martedì 14 maggio 2013

14 Maggio...

L'orologio segna le dieci e mezza della sera e più di altri giorni si fa grande il bisogno di andare a dormire.
La certezza è quella di dormire poco più di niente, con il cuore a mille per l'emozione, l'adrenalina in circolo e una sveglia pronta a suonare (per sicurezza, non si sa mai!) alle prime luci dell'alba. 
Il 14 maggio è attesa pura. Di quelle belle. Di quelle che se anche capitano una volta all'anno, ogni volta è come fosse la prima. Di quelle giuste, per prepararsi alla grande Festa. Di quelle che nel cuore di ogni eugubino (e spettacolo infinito ed indescrivibile per ogni turista) hanno una sola voce: quella del Campanone!
Maestoso, dall'alto della torretta campanaria del palazzo dei Consoli, osserva la folla in piazza Grande, i colori a festa tutt'intorno e in ogni angolo della città, il clima di allegria che aleggia nell'aria.
Lui... la grande ed emozionante melodia.












...Buona notte a tutti! Vi lascio con un  link di qualche anno fa: 14 Maggio 2008 trovato su YouTube.

lunedì 13 maggio 2013

13 Maggio!

Di nuovo qua! ;-) 
Felicissima perché oggi è il 13 Maggio e - oltre a mancare due giorni (solo due!!!) alla Festa dei Ceri - è... il mio Compleanno!!!


Se c'è una cosa che proprio non si può dire dei compleanni è che: capitano quando meno te lo aspetti! Perché la data è sempre quella, il motivo di far festa è sempre lo stesso e - di fatto - l'unica cosa a cambiare è il numero di candeline sulla torta. Anche se... con l'avvento delle 'candeline-numero' non è più vero nemmeno questo (a meno che non si abbia la fortuna di toccare i 100) !!! :-)
Comunque... sono felice! Anche se la giornata è stata ordinaria (almeno... finora), anche se l'umore ha avuto qualche alto e basso, anche se non tutto è come avrei sperato che fosse. Sono felice per le piccole cose già vissute... per gli auguri ricevuti di prima mattina e non solo... per l'affetto che sento di avere intorno e per... i regali già annunciati, ma ancora da ricevere! Non so perché, ma... non ho mai amato bruciare tutto e subito di un compleanno. Insomma... proprio perché capita una volta all'anno, mi piace un sacco quando la giornata mi da la possibilità di farsi gustare piano, piano. 
Così, appena tornata a casa dal lavoro, mi sono rilassata un po' sul divano... ho preso l'album di fotografie e ho cercato di navigare tra i ricordi di questi 28 anni vissuti
Molte immagini sono bellissime, ma non riescono a far rivivere alcuna emozione. Altre, invece, sono più recenti (relativamente recenti, si intende!) e sono più speciali delle prime. Perché ricordo effettivamente di esserci stata... in quel dato luogo, in quel dato momento. Ricordo. 
Ad ogni modo... esplosione di emozioni a parte, scelgo di corredare questo post con... le primissime del Compleanno!  

Il 1° è pur sempre il 1°, o sbaglio?!? Anche se... pure in questo caso, nessun ricordo. 
Ricordo la prima caduta, il primo dentino lasciato sotto il cuscino, il primo giorno di scuola, il primo brutto voto, il primo bacio... 
Ok!!! Tantissime, le prime cose che ricordo. Ma... il 1° compleanno, proprio no! 
Eppure... guardo le foto e sorrido...


...chissà cosa stavo guardando, a cosa o chi sorridevo. Invece di impegnarmi in un bel soffio per spegnere quella prima, piccola fiamma!!!


Questa mi fa morire dal ridere, perché... sono astemia! Nonostante si dica che 'non porti bene', non brindo mai con lo spumante. Ma... a quanto pare, non è sempre stato così :-D!

Alla mamma la posa con il dolce, al babbo quella con la bottiglia, poi... quel giorno deve essere sfuggita a tutti la necessità di farne una tutti e tre insieme. Ma, dentro all'album ho comunque recuperato questa... 


Poco mesi dopo la nascita, poco prima dell'evento della prima candelina... 
Non ricordo il loro abbraccio di allora, ma... anche se spesso dico di sentirmi cresciuta per certe cose, sento e memorizzo il ricordo del loro di adesso. Che ci sono sempre, che ci sono comunque vadano le cose. Che ci sono adesso e che ci sono stati, quando ne avevo più bisogno. Abbracci di gioia, ma anche abbracci per cercare di placare qualche dolore inaspettato. Abbracci che ricorderò tutti per il resto dei miei giorni, anche se... non ricordo il primo!

 13 maggio 2013!!! Sono felice... e sorrido!!! 
Ma... sì! Con un sorriso di qualche (concedetemi l'uso della parola!) anno fa. Perché... 
è quella parte di me ancora bimba che... mi permette di far splendere i denti dietro alle labbra, senza troppi pensieri. 
è quella parte di me ancora bimba che... difendo, più di quanto mi ritrovi a difendere la parte adulta. 
è quella parte di me ancora bimba che... spero non cresca mai e spero che - ad ogni 13 maggio - si ritrovi sempre davanti ad una torta, con una sola candelina accesa sopra. 
Voi che ne dite?


Buona serata a tutti... a presto!!! ;-)

sabato 4 maggio 2013

Il primo caffè del mattino... un libro che colpisce!

Ok! Penso si possa dire chiaramente che: viviamo in un mondo frenetico
Non che non me ne sia mai accorta, prima d'ora. Ma, in un certo senso ho sempre pensato di avere quel non so che... quel riparo tra me e il mondo che, oltre a tenere alla larga la maggior parte delle piaghe sociali (su questo avrei una marea di cose da dire, ma mi riservo la possibilità di vomitare tutto il mio disprezzo... ok, ok! Senza esagerare... tutto il mio dissenso, in post futuri), riuscisse a tenermi alla larga anche da difetti come: stress, mancanza di tempo cronica e... dimenticanza, generata da stress e da mancanza di tempo. Nooo! Invece, no. Niente da fare. 
Così capita che, in un normale sabato mattina, ti svegli abbastanza riposata e soddisfatta. Sei soprattutto felice di vedere che le lancette dell'orologio segnano ancora le otto e che, nonostante questo, non senti più il bisogno di rimanere sotto alle coperte a dormire. Anzi, complice un po' anche la consapevolezza di alcune incombenze lasciate indietro da giorni, non vedi l'ora di alzarti e non fai che pensare che... prima riuscirai a portare a termine il dovere, prima potrai concentrarti sul piacere. E per me, inutile dirlo... quasi mai esiste qualcosa di meglio che prepararsi una tazza di tè, sistemarsi sul divano e immergersi nelle pagine di qualche storia. 
Adoro le possibilità infinite che si possono nascondere tra le righe, quei pensieri che possono colpirti a seguito di una parola letta, quelle emozioni che riconosci perché già vissute, o perché tornano a farti battere forte il cuore... perché sono le stesse che desideri tu. 
Ancora più entusiasmante dell'idea di avere un po' di tempo da dedicare alla lettura, che non sia quello che separa la fine della cena dal momento in cui i tuoi occhi decideranno di chiudersi perché vinti dal sonno, c'è la decisione di concedersi un nuovo, piccolo regalo in libreria (visto anche che il compleanno è vicino, ti senti meno in colpa... anche se gli scaffali in camera non ne possono più e stanno crollando letteralmente sotto il peso delle letture ancora arretrate... anche se sul comodino ci sono libri già avviati, che aspettano solo che tu ti decida ad arrivare fino all'ultimo punto... anche se da giorni ti sei imposta di ignorare recensioni  e quant'altro, nel tentativo - poi vano - di tenerti alla larga dalla tentazione). Mentre ti vesti e ti prepari per uscire, ignori già del tutto la possibilità non remota di dover affrontare un'interminabile fila all'ufficio postale, concentrandoti unicamente sul momento in cui riuscirai a varcare l'ingresso del tuo negozio preferito. Sì, ma... che libro prendere?
Anche in questo caso... non che l'indecisione possa rappresentare un problema. Mi immagino gironzolare per  un po' per la stanza, guardando tra le novità e non perdendomi comunque la zona riservata ai libri più datati (anche se la rapidità con cui un libro passa dall'essere fresco di stampa all'essere vecchio è la stessa con cui una stella cadente attraverso il cielo, a volte senza nemmeno fare in tempo ad essere catturata dal lento sguardo umano). Mi immagino con l'infinita possibilità di avere tutto il tempo a mia disposizione. E mentre mi immagino nel mio paradiso personale, continuo a vestirmi e accendo il computer. Per i cinque giorni della settimana in cui passo per Facebook solo alla sera, di ritorno dal lavoro e con i neuroni talmente tanto esausti da non riuscire in null'altro che non sia il fissare lo schermo del computer, il sabato mi piace riservarmi lo sfizio (molte volte la noia, ma fa niente!) del social ancor prima di tutto il resto. Non so mai cosa troverò accendendo il computer, ma lo faccio con l'idea di trovare qualcosa di carino con cui augurare una Buona Giornata a tutti. Male che va, penso... mi limiterò alle solite fotografie con scritta... di quelle che tutti usano, ma che sono sempre gradite.
Accedo e... pochi secondi appena. Oggi, sì. Deve essere il mio giorno fortunato!
Trovo questa e... 

non solo ho trovato un modo sufficientemente originale per augurare Buongiorno, ma... ho anche trovato il libro da correre a comprare in libreria. Evviva! 
Accelero le ultime faccende a casa, salto la colazione con la ferma intenzione di entrare in pasticceria appena arrivata in centro e, chiavi in mano, mi fiondo in macchina.
Non c'è traffico... il bello delle nove di sabato mattina a Gubbio. Quello che ho sempre amato di questa città è la capacità che ha di vivere ad intermittenza. Non sempre frenetica e chiassosa come le grandi città... Gubbio è una città che sa farsi regalare ed essere bella anche nei suoi attimi di quiete (anche in questo caso, mi riservo Post futuri... troppi Post già promessi?!? rischio di ritrovarmi con una lista difficile da spuntare?!? abbiate pazienza, vi prego!). Ad ogni modo... colazione con cornetto e cappuccino, fila alla posta per spedire un pacco che non è poi tanto insopportabile e salto veloce in alcuni negozi (tra cui la ferramenta) per materiali e altro che penso possa servirmi. 
Quando entro in libreria, sono raggiante. Le lancette dell'orologio segnano appena le undici e mezza. Ho tutto il tempo per comprare il libro, tornare a casa e concedermene un assaggio prima di pranzo
Ciò che non avevo considerato, la possibilità di non trovarlo. Brutta faccenda! 
Me lo faccio ordinare e prima di mercoledì non se ne parla. E, anche se cerco di tenermi su il morale pensando alle tante letture a disposizione a casa, non posso fare a meno di tornare alla macchina con un pizzico di amarezza di troppo... avrei voluto lui...


Ok! Penso si possa dire chiaramente che: viviamo in un mondo frenetico
Sì, lo so. L'ho già scritto e, anche se ci sono vicina, non sono ancora impazzita del tutto. Sono le esatte, identiche parole che mi sono saltate alla mente questo pomeriggio quando, cercando di rimettere un po' d'ordine tra il mio caos, ho ritrovato la busta di una libreria di un centro commerciale a venti chilometri da Gubbio, l'ho aperta ed ho trovato IL LIBRO!!! Ma, che cavolo... l'acquisto risale a due settimane fa, quando - di fretta - con la mamma sono arrivata fino al centro commerciale di Gualdo Tadino in cerca di qualcosa di speciale per la sua festa dei cinquanta anni, siamo passate per la libreria e... sì. Ricordo di aver scelto due libri giudicati interessanti (soprattutto, spinta dalla curiosità di saperle novità, fresche fresche) e ricordo di aver pensato che... prima o poi li leggerò, come faccio quasi sempre ultimamente, con i libri acquistati!!! Ma... stamattina, di fronte al computer aperto, perché non mi sono ricordata di averlo già?!? Accidenti alla frenesia dei momenti. Non fosse per il fatto di averla attaccata al collo, credo che potrei perdere la testa ovunque :-)
A conclusione del momento, in cui mi sono ampiamente presa in giro, con mia madre che - insieme a me - proprio non riusciva a capacitarsi, c'è stato il dover telefonare in libreria per disdire l'ordine... 
Per fortuna che mi conoscono da tempo e sanno quanto posso essere svampita. Insieme alla titolare del negozio, che considero anche un'amica, ci siamo fatte una risata ed è finita lì. Ho appoggiato il cellulare sopra la scrivania, con il libro ancora stretto tra le mani: "Deve essere una storia speciale, per avermi colpito due volte su due!". Ho commentato ad alta voce, soddisfatta di aver già trovato un modo per trascorrere la domenica pomeriggio, che preannunciano molto piovosa. Insomma... vi saprò dire più avanti... Intanto, auguro a tutti una buona serata! A presto ;-)

mercoledì 1 maggio 2013

Quei post che...

Ci sono quei Post che rimandi per mancanza di tempo, anche se pensi di aver già chiare in mente tutte le parole e ti illudi che possa bastare qualche minuto davanti il computer per risolvere la faccenda. Poi, ci sono quei Post che rimandi perché, pure con parole giuste e tempo a portata di mano, è l'umore a non essere proprio quello ok. C'è il rischio che la notizia, che avresti voluto fare esplodere come un fuoco d'artificio dei più belli e luminosi, si ritrovi ad essere rumorosa ed affascinante quanto un petardo. Che fare? Personalmente, ho scelto di aspettare il ritorno di qualche raggio di sole e la possibilità di regalare ancora un'immagine emozionante a quel qualcosa che - almeno lo spero - difficilmente dimenticherò. 
Mi pare di avervi accennato dell'immensa soddisfazione per il Premio Speciale Mamma Racconta, ricevuto per "Se la pioggia va in vacanza" in seno alla quinta edizione del Premio Internazionale Letterario Città di Cattolica... 
Ecco! Ritirarlo non è stata proprio una passeggiata (soprattutto per via della pioggia, che in quell'occasione doveva aver terminato le ferie!), ma... alla fine, tutto è andato per il verso giusto e svegliarsi la mattina dopo con la targa in bella vista sopra alla scrivania è stata l'ennesima ricompensa
Da Gubbio a Cattolica, ci ha fatto sorridere l'entusiasmo con cui ci siamo mossi in gruppo e quella voglia di dire che... sì! C'eravamo, ce l'avevamo fatta ed eravamo tutti insieme a festeggiare. Ora, emozioni personali a parte, non è che le cerimonie di premiazione siano tutto questo granché da affrontare... ricordano un po' le lezioni a scuola che ti tocca ascoltare e, per certi versi, riescono ad intaccare nell'umore con la stessa capacità di una fila interminabile all'ufficio postale. Certo è che... la differenza sta nella sostanza. Non sei lì ad aspettare per poter pagare l'ennesima bolletta salata. Sei lì per ricevere un premio. E anche se sai che quando ti alzerai nessuno saprà già di te, che del resto non sai nulla di chi ti ha preceduto, senti che tutto ciò che conta è quella piccola vocina interiore che non ha mai smesso di ripeterti: "Hai visto... non volevi provarci, invece hai fatto bene! Ce l'hai fatta e ne devi essere felice!". Sì. Felice! Anche se per poco non mi metto a piangere, seduta su un divanetto dell'atrio, quando ho sentito la stessa vocina scavare oltre alla semplice soddisfazione e dirmi: "Ci fosse stato ancora tuo nonno, sarebbe stato fiero di te!"
Il nonno... 
Tutte le volte che mi viene in mente, mi chiedo come possa essere possibile un legame tanto profondo. Non ci siamo mai conosciuti io e lui, ma l'amore per le parole, quello per la scrittura e per la lettura in genere, ci hanno avvicinato come nella più spettacolare delle magie. Allora, quando scrivo e poi rileggo quanto scritto, è come se lui fosse seduto accanto a me e mi chiedesse ogni volta di leggere ad alta voce, per potermi aiutare a sistemare ciò che non va. Lo immagino giocherellare con una di quelle matite a doppio colore, blu da una parte e rossa da un'altra, immagino di sentire l'odore del suo dopobarba e di sorridere del semplice fatto che - pure nella libertà di una cucina solitaria - indossi la cravatta (perché... il babbo dice che il nonno non usciva dalla porta della camera da letto, senza prima aver sistemato al collo una cravatta. Non doveva per forza essere una cravatta elegante, ma... una cravatta da lavoro, di quelle per tutti i giorni, di quelle che intorno al suo collo non mancavano mai). Ci immagino dimenticarci del caffè caldo nelle tazzine. Perché, quando si scrive o si rilegge, tutto ciò che c'è intorno assume contorni sfumati, fino quasi a scomparire. Ci immagino inorridire per un accento messo al posto di un apostrofo, o per una virgola che si è andata  a ficcare proprio dove non doveva, stravolgendo il senso del discorso. Lo immagino dirmi: "Le virgole non sono così difficili da dominare. Non come si pensa, almeno. Basta leggere e seguire il ritmo del respiro. Quando senti di aver bisogno di respirare... è lì! E' lì... che va una virgola". E... sì! Mi immagino anche in momenti di scarsa convinzione e di avvilimento, ma... il nonno ha saputo sorridere sempre, per questo non mi soffermo più di un istante su un pensiero del genere. 
Seduta e ancora in attesa per l'inizio della cerimonia, scaccio via le lacrime e sorrido. Sorrido con uno di quei sorrisi che troppo spesso mi trovano indifesa davanti agli altri, che mi stanno guardando e che troppo spesso mi lasciano senza parole alla domanda: "Perché stai sorridendo?".
Lo dedico a te, nonno! 


Dedico a te... il premio. 
Dedico a te... tutto la tenacia che sento ancora di poter sfruttare, nel rapportarmi con le parole che - disordinate - arrivano nella mente e si mescolano agli altri pensieri. 
Dedico a te... tutta la gioia che arriva nel cuore, ogni volta che qualcuno della famiglia si ritrova a leggere qualcosa fresco, fresco di scrittura e osserva: "Sembra di leggere le cose belle che scriveva tuo nonno!". Anche queste parole, un Premio Speciale che sento di aver ricevuto anche troppe volte, ma di cui non ne avrò mai abbastanza.
Dedico a te... tutto ciò che posso essere, in effetti. Con la penna in mano, o senza. Di fronte al computer o in giro per il mondo. Perché non voglio che sia un caso, il fatto che sembri che ci assomigliamo tanto. Non voglio lasciarmi condizionare da quelle cose spiacevoli, che tu stesso hai sempre tenuto alla larga. E se anche non ne varrà la pena, pazienza... quello che conta è partecipare!

Ecco... Post che rimandi e che, quando ti decidi a scrivere, tirano fuori quello che mai avresti pensato. Ti lasciano stupita e felice. Anche se avevi programmato poche parole e qualche fotografia (perché, negli attimi belli, la macchina fotografica è sempre a portata di mano)... ti ritrovi ad assaporare la bellezza e l'intensità di ciò che non si controlla. Allora... rimandi ancora il programmato, per il meraviglioso e l'imprevisto. Forte anche del fatto che le cose belle e importanti meritano di essere celebrate e celebrate e celebrate... 
Alla prossima... per le cronache più dettagliate della serata ;-)

mercoledì 17 aprile 2013

Un ricordo in un soffio



Ricordo le passeggiate poco lontano da casa, quel non poter essere lasciata sola perché troppo piccola. Ricordo la stretta di una mano forte, sopra alla mia più minuta e fragile. Ricordo la caccia alle margherite, il tempo speso per intrecciarle insieme e ricavarne bracciali e collane. Ricordo quel senso di fortuna inaspettata e capitata, osservando un soffione solitario. Ricordo il timore di farlo morire prima del tempo, scuotendolo per raccoglierlo. "Hai visto... che bello!". Ricordo il sorriso sulle labbra, il respiro trattenuto. "Quel che ci vuole ora è un bel soffio e un desiderio". Il movimento dei polmoni che si riempiono e... via! Un soffio forte, forte. Nell'aria, la danza di tanti piccoli semi con il paracadute. “Fino all’ultimo… bravissima! Hai espresso un desiderio?”. Un nuovo sorriso. Gli occhi che continuano a guardare quella piccola nuvola speciale. “Quando quei semi toccheranno a terra, un nuovo soffione potrà nascere e sarà l’occasione per un altro desiderio di venire espresso”.

venerdì 12 aprile 2013

Ordine e caos insieme...


Tutti. Tutti ci ritroviamo ad affrontare situazioni ingarbugliate, attimi di smarrimento, momenti di gioia o di dolore che si alternano e che – alle volte – non ci regalano neanche un perché a cui aggrapparci. Tutti siamo il frutto di ordine e caos insieme. Di certezze e di paure che possono arrivare a frullare nella mente e nel cuore ad una velocità talmente tanto esagerata, da far sentire male. Tutti cadiamo e ci rialziamo. E cadiamo di nuovo. E di nuovo ci rialziamo. E ancora. E ancora. La particolarità, l’accento che distingue una persona dall’altra, una personalità dall’altra, sta nel ‘Come’. Perché non basta ripetersi all’infinito che tutto passa, che tutto se ne va. Il bello, l’avventura… sta nel ‘Come’ questo ‘tutto’ lo si lascia passare. Concedendosi a nuovi sorrisi o a nuove lacrime. A nuove felicità o ad altri infiniti dubbi…

sabato 6 aprile 2013

Il "Premio Speciale Mamma Racconta" per Se la pioggia va in vacanza

Ok! Ormai penso si possa dichiarare 'ufficiale'... perdo la nozione del tempo come pochi - almeno, me lo auguro! - riescono a fare in questo pazzo, frenetico mondo!!! Sorvolo su tutte le ragioni che mi hanno trattenuta lontana da queste pagine... un po' perché ne verrebbe fuori un libro e un po' perché... è molto, ma molto, ma molto meglio parlare di una bellissima notizia! 
A quanto pare... è "Stagione di Premi"!!! Quando mi sono precipitata all'ufficio postale con il pacco in mano la mia fiducia sul fatto che potesse venir fuori qualcosa di buono dall'intera questione era di molto inferiore allo zero, ma... se c'è una cosa sulla quale non transigo è questa: Quando tentar non nuoce... tentare sempre!!! (Lo so... è uno dei modi di dire più utilizzati e sfruttati e risfruttati per motivare qualcuno, ma... che vi devo dire... sante parole!). Allora, ho pazientemente atteso il mio turno (a dire il vero non troppo pazientemente... il pacco era piuttosto pesante e - come la maggior parte degli umani che popolano questo pianeta - odio dover affrontare le file... riescono ad innervosirmi anche se si tratta di farle per poter ordinare una coppa gigante di gelato al cioccolato con tanta, tanta panna montata sopra e granella di nocciole per i golosissimi incorreggibili ;-D ) e mi sono mentalmente concentrata sul obiettivo: quello che conta, nella vita, è partecipare! In realtà... con la mente ero già proiettata ad oggi e già mi immaginavo con il 'muso appeso' (peggio di quello del mio cane, quando mi rifiuto - raramente, ma qualche volta riesco anche io a rifiutarmi di soddisfare i suoi capricci - di lanciargli l'ennesimo pezzo di pane secco) e con in testa due sole, sconfortanti parole: lo sapevo! 
La pretesa di sapere come andranno a finire le cose, di qualunque cosa si tratti, è un brutto, bruttissimo vizio che mi appartiene e che - ahimè! - non so se se ne andrà mai. Magari... Beh! Sì... ecco... a volte, può essere d'aiuto per affrontare dispiaceri più o meno prevedibili e altrimenti difficili da digerire, ma... quando al massimo si rimane esattamente ciò che si era prima dell'input mentale a fare qualcosa, allora... perché preoccuparsi tanto e - soprattutto - perché immaginarsi per forza già sconfitti?!?
Ergo... finalmente riuscita a terminare la pratica di spedizione e con la ricevuta della raccomandata appena inviata in mano, mi allontano dal caos di bollette & co. e la infilo nel portafogli insieme al resto. Mentalmente mi dico: la conservo... non si sa mai... se dovesse venir fuori qualcosa di buono, la plastifico e la metto dentro alla scatola dei ricordi (ecco... svelato un piccolo particolare di me... ho una scatola dei ricordi! Ciò che gli altri butterebbero... io lo conservo e, come fosse una fotografia, lo vado a ricercare quando il ricordo di un momento mi solletica i pensieri e il cuore, ma... ci saranno magari altri Post per parlare di questo). E... per fortuna che dietro a ogni pensiero negativo ce ne sta uno positivo... per fortuna che ogni medaglia ha il suo rovescio!
28 marzo. Torno a casa un po' più stanca del solito, ma... per fortuna è il giovedì prima delle festività pasquali, un po' di riposo è quel che ci vuole! Cerco inutilmente di non invadere il divano della cucina con il giubbotto, con la doppia felpa che porto sempre al lavoro e con la borsa. Quindi, sprofondata anche io sopra ai cuscini, vedo apparire mia madre dal retro: "Ah! Dimenticavo... ieri è arrivata una lettera per te!". So che potrei occuparmi da sola della questione della posta da ritirare dalla cassetta, ma... giacché è un'incombenza che raramente mi capita di svolgere, il più delle volte detesto quando mi si annuncia di avere posta con le parole: "Ah! Dimenticavo...". Per quello che ne so... potrebbe essere qualcosa di urgente!!!
Mi rialzo controvoglia e raggiungo il tavolo dove - non l'avevo vista prima - in mezzo ad altre buste c'è quella per me.
Il nome dell'Associazione lo conosco... ripenso subito ai momenti in ufficio postale. "Di che si tratta?". Mia madre... le appartengono sia la curiosità che la fretta. Vorrei chiederle la cortesia di aspettare almeno che io l'abbia aperta, ma sarebbe inutile. Quindi... strappo alla meglio un lato, afferro il foglio che c'è dentro insieme ad una brochure e, con il mio solito, scarso ottimismo, affermo convinta: "Mi vorranno informare di altri concorsi, visto che ho partecipato ad uno dei loro annuali". "Hai partecipato ad un concorso? Non l'avevi detto!". Tentativo a parte di farmi sentire in fallo... no! Non l'avevo detto per non sentirmi chiedere continuamente: "Saputo niente?!?". Un altro modo per limitare al massimo i danni di un'ipotetica delusione. "Sì... avevo partecipato un concorso, ma...". Blocco le parole sul nascere. Non è vero che la giuria ha già deciso e che non mi è stato fatto sapere niente. La lettera è piuttosto lunga e mi informa con piacere che c'è una targa a disposizione per me. Per meglio dire... c'è una targa a disposizione per noi! Perché... il libro in questione è Se la pioggia va in vacanza e il premio è anche per mia zia!


Non posso crederci!!! Non posso crederciiiiiiiiiii!!! Il sorriso che si materializza sulle mie labbra è di quelli megagalattici, anche se a tratti una parte di me reagisce ancora con incredulità. Eppure... è tutto vero. Il premio... la giornata da organizzare per poterlo andare a ritirare... il decidere se pernottare lì o meno... tutto bellissimo!
Telefono subito alla zia per comunicare la notizia. E' super-felice come me...
Sembrerà poco, ma... per chi si ritrova a stringere fra le mani il frutto su carta di tanto lavoro, vedersi riconosciuti dei meriti è qualcosa che va al di là di ogni aspettativa! :-D 
Ora... dopo questa lunga chiacchierata... lascio che siano un link e una fotografia a parlare per me e - ovviamente - già non vedo l'ora di poter raccontare l'esperienza della cerimonia di premiazione. Dita incrociate per noi, vi prego! Un abbraccio a tutti e buon fine settimana!!!


Premio Città di Cattolica: