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domenica 23 luglio 2017

Scritture al tavolino di un bar


Domenica pomeriggio. Caldissimo.

I tavolini di un bar. Una penna in movimento. La meraviglia della scena. La perfezione di quella scrittura.
Sorrido, mentre oltrepasso la porta per chiedere una bottiglietta d'acqua. 
Ci penso un po'. Rimango lì a fissare. Mi decido. Scatto una foto.



sabato 18 giugno 2016

Quel momento in cui tre frecce hanno trafitto il dieci...

Alle volte lo maledico. 
Spesso non è con me, quando serve. 
Il cellulare...
Trovo in 'lui' un alleato, quando si tratta però di immortalare un momento. 
Anche se ieri sera non ce l'avevo in tasca e l'intenzione iniziale era di lasciarlo abbandonato dentro la borsa per tutto il tempo dell'allenamento. 
Ho ripercorso i 18 metri all'indietro e sono andata a prenderlo.
Amo immortalare le "prime volte". 
Nella mente lo faccio sempre, con le parole. Istintivamente. Trasformo le mie "prime volte" in piccole, brevi storie; che riesco meglio a ricordare. 
Il cellulare moderno mi consente di scattare fotografie e di giocare con i colori. Perché no? 
Ne farò comunque un album di ricordi, da poter sfogliare a distanza di tempo. E, a distanza di tempo, mi ricorderò di un venerdì diverso dal solito. 
Di un venerdì 17 in cui l'Italia disputava la seconda partita agli Europei. 
Di un venerdì 17 in cui, a diciassette minuti dalle 17, il numero 17 della Nazionale ha segnato il gol della vittoria. 
Mi ricorderò di un venerdì 17 in cui il tempo ha potuto concedersi il lusso di scorrere lento e ricorderò di quel momento in cui, sul cominciare profondo della sera, per la primissima volta... tre frecce hanno trafitto il dieci!!! 


Il primo 30, cui forse ne seguiranno altri. 
Cui spero ne seguiranno altri. 
Con la consapevolezza che nessuno avrà, però, lo stesso sapore del primo!   

domenica 31 agosto 2014

Con un Micio tra le righe!

(Foto semi-serie... di una mattinata tra carta e inchiostro :-D)


Si comincia sempre così... con uno sguardo innocente, che ti osserva da sotto il tavolo :-D


Poi però... se c'è la fortuna di avere i 'mezzi' a disposizione... perché non provare a cambiare angolazione?!?


Perché si sa... il mondo non è mai lo stesso... cambia ogni volta che a cambiare è il punto di vista! :-D


Allora... giusto il tempo di pensarci un po' su... prima del salto! 


Guarda un po' cosa c'è qui... sembra interessante...


Molto, molto, molto... interessante...


Talmente tanto interessante...


...da non volersene separare...


Proprio no! Per nessuna ragione...


Sembra qualcosa di adatto...


...da rosicchiare! :-D


Anche se, alla fine, dopo essersi guardati meglio intorno...


Sì! E' meglio decidere che...



...Un po' di relax è proprio quel che ci vuole! :-D

domenica 2 febbraio 2014

L'oca dal Becco di Rame

Un Post dedicato ad una conoscenza speciale! :-D
Non mia personale, ma... una conoscenza avvenuta grazie al babbo, che fa parte del 'Mondo della Scuola'!
Ritrovarsi di sabato mattina (la scorsa settimana) davanti al computer, intenta a scrivere. Squilla il telefono.
Normalmente, uno dei peggiori fastidi mentre si è intenti a seguire una storia che sta girando nella testa è proprio: il telefono! Ma...
La telefonata diventa poi motivo di gioia, se è servita a raccontarti qualcosa di cui - appena un attimo prima - non conoscevi nemmeno l'esistenza.
"Hai mai sentito parlare di Becco di Rame?". Con il 'Buongiorno' dato prima di partire di casa, sono queste le prime parole che sento arrivarmi all'orecchio attraverso il ricevitore.
"No... veramente no!". Avverto nel tono di mio padre una gioia sottile, che è la stessa che provo anche io, quando posso far conoscere a qualcuno qualcosa di cui non sa ancora niente.
"Sai che è qui a scuola... adesso!" E' la protagonista di una storia vera, che è diventata una storia per bambini. E' insieme allo scrittore del libro... il veterinario che l'ha salvata".
Penso alle tante volte in cui anche mia sorella si è lamentata del fatto che è difficilissimo stupirmi regalandomi un libro, perché - per quelli che sono i miei argomenti di interessi e i miei stili di scrittura preferiti - cerco di rimanere aggiornata il più possibile.
Non c'è bisogno che io risponda. In silenzio, sento arrivare dentro un'emozione bellissima quando mio padre aggiunge: "Ho qui il libro... appena torno lo potrai leggere". Fantastico!
Chiudiamo la telefonata e io torno davanti il computer con un pizzico di energia in più. Non mi rimetto subito a scrivere, ma... cerco di sapere altro al riguardo!
Motore di ricerca... 'Becco di Rame'...
Quello che trovo non sono solo fotografie e qualche articolo di giornale... è un vero e proprio mondo, che gira intorno ad un animale coraggiosissimo e che... è un esempio; oltre che essere diventato una sorta di celebrità.
Di nuovo al telefono... al 'Pronto' sottovoce di mio padre dico: "Lo sai, sì... che è una star!". Sorrido.
Lo sento sorridere a sua volta: "Ce l'ho proprio qui davanti a me, in questo momento. Se tu potessi vedere come  sta bene insieme ai bambini...".
Ci salutiamo per la seconda volta e, stavolta, io torno a scrivere.
C'è ancora tempo prima che torni il babbo, per questo meglio darsi da fare con le parole che frullano tra gli altri pensieri. Appena pranzato, poi... sarò impegnata in una bella lettura. :-D
Eccolo qui... il libro!


Il primo articolo del manifesto degli animali dice: Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all'esistenza.

Becco di Rame è tutto ciò che serve, per non smettere di credere a quante cose - impossibili all'apparenza - possano essere, invece, possibili!
E' una lettura breve, ma... immagino quanto debba essere bello poter leggere questa storia ad un bambino.
Sono poche pagine (corredate da illustrazioni bellissime, opera del figlio dello scrittore), ma che aprono un mondo immenso. Un abbraccio caldo. Un sorriso luminoso. E' Becco di Rame, che con il suo carattere e il suo coraggio non sarà mai dimenticata. Un oca Tolosa di oltre otto chili... che, sotto ad un manto di piume scure, nasconde un cuore gigante!
Proprio ieri correvano i due anni dall'intervento, che le ha permesso di continuare a vivere... non dico di più, ma... curiosate in rete e non ne rimarrete delusi. ;-)
Questi, sono solo dei piccoli punti da dove partire: 


Alla prossima!!! :-D

sabato 4 gennaio 2014

Macro e pensieri


Perché si dovrebbe sentire, ragionare e vivere... guardando il mondo 
con la lente d’ingrandimento.   

martedì 31 dicembre 2013

L'ultimo sole dell'anno...


Era l’ultimo sole dell’anno. Ma, non vi lesse solo questo.
In quell’ultimo sole lesse la speranza e l’attesa di un nuovo giorno. In quell’ultimo sole lesse la bellezza e il mistero del futuro. In quell’ultimo sole lesse la fiducia incondizionata nel domani. In quell’ultimo sole lesse… 
...Tantissimi Auguri!
Che questo 2014 possa essere un nuovo anno ricco. Ricco di cose vere. Ricco di cose importanti. Ricco di cose giuste


domenica 15 dicembre 2013

Andando per Borghi!

Di nuovo da queste parti... con le parole lasciate per il momento in disparte (ma... solo per il momento!) e tanta voglia di mostrare, invece, la meraviglia di una domenica speciale. Nuove conoscenze, bellissime persone, buon cibo, buona compagnia e... l'incanto di borghi medievali (e non solo) a pochi chilometri da casa. Pochi click con il cellulare, ma una gioia infinita ogni volta che mi sono sentita rimanere senza fiato.
Cosa ve ne pare?

















Per voi... come sono, invece, questi giorni precedenti alle feste? Scommetto che anche dalle vostre parti la frenesia non manca. A presto, allora!!! ;-)

sabato 5 ottobre 2013

Foto, musica, fette biscottate e marmellata a mezzanotte

Il rumore della chiave nella porta si confuse nel finale della canzone.
Non era la prima volta che l’ascoltava quella sera, ma questo non impedì a Elena di provare un pizzico di delusione.
«Ancora davanti al computer? Cosa stai facendo di bello?».
Con Riccardo vivevano insieme da qualche mese ma, nonostante i diversi impegni giornalieri dell’uno e dell’altra, che ogni settimana si ripetevano con una continuità alle volte stancante, Elena non riusciva proprio ad abituarsi all’idea di andare a dormire senza prima averlo visto rincasare.
«Sto guardando alcune delle fotografie che ho scattato oggi pomeriggio al parco, vuoi vedere?».
Il sorriso che Riccardo le riservò, mentre con una mano appoggiava il giubbotto sopra il divano, la diceva lunga su quanto Elena potesse essere prevedibile.
«Vediamo un po’… Parco Ranghiasci Brancaleoni?». Lei sorrise. Cosa poteva farci se aveva la fortuna di essere nata in una città che adorava?
«Questa mattina all’ufficio postale ho fatto prima del previsto… così ho pensato che, dato che siamo già in autunno e presto non sarà più tanto caldo, un giro al parco potesse essere una buona idea per svagarmi un po’. Per dirla tutta… ho anche conosciuto qualcuno».
Le labbra le si incurvarono appena in segno di divertimento, quando vide Riccardo bloccarsi e cercare il modo giusto di controbattere a quel ‘qualcuno’. Era geloso. Anche se non voleva ammetterlo, l’idea che qualcuno di non ben precisato avesse passato del tempo al parco con la sua donna lo stava facendo impazzire.
«In che senso… hai conosciuto qualcuno?». Il tono di voce era leggermente cambiato, ma niente di grave.
«Sono arrivata al parco, ho oltrepassato un gruppo di turisti romani che si erano fermati all’ingresso e sotto il ponte che dà sul Camignano ho conosciuto…».
Elena si interruppe, lasciando posto a qualche secondo di silenzio. Se aveva capito come era fatto, Riccardo non le avrebbe chiesto di continuare. Ma, non avrebbe gradito che non lo facesse.
«…una ragazza». Lo confessò scoppiando a ridere della faccia di lui, che non sopportava l’idea di aver ceduto per l’ennesima volta alla gelosia. Poi si accostò piano con le labbra alle sue e lo baciò teneramente.
« L’ho sorpresa che stava scrivendo un messaggio d’amore sul muro. L’ho fotografato con il cellulare… vuoi vedere?». Elena si sbrigò a rimettersi seduta e a ritrovare la fotografia.


Chiunque amasse la musica di Max Pezzali, di fronte a quelle parole non avrebbe potuto non riconoscere una canzone stupenda.
«Sì, ma… poi tu le hai detto che scrivere sui muri, di qualunque cosa si tratti, è reato?». Riccardo era serio e in un primo momento Elena si ritrovò a chiedersi perché, prima di ciò che è giusto o non lo è, lui non fosse riuscito a vedere in quella foto la bellezza di un gesto illegale. Verissimo! Scrivere sui muri è reato, ma… alle volte l’amore si manifesta anche facendo cose prive di buonsenso.
«A dire il vero… no! Visto che l’ho beccata mentre stava cancellando ciò che aveva scritto dopo il cuore, le ho semplicemente chiesto chi fosse il suo primo e ultimo pensiero, ogni giorno».
«E… cosa ti ha risposto lei?».
«Mi ha detto che il lui in questione si chiama Matteo e che – siccome abita da quelle parti – scrivere sul muro del parco le era sembrata una buona idea per provare a dirgli che lo ama. Poi, però…».
Una nuova pausa. Elena si alzò per andare in cucina a prendere un bicchiere d’acqua e quando tornò vicino al computer Riccardo stava scorrendo veloce sulle altre fotografie.
Si bloccò con il mouse su quella bellissima di un piccolissimo scorcio della città incorniciato dalle foglie sempreverdi delle siepi d’alloro e da quelle di rosa dai bordi frastagliate, dopo aver osservato velocemente l’immagine di una rosa canina non più giovane, ma ugualmente bellissima, quella di alcune foglie dai colori sfumati e impreziosite da alcune gocce d’acqua e quella dell’equilibrio perfetto di alcuni esemplari di tigli.





«Questa è stupenda! Il Villino ha in sé una bellezza inglese in grado di scatenare ammirazione e stupore anche in occhi disattenti». Una nuova foto, prima che Elena riuscisse a riprendere il controllo della situazione.


«Dicevo… poi, però… insomma… in sostanza un attimo dopo aver scritto le sue iniziali, disegnato un piccolo cuore e aver aggiunto le iniziali di lui, non le è più sembrata una buona idea quella del messaggio e l’ho beccata proprio mentre stava cancellando le iniziali del ragazzo di cui è innamorata».
«Quanti anni pensi possa avere questa grafomane?». Il tono di Riccardo continuava ad essere indecifrabile, ma per quanto Elena potesse aver capito le sue ragioni, aveva anche deciso di non dargliela vinta e di continuare a difendere la ragazza.
«Buffo, ma vero… anche lei si chiama Elena. Mi ha raccontato di essere al primo anno di Lettere e mi ha confessato di stare male perché non se l’aspettava proprio di innamorarsi. Pare che il ragazzo non ricambi i suoi sentimenti… o che non sia sicuro di ricambiarli; questo non l’ho capito. Lei ci sta male e si sfoga come può. Era al parco per cercare di rilassarsi un po’ e per provare a svuotare la mente, prima di mettersi a studiare nel pomeriggio».
«Cioè mi vuoi dire che questa signorina non solo non ha la più pallida idea di ciò che significhi rispettare un bene pubblico, ma… se ne va in giro a scrivere sui muri frasi d’amore sdolcinate, per un tizio che nemmeno la ricambia?». Riccardo non era il tipo da cedere ad ogni sorta di carineria, né trovava romantica o appropriata qualunque manifestazione d’affetto, ma… aveva un cuore.
Elena sorrise nel ricordarsi quanto fosse stato proprio questo suo temperamento a farla innamorare. A differenza di tanti altri ragazzi pieni di false attenzioni e di false premure, lui non sapeva sempre trovare il modo giusto di starle accanto, ma c’era. C’era con i suoi ‘Ti Amo’ non detti, c’era con gli abbracci non sempre dati, c’era quando Elena aveva più bisogno che ci fosse. Il loro vivere in due non era mai diventato l’essere sempre, comunque e costantemente insieme, ma… l’essere l’essenza delle giornate dell’altro, il motore di ogni respiro, pur essendo altrove.
«Sai che sei proprio buffo, quando fai così… vero?». Elena si allungò per regalargli un nuovo bacio. «L’amore non è qualcosa che si vive e si manifesta solo quando è ricambiato… l’amore è amore e basta. E se anche questa ragazza è innamorata di qualcuno che non la ricambia, io trovo coraggiosa la sua scelta di non fare finta di niente».
Stavolta, fu Riccardo a sorridere. L’amore è amore e basta. Le stesse parole che le aveva sentito dire la primissima volta in cui l’aveva vista.
Era passato un anno e mezzo, ma ricordava come fosse stato solo ieri il momento in cui era rimasto folgorato da Elena. Un vero e proprio fulmine in pieno cuore. Un calore improvviso, sin dal primo sorriso che le ha visto comparire sulle labbra. Qualcosa che non se ne era più voluto andare da allora, e che era rimasto dentro, nonostante le incomprensioni e i momenti difficili. In un mondo dove non è una bugia dire che conta più apparire che essere, in un momento in cui a Riccardo sembrava di avere intorno solo attori di film già visti e rivisti, con poche parole Elena era riuscita ad essere una stella brillante dietro alle nuvole.
Non tutto è per tutti. Ci sono cose rare, che sembrano comuni solo in apparenza.
Lui che usciva da un rapporto finito male. Lei che aveva deciso di non rimanere accanto ad un uomo che era stato il suo compagno per più di dieci anni. La ricerca folle, ma giusta, di quella perfezione che non è perfezione per il piacere degli occhi altrui o per la conformità a determinati status… no! La ricerca di quella perfezione che è perfetta per il cuore. Perché la persona più in gamba e più in sintonia con il proprio modo di vedere sarebbe perfetta, ma non è quella giusta se manca di quel qualcosa che la renda perfetta per il cuore.
Riccardo era rimasto seduto sullo sgabello del pub, ascoltando Elena che continuava a parlare nel tentativo di convincere un’amica a non buttarsi via, una relazione dietro l’altra. Era rimasto ad ascoltarla mentre parlava della bellezza di quel paradiso interiore, che solo la persona che possiede quel qualcosa in più è in grado di far provare. Era rimasto ad ascoltarla mentre continuava a ripetere all’amica che delle buone caratteristiche e l’andare d’accordo su molte questioni possono essere il principio di un amore, ma… che il più delle volte lo sono di un’amicizia; se solo non ci si nascondesse dietro al folle desiderio di essere coppia a tutti i costi e si ragionasse su quanto l’amore abbia poco a che vedere con tutto il resto. L’amore è amore e basta. L’amore è una cosa semplice, non uno schema di pro e contro fatto a tavolino.
Riccardo era rimasto ad ascoltarla per più di un’ora, prima di finire d’un fiato la sua birra, prendere tutto il coraggio che aveva, arrivare davanti ai suoi occhi con la mano già tesa e presentarsi.

«Che ne dici se ora finissimo di guardare le tue foto, preparassimo due fette biscottate con marmellata e due tazze di latte caldo, poi andassimo a dormire? È mezzanotte passata?».
«Non sarebbe meglio con la Nutella?»
Terminare i discorsi passando ad altro era il modo con cui il più delle volte la smettevano di parlare di certe questioni. Non era né giusto, né sbagliato. Era il loro modo.
Stavolta fu Riccardo a sparire in cucina: «No! Facciamo marmellata di fragole, stavolta. La Nutella sarà per la prossima. Ok?».
Ad Elena non servì di rispondere. Aspettò che Riccardo le fosse di nuovo vicino con tutto il necessario per quello spuntino straordinario, poi accese per l’ennesima volta la canzone.
«Dovessi scrivere sui muri qualcosa per te… prenderei le parole da questa». Un nuovo bacio, mentre con la mano gli chiedeva di stringerla e, tra le sue braccia, gli chiedeva di farla ballare.
Un lento giro, prima che Riccardo si accorgesse che sullo schermo del computer stavano passando le bellissime foto del parco. Una dietro l’altra, a fare da sfondo a quell’attimo di magia.