lunedì 3 dicembre 2012

Sotto l'Albero...

Ecco qua...

Il nuovo libro... 

La prima... Raccolta di racconti!!!



Continua il conto alla rovescia... 

L'appuntamento è per sabato 15 dicembre, ore 18.00, presso i locali della Biblioteca Sperelliana di Gubbio. Incrocio le dita... 

sabato 1 dicembre 2012

Crescere nel tempo, pagina dopo pagina...

E' iniziato un nuovo conto alla rovescia. Un nuovo sogno sta per diventare realtà. 
E' sabato. La sveglia richiama all'attenzione un po' più tardi, stamattina. Allungo una mano sopra il comodino, per spegnerla, e rimango a poltrire ancora qualche minuto sotto alle coperte. Il primo giorno del mese. L'ultimo mese dell'anno. Per me... il mese più bello (se escludo maggio e tutto ciò che significa per gli eugubini... ovvio!).
Dicembre... Dicembre... 
Certo... è anche un mese di bilanci e di nuovi progetti per l'anno futuro. Ad ogni dicembre, la mente si ritrova invischiata in meccanismi del genere. Almeno... la mia!
Per quel che mi riguarda... non ho di che lamentarmi. A volte è stata dura (e continua a essere dura) fare i conti con piccole/grandi delusioni, o con piccole/grandi ingiustizie. Ma... ogni giorno è fatto di 24 ore... ogni ora è composta di 60 minuti... ogni minuto è diviso in sessanta secondi. Minuti... Secondi... possono sembrare piccoli e insignificanti... eppure...
Eppure... di tutti i lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica che si sono rincorsi a ruota... fino a oggi... non ce n'è stato uno che non abbia racchiuso in se almeno una piccolissima parte di bellezza. Che poi, a volte, è diventata piacere. Che poi, a volte, è diventato felicità. Che, a volte, vestendosi di sorrisi, è diventata gioia. Gioia pura che poi, a volte, è diventata soddisfazione.
Immensa. Incontenibile. Da lacrime. E' il tipo di soddisfazione che sto provando adesso. In questo preciso minuto... in questo secondo...
E' iniziato un nuovo conto alla rovescia...
Allora... torno indietro nel tempo, con il pensiero.
Il passare degli anni l'ho misurato, sì, con l'aumentare delle candeline sopra alla torta, ma... anche con le parole.
Aver già perso il conto delle parole che si sono scritte fino a oggi, non mi sembra cosa da poco. All'inizio solo diari... a volte lettere (quando con l'inchiostro su  carta sentivo di sapermela cavare meglio che con la voce)... altre volte... Storie! Tante... tantissime... scritte fino all'ultimo punto... solo abbozzate e ancora da completare... ne è passato di tempo, dalla prima volta. Allora... ecco che posso misurare il passare degli anni anche in un altro modo speciale. 
Progetto per progetto... ognuno racchiude in sé non solo la storia che, sulle pagine, è alla portata di tutti... ma...anche la storia di un momento, di un periodo di vita, di pensieri, emozioni e sentimenti che possono ancora esserci, oppure no. Sulle pagine già scritte... a volte mi riconosco ancora, a volte no. Ma... non è questo che importa. 
Importa sentire dentro la voglia di non fermarsi ancora, la speranza di farcela e... la felicità di essere di nuovo a un passo dall'avercela fatta!
Pur nel piccolo, un nuovo sogno esce dal cassetto... per diventare realtà!
E... speriamo che piaccia... speriamo che faccia sorridere, ma anche commuovere. Che sappia regalare attimi di svago, ma anche di riflessione. Vedremo... è iniziato il conto alla rovescia. 
L'intenzione è quella di tenervi aggiornati...
Per il momento, allora, lascio alle fotografie il compito di concludere queste righe. Crescere nel tempo... pagina dopo pagina. Alla prossima!


2004... il primo romanzo!


2008... la prima fiaba!


2010... il primo lavoro a quattro mani!


Un tris di... sogni realizzati! :-)


2012... il primo... di che cosa si tratterà? 

martedì 27 novembre 2012

Che bello, le AMICHE di salvataggio...

Eccomi qui. 
Una giornata un po' intensa, il ritorno a casa cercando di ignorare la pioggia (che, lo confesso, non sempre mi piace e mi rilassa), poi... una tazza di tè in mano e una piccola pausa per sfogliare la mia rivista preferita: Donna Moderna. 
So di non aver mai parlato dei miei gusti in fatto di riviste, giornali, settimanali, mensili o quindicinali di vario genere. Perciò... eccomi qui. Non c'è niente di più bello che rientrare in casa e sapere di avere a disposizione  un bellissimo attimo di relax, in un mondo femminile fatto di pagine.
Ancora meglio se, sfogliando e soffermandosi a leggere le bellissime lettere della rubrica "AMICHE di salvataggio" a cura della scrittrice Alessandra Appiano, si trova una lettere a cui si sente l'improvviso impulso di rispondere... si corre di fronte al computer e ci si mette a scrivere. Non so ancora cosa nascerà da tutto questo e se - effettivamente - ne nascerà qualcosa. Io, spero di sì. 
Nella speranza, riporto una piccola parte della lettera che mi ha colpito... l'"Amica" si chiama Marianna, lavora a Cagliari come assistente bibliotecaria e coltiva l'idea di creare una rete femminile di amicizia, solidarietà e condivisione... parlando della vita, dei giorni da vivere che non sempre sono facili e possono essere conditi di sconforto, a volte e - soprattutto - di libri e di letture... già fatte, o ancora da fare.
Per farlo al meglio, ha aperto un blog:  ilmondoinunlibro.wordpress.com.
Io corro a vedere... e voi?
Questa la mail che le ho scritto... 

Ciao Marianna,
Scrivo questa mail, con il nuovo numero di Donna Moderna aperto sulla pagina di AMICHE di salvataggio… vicino al computer. Ho appena cominciato a sfogliare la rivista, ma non ho saputo aspettare di arrivare fino all’ultima pagina, per scriverti.
Leggo sempre le lettere che arrivano alla scrittrice Alessandra Appiano, ma devo ammettere che è la prima volta che mi viene in mente di rispondere a qualche “Amica”.
Adoro leggere. Qualunque momento della giornata sia libero, anche a notte fonda (se mi capita di svegliarmi lontano dal suono della sveglia), lo passo con il naso incollato alle pagine di qualche storia.
Adesso, mi sto concentrando sulla lettura di Lo Hobbit… perché di prossima uscita il film, al cinema. Mi piace tantissimo e mi chiedo sempre più spesso come possa aver fatto a ignorarlo per tutto questo tempo.
Ma... non è l’unica lettura “in corso”. Non so quanto potrà sembrarti strano quello che sto per dire… con i libri mi comporto come fossero fiction in Tv… se ti appassioni a una fiction, sai che non potrai avere che una puntata alla settimana… ma, a ogni nuova puntata, non è che hai dimenticato il filo della storia vista nelle precedenti… così… non leggo un solo libro alla volta, ma “a puntate”… porto avanti più letture. All’inizio dell’esperimento ho temuto di non farcela e di incasinare le cose, ma… è andato tutto bene sin da subito e – adesso – è pura abitudine.
Quando non  leggo? Mi diverto a scrivere… anche per questo sono davanti a questa mail, adesso. So quanto possa essere difficile proteggere un sogno e crederci fino in fondo e so che – specie di questi tempi – i momenti di sconforto sono sempre più frequenti.
In questi giorni sono felice, perché sto ultimando la realizzazione di un libro di prossima presentazione. Non è la prima pubblicazione, ma è come se lo fosse. Ho il timore che non possa piacere e – insieme – la speranza che – invece – vada alla grande. Incrocio le dita. Non ti scrivo altro, perché spero che a questa mia mail ne seguano altre… andrò sicuramente a curiosare nel tuo Blog e ti lascio i miei indirizzi…

Gestisco due Blog… perché il mio piccolo mondo (quello fatto di piccoli-grandi sogni e di piccole-grandi certezze…dove la parola crisi è severamente bandita), non è fatto solo di letture e di parole.
Spero l’apprezzerai. Io sono già sicura che il tuo lo apprezzerò tantissimo e non vedo l’ora di risentirci. 
A presto, spero. 
Elisa


Spero di avere qualcosa per cui aggiornarvi... incrocio le dita, a presto!

domenica 18 novembre 2012

Lavori in corso...

Sono giorni un po' frenetici, questi. 
Giorni fatti del solito tran-tran quotidiano, ma anche... di ore passate a lavorare, perché un altro sogno diventi presto realtà. 
La data è già cerchiata di rosso sul calendario. È ormai prossima, ma… c’è ancora da fare.


Scrivere. Riscrivere.
Leggere. Rileggere.
Correggere. Ricorreggere.
Gli occhi incollati alle pagine stampate, in ogni momento libero. La penna rossa, sempre a portata di mano. I pensieri, difficili da mettere in ordine… di fronte a un foglio ancora bianco. Emozioni. Certezze. Paure. Indecisioni.
So che quando sarà tutto passato… e sarà il giorno dopo… il domani… tutto questo ‘caos personale’ mi mancherà. Mi mancherà questa frenesia straordinaria. Mi mancheranno queste giornate fatte di poche ore di sonno, per il timore che troppo tempo passato a dormire sia solo tempo perso.
Sentirò sicuramente la nostalgia di quella sveglia anticipata, a cui a tratti faccio ancora fatica ad abituarmi.
Guarderò il computer sopra alla scrivania e cercherò di non lasciarmi affliggere dal dubbio che… potrebbero anche non arrivare, altre ispirazioni.

Ho sempre pensato che, di qualunque cosa si tratti veramente, un’ispirazione è un dono. Qualcosa di incontrollabile. Qualcosa che si può chiedere, come si esprime un desiderio guardando una stella cadente, ma che… non è detto che arriverà.
Allora… quando (e se!) arriva… si deve far di tutto, per non lasciarsela sfuggire.
E anche modificare al massimo i propri ritmi di vita, pare inevitabile.
Spererei di ritrovarmi a scrivere in futuro altri e altri Post come questo, ma… l’ispirazione è come un desiderio espresso… cerco di tenerlo bene a mente.
Si può rimanere sempre e comunque con il cuore e la mente aperti. Si può sperare, incrociando le dita, ma…
Chissà… se un'altra ancora arriverà.

domenica 4 novembre 2012

Un pomeriggio speciale... con Anna(*) e Max

Venerdì pomeriggio. Le lancette dell'orologio segnano cinque minuti alle quattro. Attraverso la strada con passo sostenuto, cercandoli con gli occhi. Gubbio non è caotica, ma... in occasione del ponte di Ognissanti, con la Mostra del Tartufo ad arricchire il centro storico, anche imbattersi in volti conosciuti diventa difficoltoso. Figurarsi se... le facce che si stanno cercando, si sono viste solo in fotografia. 
Già spero di non essere scambiata per pazza, quando li vedo in attesa. 
Ci salutiamo con una stretta di mano e subito cominciamo a camminare. Il cielo è nuvoloso, ma il pericolo pioggia dovrebbe essere scongiurato. Il tappeto rosso, steso su alcune vie, ci permette di raggiungere con facilità le diverse tappe della mostra. Lo seguiamo per un po', poi ci decidiamo a seguire tutto un altro percorso. Non è la prima volta che vedono le bellezze della città, ma è la prima volta che incontrano me e che io incontro loro. Per questo, a tratti non posso fare a meno di domandarmi se siano a loro agio o meno.
Io lo sono. Parlando della città, delle emozioni legate a ogni 15 maggio e ascoltando delle loro tradizioni. In comune, la passione per i luoghi poco frenetici. Per la vita tranquilla. Per la bellezza di una passeggiata. Concludiamo con un giro, immersi nel giallo delle fronde di parco Ranghiasci. Il buio sta aumentando rapidamente e, anche se è un peccato, ognuno deve tornare alla propria normalità. Quando ci salutiamo, la promessa è che forse ci rivedremo proprio in occasione della Festa dei Ceri; di cui gli ho tanto parlato. Forse, sì o... forse, no. Io ci spero. Anche perché - per forza di cose - abbiamo dovuto rimandare l'appuntamento con una fotografia insieme.

(*) Anna Bernasconi: annabernasconi.blogspot.it

domenica 28 ottobre 2012

Le speranze del Cuore


“Per una volta, almeno, prova a metterti nei tuoi panni.
Per una volta, sii buona e comprensiva con te stessa.
Per una volta, pensa alla tua di felicità. Ognuno pensa alla propria. Perché tu no?”.

I fari dell’auto, già visibili sulla striscia d’asfalto. Nonostante mancasse ancora un po’ per il buio.
Chiara era rimasta in silenzio, accucciata sul sedile del passeggero, ascoltando la voce del fratello che le risuonava nella mente come fosse la sua coscienza a parlare; in realtà.
Avrebbe voluto rispondere che non poteva farci niente. Che non si può cambiare un modo d’essere e che a lei – in fondo – le cose andavano bene in quel modo. Ma... tacque.
Non era vero. Nessuno sceglierebbe di vivere con la tristezza a far da ombra, potendo scegliere la gioia. Nessuno sceglierebbe di accettare le lacrime sul proprio volto, potendo scegliere un sorriso.
“In teoria, hai ragione”. La voce appena percettibile. Incerta. Titubante.
Perché le cose non potevano essere semplicemente più semplici?
Chiara sorrise fra sé di quell'involontario gioco di parole. Poi – distolto per l’ennesima volta lo sguardo dallo specchietto del parasole, inutilmente abbassato – riprese a fissarsi sulla strada. Mancavano ancora dieci minuti buoni, prima del bivio di casa.
Non era sicura di riuscire a reggere dieci minuti di chiacchiere su quel suo malessere interiore. Non era sicura di riuscire a reggere la verità nelle parole che – ne era certa – il fratello avrebbe tirato fuori; prima o poi.
Allora… Provò con un contro attacco, sperando di non fallire. Che cosa avrebbe potuto dire, che ancora non aveva detto?
“Proverò a fare come se tante cose non fossero successe… sono sicura che mi aiuterà ad andare avanti, in un modo o nel altro”.
“Anche perché, indietro non si torna. Andare avanti è l’unica scelta che abbiamo e che dobbiamo fare ogni giorno”.
Lo sapeva. La razionalità di Matteo era qualcosa che sembrava non venir mai meno. La sua somigliava di più ad una lucina intermittente. Quando pensieri ed emozioni si ritrovavano al buio era un problema.
No. Non ce l’avrebbe fatta.
“Certo che… parli bene tu. In fondo, che ne sai… Una vita regolare. Un lavoro regolare. Una relazione regolare. Hai la più pallida idea di che cosa significhi doversi alzare ogni mattina e non sapere… non avere la più pallida idea di come andranno le cose?”.
Matteo si ritrovò a sgranare gli occhi di fronte alle urla improvvise di Chiara. Senza distogliere l’attenzione dalla guida, rispose: “Certo, che lo so. Magari, riesco a gestire un po’ meglio certe situazioni, ma… so anche io che cosa significhi soffrire per amore. Il tuo problema è che pensi che per via del dolore del cuore tutto meriti di andare a catafascio. Non è così”.
Chiara cercò di impedire alle lacrime di invaderle il volto, ma invano. 
Poco, ma sicuro, non si sarebbe mai aspettata di innamorarsi senza essere ricambiata. Faceva male. Vederlo e non poterlo sfiorare. Sentirlo nel cuore e non poterlo avere.
“Non mi sembra di chiedere troppo, sperando di imbattere in un po’ di felicità e magari in qualcuno che possa condividere con me importanti progetti di vita. Non sento di avere tutto il tempo del mondo, per queste cose. È questo il problema”.
Di nuovo, silenzio. Matteo impegnato a non esternare la sua rabbia. Chiara impegnata a trattenere il rumore dei singhiozzi, che dentro la stavano uccidendo.
La macchina aumentò di poco la velocità, bruciando subito i minuti di viaggio che rimanevano.
Quando Chiara si ritrovò di fronte al portone di casa, ringraziò di non essere più costretta a ragionare in due.
“Dai Matteo, lasciamo perdere. Serve solo un po’ di tempo. In questi giorni, non farci caso. Speriamo che passi”.
“Speriamo”. 

mercoledì 17 ottobre 2012

L'eternità in un secondo...


Guardarsi.
L’eternità prede lo spazio di un secondo. Il respiro si spegne, lasciando il corpo in balia del momento.  
Sentire il cuore aumentare i battiti e sapere che tutto quel rumore è per te.
Tu non lo senti. Continui a fissarmi negli occhi.
Vorrei  che non lo facessi. Non leggerli come fossero un libro aperto. Rispettali, piuttosto, come fossero una cassaforte di cui non conosci la combinazione.
Non voglio che tu sappia che è difficile. Non voglio che tu capisca che sto combattendo con il dolore.
Nessuno dovrebbe combattere in questo modo, apparendo inerme di fronte al mondo. Nessuno dovrebbe vacillare tanto, apparendo sicuro di fronte al mondo.
Vorrei poterti chiedere di amarmi. Allora, sarebbe facile. Vorrei potermi avvicinare a te con una mano. Vorrei poter sorridere e gioire, osservandoti mentre la stringi nella tua.
Sarebbe bello sentirti, pelle contro pelle. Interessante, immaginare le nostre linee del cuore intrecciarsi in un infinito.
Invece…
Ti guardo e torno a respirare. Per non morire, dentro al pozzo nero dei tuoi occhi indifferenti. Ti guardo e sospiro dentro, mentre i nostri momenti si separano.
E un secondo torna ad essere null’altro, che la sessantesima parte di qualcosa di più. Senza te.