dire dimenticare, romanzo d’esordio di Riccardo Schiroli. 190 pagine che accompagnano il lettore non solamente nel viaggio fisico vero e proprio, ma anche alla scoperta dell’universo femminile; con il quale il protagonista tenta di approcciarsi. Il punto di vista è quello maschile. La narrazione è in prima persona. Proprio per questo, lo stile richiama molto quello di un diario di viaggio. Con una scrittura moderna, vivace e scorrevole, Non vuol dire dimenticare si legge d’un fiato. Il protagonista ha un modo di fare ironico e divertente. Non manca anche un pizzico di autocommiserazione, ciò che alle volte impedisce al vissuto di divenire insegnamento. Inserito nella collana Romanzo nel cassetto per le edizioni Soldiershop, il libro è disponibile in versione e-book su Amazon, o in formato EPub su Ebook.it
“Non vuol dire dimenticare ha avuto una gestazione piuttosto complessa”. Scrive Riccardo Schiroli sul suo sito: http://www.riccardoschiroli.com/ “La prima stesura è stata completata con una macchina da scrivere. Da lì è partita un’opera di revisione apparentemente infinita e che ha portato a una seconda versione. In verità, il libro non è mai stato veramente riscritto e sono soddisfatto del risultato finale solo a tratti. Ma è ora che il romanzo cammini con le sue gambe e che io mi dedichi ad altri progetti”.


SUL ROMANZO:
Siamo nel 1989 e, con un volo Linate-Zagabria, inizia un viaggio negli Stati Uniti. Per il protagonista, che è l’io narrante di un romanzo scritto in prima persona, si tratta di un momento epocale. Va in un paese che ha conosciuto prevalentemente attraverso i  libri e  il cinema e lo fa per inseguire un sogno d’amore nel quale non è certo di credere. Va solo: il suo mondo si è dissolto e cerca di costruirsene uno nuovo. E’ in compagnia delle sue canzoni, che lo aiutano a convivere con gli stati d’animo. Ma a poco a poco, finirà con il dover mettere i piedi per terra.
Il sogno d’amore non si rivelerà qualcosa in cui credere, ma nella California del sud e a New York City, inizierà la dolorosa transizione verso una fase nuova della vita.
Perché penso che sia da pubblicare? Sono convinto di essere riuscito a ottenere un linguaggio che rappresenta moltissimo le persone come me: che vengono da una educazione cattolica un po’ invasiva, che sono cresciute abbastanza privilegiate, che non hanno mai fatto troppa fatica a scuola. Anche perché il protagonista si è lasciato alle spalle i privilegi e si trova a farsi largo da solo e un po’ disorientato.
Credo anche che il romanzo rappresenti bene l’impatto che gli Stati Uniti potevano avere su un europeo del 1989. Descrivendo un mondo nel quale ancora non c’è internet e il protagonista può stupirsi delle centinaia di canali via cavo che vede grazie al televisore del Motel, penso sia anche interessante notare come non sia poi vero che i ventenni degli anni ’80 erano così diversi da quelli del terzo millennio.


BIOGRAFIA DELL’AUTORE:

Riccardo Schiroli è nato a Parma nel 1963. Giornalista professionista e poliglotta (parla correttamente Inglese e Tedesco, comunica in Francese e Spagnolo), è entrato nel mondo della comunicazione come conseguenza dei suoi studi di Economia. Una volta Amministratore Unico della Comunicazioni Parmensi s.r.l., sulla fine degli anni ’80 si è dimesso dall’incarico e ha deciso di seguire la sua vocazione,  cercando di percorrere la strada del giornalismo. Prima di ottenere l’accesso all’esame di Stato per l’esercizio della professione, ha fatto in tempo a diventare responsabile dell’informazione di Radio Onda Emilia (novembre 1990) e poi (agosto 1996) responsabile del Telegiornale di Teleducato a Parma. Una volta professionista (2000) ha assunto la direzione di Teleducato Piacenza.

giovedì 12 novembre 2015

Libri&Letture... "Granelli di Sabbia" di Andrea Gerosa

Quelle storie che non ti aspetti. Meglio… quelle storie che non ti aspetti possano piacerti. Non per altro, per il fatto di appartenere a un genere che proprio non leggi. Quel tipo di storie che, quando le incontri sugli scaffali di una libreria, semplicemente non consideri. Capita però che un Autore ti contatti tramite Facebook e provi a chiederti di fidarti di lui. Della sua scrittura. Delle sue pagine. Chissà perché, allora, decidi di metterti alla prova. Scegli di giocare con le righe di un romanzo, per vedere cosa succederà alla fine. C’è un serial killer di mezzo, ma decidi di non pensarci troppo e ti butti lo stesso. Perché se le cose di ogni giorno possono costringerti qualche volta anche ad affrontare ciò che non ti piace, allora può spronarti a farlo anche una passione. Specie se si tratta della passione per la lettura. Un click e l’e-book è subito disponibile. 



‘Granelli di Sabbia’, scritto da Andrea Gerosa (l’e-book è disponibile nei vari formati EPUB-MOBI-PDF all'interno dei diversi store online. Per il cartaceo si può contattare l’autore, tramite la sua pagina Facebook). Un autore che sa farsi apprezzare sin dalle prime righe, per il modo fluido che ha nel narrare. La scelta delle parole risulta attenta e mai ripetitiva. Non ci si annoia. La lettura scorre via veloce e mi ritrovo a stupirmi di quanto a tratti la consideri persino piacevole. Avrei detto che mai e poi mai un Thriller sarebbe stato in grado di tenermi compagnia, negli attimi prima di andare a dormire. Le pagine di Andrea sono riuscite a farmi mettere una croce su questa convinzione e, anche se credo non riuscirò a convertirmi completamente al genere, è bello poter dire di essere riuscita almeno un po’ a superare un piccolo blocco mentale. Rimane il fatto di avere qualche difficoltà nel esprimere un parere, trattandosi di qualcosa che non mi trova dotata di un qualunque metro di paragone. Detto che la storia è veramente avvincente e con un finale che non ti aspetti e che lascia forse la possibilità ad altro, i personaggi hanno saputo entrare a far parte della mia quotidianità con la stessa semplicità con cui alle volte ci riescono le persone. Ho cominciato a seguire le vicissitudini del ispettore Luca Veloso, del Tenente Camilla Dell’Angelo e di tutti gli altri impegnati nella caccia al serial killer tornato dal passato, con lo stesso interesse con cui ascolterei i racconti di un amica, mentre sorseggiamo un tè sedute al tavolino di un bar. Ogni volta che si lascia la lettura in sospeso è inevitabile domandarsi cosa succederà dopo. Non c’è mai nulla di scontato e la narrazione riesce a condurre fino alla fine in maniera assolutamente avvincente. Penso alla ragazza che non legge altro che romanzi d’amore. Penso alle volte in cui mi è capitato di lasciarne a metà uno, per concentrarmi su un altro. Nonostante caratterialmente a volte mi sia ritrovata un po’ a fare a botte con il genere, non ho abbandonato l’e-book. Credo stia proprio qui, allora, la grande abilità dello Scrittore. Nel riuscire a risultare convincente agli occhi di chi era già pronto a etichettarlo. D’ora in poi il genere Thriller è qualcosa di un po’ meno spaventoso, a dispetto del fiato sospeso che poi invece c’è sempre. Ora, non mi resta che lasciar parlare l’Autore… una nuova Blog-Intervista! Alla prossima!!!

Quando hai capito che saresti diventato uno scrittore e come è nata l’idea della storia?
Tutto è nato per gioco, quasi per una sfida con me stesso.
Dopo aver letto centinaia di romanzi, soprattutto thriller, mi sono chiesto: “Perché non provarci?”
A quel punto mi si sono affacciate alla mente un sacco di ragioni, tra tutte l’inesperienza; poi mi sono ricordato di aver sentito una frase, una di quelle che la gente di solito ama ricopiarsi sui post-it da attaccare sul frigorifero: “Una conquista senza rischio, è un trionfo senza gloria”.
E’ allora che l’entusiasmo del principiante ha avuto il sopravvento, ma a quel punto avevo bisogno di una trama nella quale il mio serial killer si distinguesse da tutti quelli che avevo già incontrato sulle pagine dei libri già letti.
L’idea di fare della sabbia il filo conduttore della storia è nata dalla mia collezione e dalla vicinanza al mondo degli appassionati di queste “briciole di mondo”, come i membri dell’Associazione Sand Dreamers Club: un modo originale per far conoscere l’universo di sensazioni che si provano guardando e tenendo tra le mani il contenuto di migliaia di contenitori di vetro, ognuno diverso dall’altro per colore e consistenza.
Ecco allora che le indagini del Commissario Veloso si intersecano con informazioni e notizie sulla sabbia, con l’intento di sorprendere e generare un po’ di curiosità su questa materia solitamente ignorata nella sua vera essenza.

Il commento più bello che hai ricevuto da un lettore…
Sono molti, ma vorrei qui riportare i due più significativi, almeno per me.
La prima recensione avuta da parte di Emma Fenu, che inizia così:
“Un uomo, collezionista di sabbie e accanito divoratore di thriller, decise, un giorno, di miscelare le sue passioni. Ed è cosi che l’uomo divenne scrittore e un libro, dal titolo “Granelli di Sabbia”, venne alla luce.”
In poche righe, ha colto pienamente il perché mi ha spinto a scrivere questo libro.
La seconda è di una ragazza conosciuta tramite Facebook e poi diventata amica nella realtà. E anche questa devo riportarla:
“Da sempre l’uomo è stato affascinato dalla luna. Il suo potere mistico sconvolge e travolge i pensieri e gli animi, anche i più innocenti. In fondo siamo tutti seriali nel perseguire le nostre aspirazioni più forti, nel raggiungere la Nostra sospirata luna.... tu ci sei arrivato.... grazie per aver portato anche me.”

Consigli che daresti a esordienti?
Crederci, crederci e crederci ancora. Non importa se il libro verrà pubblicato o no, ciò che conta è l’essere riusciti ad arrivare alla fine, portando su carta le proprie idee e le proprie emozioni. Di fatto, ciò che ho scritto alla fine del libro nella nota dell’autore:
“Provateci anche voi. Veder apparire su un foglio ciò che la vostra mente ha pensato, non ha prezzo!”

Libri d’altri… le tue letture preferite?
Leggo quasi esclusivamente thriller da parecchio tempo, dopo aver iniziato anche con libri d’avventura. Dal punto di vista letterario, nasco grazie ad autori famosi come Smith, Follett, Deaver, Patterson e Connely, per poi passare a vari autori, compresi, e non ultimi, gli italiani Carrisi e Carofiglio. Ho amato molto il primo libro di Faletti “Io uccido” anche perché l’ho sempre ammirato come uomo e artista. Da ognuno di loro ho “rubato” qualcosa, anche perché parliamo di veri scrittori e non di una persona, come il sottoscritto, che umilmente, ci prova.

lunedì 21 aprile 2014

Pagine e Cuore: Mi arrivi come da un sogno

Daniel Pennac scrive...

"Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere".

E' vero... anche se alle volte tra le pagine non trovi ciò che stavi cercando. Magari... arrivati all'ultimo punto, ci si accorge che il libro appena chiuso non è stato in grado di mozzare il fiato, ma... ogni riga è comunque un minuto (o più) di vita aggiunta. Leggendo, mentre la propria vita va avanti, pur stando seduti sul divano o sdraiati sopra il letto, con la mente ci si immerge in avventure nuove, in emozioni alle volte sconosciute, in situazioni a tratti al limite del comprensibile e... si vive, si vive, si vive.

Diventa un vivere meraviglioso, estasiante e di cui non si vorrebbe mai conoscere la fine, quando...

 quando il libro tra le mani non solo è un libro che si è atteso per tantissimo tempo, ma... sin dalle prime parole ha il profumo di una promessa mantenuta. Leggi... continui a farlo, mettendo al bando qualunque altro impegno, e già sai che... sarà bellissimo! Allora... ecco che ti ritrovi a pensare che ci sono attimi in cui nulla appare più bello di quell'inchiostro su carta che, pur scorrendo lentamente sotto agli occhi, lo fa comunque in un modo troppo veloce.

Leggere e ritrovarsi immersi in speciali 'questioni' di Cuore.

Leggere e sapere che quelle pagine che ancora mancano, per arrivare alla fine, non deluderanno. Leggere e sperare di poter vivere qualcosa di simile... un giorno. 
Non uno di quegli amori facili, non uno di quegli amori dove tutto appare subito scontato. Ma... quell'amore che arriva quando meno te lo aspetti, quell'amore che ti travolge come un uragano, anche se pensavi di aver già fatto altri programmi per la vita e che... ti fa accorgere che da troppo tempo, forse, avevi smesso di sentire il battito del cuore. Mentre leggi (con la continua consapevolezza che tutto possa aspettare, ma non lo scorrere delle pagine), respiri a pieni polmoni senza nemmeno accorgertene e sorridi...
Sorridi tantissimo, perché senti di non essere pazza. Quella A maiuscola, per la parola Amore, può esistere davvero. Esiste davvero.
E non importa se è un libro che ti chiede di nuovo di crederci. Non importa se sono solo parole, quelle che chiedono al cuore di non rimanere chiuso. Viaggi, sorridi e ti emozioni fino all'inverosimile, insieme a quella Lei e a quel Lui speciali. Alla fine di tutto, poi, non solo ti accorgi di essere felice, addirittura felicissima per loro (come fossero cari, vecchi, vecchissimi amici), ma... li ringrazi. Perché se è vero che tramite i libri, nel passare degli anni, senti di aver imparato tanto è anche vero che: un libro è arrivato a salvarti!



Allora... almeno per questa volta, quando l'ultimo punto è tutto ciò che rimane, provi a non dispiacerti più di quel tanto. Perché c'è almeno una cosa che con un libro puoi decidere di fare, al contrario di quanto potresti con gli attimi di vita vera, puoi decidere di farti abbracciare da quelle parole speciali ogni volta che vuoi e... ricominciare la storia daccapo... Ogni volta che vuoi :-D
Ripartire dall'inizio in qualunque momento vorrai. Magari rileggerne solo alcune, delle righe che ti sono piaciute di più. Per non smettere di sognare, per continuare a tenere sempre con sé la consapevolezza che tutto può essere possibile, quando si parla del cuore e per... per Vivere di nuovo una o più di quelle vite che, al di là della tua, ti piacciono da morire e sono energia pura per il cuore.

Buone letture e buoni sogni ad occhi aperti a tutti, alla prossima.

domenica 2 febbraio 2014

L'oca dal Becco di Rame

Un Post dedicato ad una conoscenza speciale! :-D
Non mia personale, ma... una conoscenza avvenuta grazie al babbo, che fa parte del 'Mondo della Scuola'!
Ritrovarsi di sabato mattina (la scorsa settimana) davanti al computer, intenta a scrivere. Squilla il telefono.
Normalmente, uno dei peggiori fastidi mentre si è intenti a seguire una storia che sta girando nella testa è proprio: il telefono! Ma...
La telefonata diventa poi motivo di gioia, se è servita a raccontarti qualcosa di cui - appena un attimo prima - non conoscevi nemmeno l'esistenza.
"Hai mai sentito parlare di Becco di Rame?". Con il 'Buongiorno' dato prima di partire di casa, sono queste le prime parole che sento arrivarmi all'orecchio attraverso il ricevitore.
"No... veramente no!". Avverto nel tono di mio padre una gioia sottile, che è la stessa che provo anche io, quando posso far conoscere a qualcuno qualcosa di cui non sa ancora niente.
"Sai che è qui a scuola... adesso!" E' la protagonista di una storia vera, che è diventata una storia per bambini. E' insieme allo scrittore del libro... il veterinario che l'ha salvata".
Penso alle tante volte in cui anche mia sorella si è lamentata del fatto che è difficilissimo stupirmi regalandomi un libro, perché - per quelli che sono i miei argomenti di interessi e i miei stili di scrittura preferiti - cerco di rimanere aggiornata il più possibile.
Non c'è bisogno che io risponda. In silenzio, sento arrivare dentro un'emozione bellissima quando mio padre aggiunge: "Ho qui il libro... appena torno lo potrai leggere". Fantastico!
Chiudiamo la telefonata e io torno davanti il computer con un pizzico di energia in più. Non mi rimetto subito a scrivere, ma... cerco di sapere altro al riguardo!
Motore di ricerca... 'Becco di Rame'...
Quello che trovo non sono solo fotografie e qualche articolo di giornale... è un vero e proprio mondo, che gira intorno ad un animale coraggiosissimo e che... è un esempio; oltre che essere diventato una sorta di celebrità.
Di nuovo al telefono... al 'Pronto' sottovoce di mio padre dico: "Lo sai, sì... che è una star!". Sorrido.
Lo sento sorridere a sua volta: "Ce l'ho proprio qui davanti a me, in questo momento. Se tu potessi vedere come  sta bene insieme ai bambini...".
Ci salutiamo per la seconda volta e, stavolta, io torno a scrivere.
C'è ancora tempo prima che torni il babbo, per questo meglio darsi da fare con le parole che frullano tra gli altri pensieri. Appena pranzato, poi... sarò impegnata in una bella lettura. :-D
Eccolo qui... il libro!


Il primo articolo del manifesto degli animali dice: Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all'esistenza.

Becco di Rame è tutto ciò che serve, per non smettere di credere a quante cose - impossibili all'apparenza - possano essere, invece, possibili!
E' una lettura breve, ma... immagino quanto debba essere bello poter leggere questa storia ad un bambino.
Sono poche pagine (corredate da illustrazioni bellissime, opera del figlio dello scrittore), ma che aprono un mondo immenso. Un abbraccio caldo. Un sorriso luminoso. E' Becco di Rame, che con il suo carattere e il suo coraggio non sarà mai dimenticata. Un oca Tolosa di oltre otto chili... che, sotto ad un manto di piume scure, nasconde un cuore gigante!
Proprio ieri correvano i due anni dall'intervento, che le ha permesso di continuare a vivere... non dico di più, ma... curiosate in rete e non ne rimarrete delusi. ;-)
Questi, sono solo dei piccoli punti da dove partire: 


Alla prossima!!! :-D

sabato 20 luglio 2013

La luna blu

Il 135esimo Post
Non lo so perché, ma... controllare i numeri del Blog è abitudine. Diventata tale, senza nemmeno chiedere il permesso. Partendo da qualcosa fatto più per fare che per reale interesse, diventando poi qualcosa di 'utile'. 
Non lo so perché, ma... in periodi come questo, dove tutto è frenesia e dove il dubbio di non riuscire in qualcosa è costante, contare mi aiuta.
Non ho mai fatto a botte con i numeri, ma chiamarli amici sarebbe un eccesso. Eppure... contare mi aiuta e i numeri sono amici, in questo.
Conteggi a parte... quando decido di staccare un po' la spina, ultimamente abbandono le parole che mi frullano per la mente per dedicarmi a quelle che hanno frullato in menti altrui.
E ci sono letture in attesa (come sempre), letture cominciate e lasciate in attesa (come sempre) e letture cominciate, continuate in ogni attimo libero e divorate sempre (come raramente accade)... con la speranza di non vedere arrivare mai l'ultimo punto. 
La mente e il cuore stanno bene, fino a che gli occhi possono continuare a scorrere sulle parole. In questo senso... i numeri sono nemici. Quando rappresentano l'aumentare delle pagine lette e il conseguente diminuire di quelle da leggere. 
Il libro in questione? Un libro speciale.
Acquistato in libreria poco più di un mese fa, con il solito modo di scegliere. Uno sguardo alla copertina, una scorsa alle parole sul retro che sono poche e un'occhiata alla piccola nota sull'autore, con la consapevolezza che ultimamente prediligo le opere prime. Alle volte arrivo subito all'ultima pagina, per cercare di capire dal finale il valore della storia (per i miei gusti, si intende), ma... stavolta no. 
Stavolta decido di partire dall'inizio. E, prima ancora di riuscire ad arrivare alla prima pagina del romanzo, è la dedica a colpirmi.

Ai miei veri amici. Alle persone che mi amano e mi hanno amato davvero. Non siamo fatti per stare da soli, ma nemmeno per stare con chiunque.

Ok. Nessun dubbio. Fa per me. Qualunque cosa scritta da una persona che la pensa esattamente come me... fa per me. Ed è la volta (una di quelle rare e che ti fanno sentire felicissima) che esco da una libreria con un unico libro in mano. Dopo aver girato per gli scaffali in un tempo ridottissimo per i miei standard e... senza alcun dubbio sul fatto che possa essere un acquisto azzeccato.
Sento la fretta di cominciare subito a leggere, ma... mi impongo di rimandare il tutto a quando avrò finito di leggere almeno uno dei libri poggiati sopra il piano del comodino.
Quando giorni fa l'ho preso in mano per poterlo finalmente aprire, me ne sono fregata degli sbadigli, del sonno prepotente e ho aspettato che le lancette arrivassero a segnare la mezzanotte passata da trenta minuti, prima di decidermi a spegnere la luce. Domani si lavora.



Ogni riga è un bagno d'emozioni, ogni pagina una scossa elettrica per il cuore. 
Poi... ci sono quelle parti su cui decidi di tornare, quelle frasi che non vorresti mai tradire andando avanti e che cerchi di imparare a memoria, nella speranza di non sentirne la mancanza poi.



Così siamo il passatempo di sveltine di sentimenti, ci consumiamo in amplessi fugaci e in vite vissute come vengono, cioè insensate, perché ciò che viviamo così come viene è sempre insensato, se il senso non sappiamo darglielo noi. Siamo un controsenso, viviamo controtempo, andiamo contromano, ci mettiamo controvento, ci prendiamo in contropiede. Ma Controcuore non possiamo andare(M. Bisotti - La luna blu)


Non voglio vivere per qualcuno che sia solo me stesso. Voglio sentire gli uccellini cinguettare nei polmoni al suono di un respiro. E se la mano è giusta, loro non avranno paura di appoggiarsi. Sanno che non verranno messi in gabbia o strangolati, sanno che verranno nutriti con un impasto di anima e sogni. E gli verrà il singhiozzo, ingoiando un sospiro di paradiso. E se poi dovrò soffrire, benvenuto dolore maledetto. Vorrà dire aver riprovato quel semplicissimo gusto di dire a una donna: mi piaci e vorrei uscire con te. Vogliamo dare troppo spesso un tempo alla durata dell’amore, cerchiamo di quantificarlo. L’amore per me dura il tempo che deve durare, ma per farlo durare penso che si debba imparare a rendersi e considerarsi unici. E riconoscere che è quella persona che vuoi, e la difenderesti sempre come prima cosa. Lei è ciò che resta sulla Torre con te. E allora non spergiurare la parola Sempre, prometti la parola Ora, e rinnovala ogni giorno(M. Bisotti - La luna blu)

Continuo a leggere, con i numeri a far da nemici. Allora... già mi dico che sarà un libro che riprenderò nel tempo. Anche se ancora non so come andrà a finire. Arrivata alla novantesima pagina, mi sento di poter dare fiducia a questa storia e che non mi tradirà. Sembra sciocco pensarlo, ma... pare sia stata scritta per me. Per ricordarmi che non sono una stupida, se credo ancora nell'Amore. Non in una sveltina, non in un rimpiazzo del cuore... in quell'unica, potente, grandissima forza che fa volare chi ci crede... senza mai pentirsi dei passi fatti. Senza mai pentirsi di non rimanere a guardare la vita che va avanti. Sia quello che sia. Lacrime, sorrisi. Cazzotti nello stomaco, gioie infinite. Vivere. Vivere sempre. 

Nemmeno la fortuna può muoversi sui piedi di chi sta fermo. 

Una riga già passata, ma ancora stampata in mente. Sì... è il libro giusto.

domenica 24 marzo 2013

Letto: Bianca come il latte rossa come il sangue

Buongiorno!
Alzarsi (non proprio di buon ora) con il 'sapore' di una lettura stupenda ancora sugli occhi... è qualcosa che non mi capitava da un po'. Un po', perché è da diverso tempo che ho cominciato alcune letture, senza poter essere ancora arrivata alla fine. Un po', perché è comunque più raro di quanto si pensi (anche per chi legge con una certa assiduità) imbattersi in pagine che marchino la mente e il cuore in maniera indelebile. 


Quando il libro è uscito in prima edizione, l'ho consapevolmente 'evitato'. Accattivante il titolo, il nome dello scrittore che non conoscevo e - quindi - un'innata curiosità di scoprire un nuovo modo di scrivere, ma... arrivare al retro di copertina e leggere la trama è stato ciò che - sul momento - mi ha bloccato sull'acquisto e mi ha fatto propendere per altro. Una storia che parla di amore e di malattia... un cazzotto nello stomaco. Proprio ciò che non volevo ritrovarmi a vivere. Proprio ciò che non mi potevo permettere di vivere. Proprio ciò che non sarei riuscita a vivere, metabolizzare e superare. 
C'è stato un lungo periodo di scelte in libreria (parlo già al passato, perché dopo essere arrivata fino all'ultima pagina di questo emozionantissimo esordio di Alessandro D'Avenia e dopo essermi dovuta convincere di aver commesso un imperdonabile errore di valutazione, basandomi solo sulle apparenze) in cui ho accuratamente evitato tutte le storie da 'lacrime in tasca', ma... Bianca come il latte e rossa come il sangue ha rappresentato in questi pochi giorni di lettura (anche il fatto di averlo divorato è stato bellissimo. Perché, ancora fortemente scettica sul fatto che potesse sposarsi bene con i miei gusti, al momento dell'acquisto ho seriamente temuto di doverlo lasciare a metà per incapacità nel proseguire) tutto ciò di cui... HO bisogno. 
Un inno alla vita. Un inno all'amore. Un inno all'amicizia e a tutte quelle emozioni (bello o meno, facili da vivere o meno) che ci permettono di capire che stiamo vivendo e che - pure se solo di passaggio - durante questo nostro passaggio non solo abbiamo il diritto, ma prima di tutto abbiamo il dovere di fare in modo che ne valga la pena. Ci sono frasi del libro che mi hanno segnata più di altre e che, più di altre, mi hanno permesso di fissarmi per un po' sulle parole, senza andare oltre e rimanendo a riflettere. E' bello (almeno, lo è per me che sento di non essere proprio del tutto al top in questo periodo!) quando è un libro a ricordarti ciò che fino ad un attimo prima sapevi e che, solo per paura e per sconfitta, hai riposto nel dimenticatoio.

Ecco la risposta. Incenerire i sogni. Bruciare i sogni è il segreto per abbattere definitivamente i propri nemici, perché non trovino più la forza di rialzarsi e ricominciare. 

Il mio Post-it mentale: ricordarsi di non abbandonare i sogni... quello della scrittura non se ne è mai andato, ma ho la fortuna di poter dire che non è l'unico. Anche se non ho la possibilità di confermare d'aver coltivato questi altri con la stessa perseveranza con cui mi ritrovo spesso a tu per tu (e spesso in lotta) con le parole... ci sono sogni, tra quelli che sento nel cuore, con cui lottare è difficile e per cui temo sempre più vicina una fine inesorabile, nella maniera in cui non avrei voluto che andassero. 

Primo problema: la carta senza righe. La scrivo al computer. Ma appena comincio lascio perdere perché è bianca come il ghiaccio, fredda. Allora riprendo il foglio e mi rimetto a scrivere...

Leo, il protagonista, ha il coraggio non solo di essere un sedicenne spensierato e con la vita tipica di un sedicenne. Ma, ha anche il coraggio di credere al proprio cuore, di credere che ciò che ci sta dentro è importante e di credere che... per ciò che è importante si lotta e si arriva fino in fondo, senza ma e senza sé. E si lotta scegliendo mezzi 'caldi'.

Il mio Post-it mentale: non aspettarmi che siano gli altri a muoversi per conto mio o per venirmi incontro. Pure con la consapevolezza di compiere passi che alcuni potrebbero non capire, farlo perché è importante. Non smettere di lottare... un giorno, più o meno lontano, ne sarà valsa la pena. 

...questo è il senso di una vita ben spesa: qualcuno che ti ama anche quando stai male. Qualcuno che sopporta il tuo odore. Solo chi ama il tuo odore ti ama davvero. Ti dà la forza, ti dà la serenità. E mi sembra un bel modo di mettere una diga ai dolori che capitano nella vita. Me lo devo ricordare questo. Me lo devo ricordare, perché è da mettere nel mio sogno...

Il mio Post-it mentale: niente da obiettare. Niente da aggiungere. E' anche il mio sogno...

Solo chi fa domande sui dettagli ha provato a sentire come sente il tuo cuore. 

Verissimo. Il più delle volte la natura di un rapporto (e l'importanza o meno di questo) si manifesta con l'interesse per ciò che si vive. Uno scambio reciproco di domande, alla base di un modo per poter vedere il mondo insieme, per poterlo capire insieme e per poterlo meglio digerire... insieme a qualcuno!

"Perché quando c'è di mezzo l'amore le persone a volte si comportano in modo stupido. Magari sbagliano strada, ma comunque ci stanno provando... Ti devi preoccupare quando chi ti ama non ti ferisce più, perché vuol dire che ha smesso di provarci o che tu hai smesso di tenerci..."

Il mio Post-it mentale: credo sia la visione più giusta dell'amore. Ma, chissà perché in moltissimi sono propensi a credere a principi azzurri e principesse, a fate turchine che rendono magiche serate altrimenti anonime, ai 'vissero per sempre felici e contenti', a tutto ciò che è solo ed unicamente 'rose e fiori', mentre non ci si ricorda mai che: non c'è rosa senza spine e che... anche tutto ciò che viene dopo una tempesta, se si ha il coraggio di attraversarla, può essere bellissimo. Ergo... ho una paura tremendissima di imbattermi in qualcuno che non sappia vedere quanto solo giornate fatte sia di bello che di brutto siano vere... e la paura ancora più tremenda è che solo dopo troppo tempo io mi accorga di avere a fianco qualcuno di 'questo tipo'.

E la vita è l'unica cosa che non s'inganna, se tu, cuore, hai il coraggio di accettarla...

Non ho altro da aggiungere. Ora... spero che il film (motivo per cui, alla fine, mi sono decisa ad un tu per tu con il libro) confermi le aspettative... e mi sa che sarà bene avere una scorta di fazzoletti in tasca. Per chi non avesse ancora letto il libro... lo consiglio tantissimo! Per tutti gli altri... buona lettura, sempre!!!

giovedì 27 dicembre 2012

Centostorie... la libreria a Roma!

Eccomi di nuovo!
Pur passato da poco il Natale, fatico ancora un po' a rendermi conto che presto sarà un nuovo anno.
C'è di bello che in questi giorni di vacanza sto facendo ciò che di più mi piace... con una tazza di tè sempre a portata di mano, la televisione sintonizzata su qualche bel film natalizio e il fuoco nel caminetto, allegro e scoppiettante, navigo in rete in cerca di mondi speciali... perché anche rimanendo seduti ad un tavolo, si può arrivare lontano!!!
Giro, giro, giro, fra un click e l'altro... fino a che mi imbatto in questo meraviglioso mondo di storie per bambini. (clicca sulla foto!)


Non ho avuto modo di visitare il negozio di persona (non ancora, almeno), ma... solo a vederlo on-line, mi fa venire voglia di precipitarmi lì. Sarà solo perché amo i libri per bambini? Non credo proprio... A ogni modo, "Centostorie" rappresenta un motivo in più per non mandare più troppo per le lunghe quella breve vacanza a Roma che sto progettando da tanto e che - per un motivo o per un altro - ho continuato a rimandare, rimandare e rimandare. Non solo... Con l'arrivo dell'anno nuovo mi ripropongo anche di arricchire questo Blog con "personali consigli" per quelli che sono gli incantevoli mondi fatti di pagine e di inchiostro... proseguirò seguendo il mio gusto, ma... spero di incontrare anche il vostro consenso.
Ci sono altre iniziative che spero di riuscire a portare a termine, ma... rimando il tutto ai prossimi Post! Rimanete in vista, mi raccomando!!!
Abbracci grandi, a presto!