martedì 8 gennaio 2013

Mamma mia... che Gioia!!!

Mamma mia... l'emozione batte qualunque cosa!
Batte il tempo, che è tornato a essere poco. Batte il cuore, che a stento riesce a tenere il ritmo della felicità. Batte... batte i pensieri che, pure davanti il computer con l'intento di realizzare un Post degno di tanta gioia, non è detto che riescano a tenere il passo con le dita sui tasti e che riescano a essere... pensieri significativi. Che posso dire, nel tentativo di dissimulare tanto caos? Spero di riuscire a ringraziare degnamente (a continuare a ringraziare e spero che questa fase dei ringraziamenti duri il più a lungo possibile!) tutti coloro che in questi giorni continuano a parlami (e a parlare!) in maniera tanto, tanto, tanto positiva di: "Sotto l'Albero...". Conto di parlarvene un po' alla volta. Perciò, questa sera voglio ringraziare immensamente Simo, per il grandissimo entusiasmo dedicato al libro...
Questa è la bellissima foto del suo Post...


Con Simona ne abbiamo già parlato e sono felicissima di annunciare che - con l'anno nuovo - Il Rumore dei Tasti si arricchisce di contenuti... Che ne dite? Spero che l'idea vi piaccia...:-)
Insomma, spero che le novità possano essere un modo speciale per condividere - oltre che la passione per le parole da mettere su carta - quella per le parole messe su carta... da altri! Io adoro, amo più di ogni altra cosa... leggere. E non sto più praticamente nella pelle, al pensiero del primissimo Post inaugurale, che parlerà proprio di... Trentatré note di Poesia.


Esatto! La prima raccolta di testi poetici di Simona Scola... che, con la sua bravura in versi, sa regalare attimi... momenti indimenticabili! Ma... non voglio annunciare di più e conservo gelosamente per il primo Post inaugurale la fotografia del bellissimo regalo che Simona mi ha inviato.
Vi lascio ancora un po' con la curiosità (che potrete tenere a bada girovagando tra i Post del suo bellissimo Valzer di Emozioni). Ma... torno presto! Buona serata a tutti!!!

sabato 5 gennaio 2013

Cronache delle "avventure" di una neo Nordic Walker!


La sveglia alle sette e mezza mi ricorda che, anche se è sabato, non posso dormire. Anzi, per tutte le cose che ho in mente di fare, prima di uscire di casa, è proprio l’ora di tirar via le coperte, di permettere al freddo della stanza di abbracciarmi con una stretta tutt’altro che piacevole e di… scendere in fretta in cucina per una tazzina di caffè che spero riesca nel suo dovere di svegliarmi.
Salgo di nuovo in fretta le scale e raggiungo di corsa il bagno. Quando in casa si è in quattro a dividere lo stesso bagno, trovarlo libero, tranquillo e tutto per sé per un lasso di tempo che  può andare dai quindici ai trenta minuti è un privilegio per cui si è disposti a fare di tutto, pur di accaparrarselo.
Cerco di non soffermarmi troppo sull’immagine che lo specchio mi rimanda. So per certo di avere i capelli sistemati nella stessa maniera in cui li sistemerebbe l’inserire le dita nella presa della corrente e il lasciarsi ‘pettinare’ da una scarica di 220 Volt. Spendo cinque minuti con lo spazzolino da denti in mano, altri cinque nella ricerca dello shampoo giusto (il bordo della vasca, tra bocce e boccette, è ridotto alla stregua di uno scaffale del supermercato) e, poggiato un asciugamano sopra il termosifone perché si riscaldi un po’, cerco di sbrigarmi nel lavare i capelli. Lavarli sapendo di doverli rilavare comunque più tardi è un’idea che non mi fa fare i salti di gioia, ma… quando non si può fare diversamente… perlomeno, non dovrò impazzire con la spazzola in mano; l’enorme vantaggio di avere i capelli corti.
Quando il rumore del phon acceso è tutto ciò che mi riempie le orecchie, la casa comincia ad animarsi.
Buongiorno. Saluto mia sorella con un labiale un po’ incerto e annuisco appena, rispondendo al suo: “Sei pronta?”. Pronta non è proprio ciò che penso di essere al momento, ma cercherò di esserlo in meno di dieci minuti.
“Gli altri ci aspettano alle dieci, dobbiamo sbrigarci”. Infilo in fretta la tuta, indosso le scarpe da ginnastica e scendo di sotto per la seconda volta. Vorrei tornare indietro e rimettermi a letto, ma non si può. Usciamo di casa senza badare al vento freddo e alla nebbia che non è tanto fitta da non vedere a un palmo dal naso, ma è comunque poco piacevole da avere intorno e addosso. “Di questi passi, saremo zuppi ancor prima di riuscire ad arrivare in fondo alla strada”. Cerco di ignorare l’appunto di mia sorella su quel sabato mattina tutt’altro che soleggiato. Vorrei tornarmene a letto… Vorrei…
“Ben arrivati! Pronti per un’altra bella passeggiata?”. Gli altri annuiscono. Io, che mi sento piuttosto incerta, preferisco non rispondere. Non che camminare all’aria aperta non mi piaccia, ma… non è mai rientrato tra i miei modi preferiti (in assoluto!) di passare il tempo. E, anche se conto di invertire la rotta delle mie abitudini, non mi risulta comunque facile convivere con una nuova immagine di me che, invece della penna in mano, ha… ha…
Ecco! Nota dolente (per me, si intende!) dell’intera questione… si fosse trattato di una semplice passeggiata su per un percorso di montagna, avrei potuto anche sentirmi all’altezza (fiatone a parte). Ma… no! Il Nordic Walking (o camminata nordica) vuol dire camminare sfruttando le potenzialità dell’intero corpo che, tradotto appositamente per me, varrebbe a dire: disastro!
Io riesco a inciampare sui miei piedi anche con i laccetti delle scarpe perfettamente allacciati e nonostante passi tutto il tempo, camminando, a guardare in basso nel tentativo di evitare ostacoli inesistenti per gli altri, ma seriamente pericolosi per me. Figurarsi cosa può voler dire per me l’imparare a camminare con i piedi senza strofinarli costantemente a terra, ma ponendo attenzione al giusto coordinamento di punta-tacco (tallone), farlo evitando di guardare in basso, ma con sguardo fiero in avanti e… con l’uso di due ‘bastoncini’ che ricordano molto quelli del trekking (ma, che non lo sono) e che, almeno in teoria, dovrebbero essere lo strumento giusto per far sì che, camminando, anche la parte alta del corpo (braccia, schiena, pettorali, ecc…) faccia la propria parte nel movimento, così da ridurre la fatica ed aumentare il risultato in termini di consumo d’energia. Ecco… immaginate me alle prese con arnesi del genere… me, che persino la prima volta al ristorante cinese ho dovuto chiedere di avere una forchetta, incapace di utilizzare i bastoncini… i primi passi mossi a “quattro zampe”, sono stata seriamente tentata di buttare tutto all’aria e di darmi alla macchia. Fortuna che avevo già avvisato della mia scarsa propensione per le attività sportive, altrimenti…
Non so quante volte ho rischiato di cadere inciampando non più nelle scarpe, ma nei bastoncini. Ho sfiorato l’esaurimento nervoso, scoprendomi a camminare con un movimento parallelo di braccia e gambe (non alternato, come il Nordic Walking richiede!) e, per finire, il rumore (soprattutto lo strisciare indesiderato) dei miei bastoncini è stato a tratti talmente tanto insopportabile, che sono sicura non mi sarebbe costato alcuno sforzo lo spezzarli in due e… chi si è visto, si è visto.
Oh! Allora… rimanere in silenzio alla domanda: “Sei pronta?”, mi pare il minimo indispensabile. Partiamo dopo un adeguato riscaldamento. Posso tornarmene a dormire?
No. Mi costringo a mandare un piede avanti all’altro e con mio orrore scopro che le cose vanno anche peggio, rispetto al mio ultimo tête-à-tête con i bastoncini. Ma… com’é possibile che questi ‘cosi’ non rispondano più ai miei movimenti. Il rumore della punta che striscia al suolo torna a torturarmi le orecchie. Ok! Altri dieci (via, facciamo venti…) passi così e giuro che giro sui tacchi e me ne torno a casa. C’è un libro lasciato a metà che mi sta aspettando e sono sicura che, anche quando mi stancherò di leggere, potrei sempre ripiegare su tv e divano. Mi sembra un ottimo programma.
Sì! In teoria. In pratica, mi limito a seguire la massa su per la strada che, a ogni passo, si fa sempre più difficile e sempre più da fiatone. Spero che nessuno faccia troppo caso alla mia totale incompetenza… se non posso risultare una tranquilla Nordic Walker, almeno sarebbe cosa gradita non fare figuracce colossali.
Destro… destro… destro… cerco di chiamare il movimento, perché pare che aiuti. Ma, niente.
A tratti inciampo, in altri attimi mi sento costretta a staccare i bastoncini da terra e quando mi decido finalmente per la prima pausa di quella che considero a tutti gli effetti una maratona, mi sento talmente tanto spossata che la testa si libera in un istante di tutti i pensieri e tutto ciò che rimane è la speranza di arrivare viva alla fine del percorso. Per fortuna, mi va bene.
Camminiamo per un totale di otto chilometri circa e, al ritorno, l’andatura e la tecnica sono molto più semplici da tenere sotto controllo. Provo a rilassarmi, ma… la parte tesa di me è sempre in agguato e pronta a prevaricare sull’altra. Allora, tiro fuori la macchina fotografica dallo zainetto. Avevo quasi dimenticato di averla portata con me. Cerco di non rimanere troppo indietro, ma la bellezza del posto mi cattura completamente e, prima ancora che io possa rendermene conto, ho preso a ‘scattare’ come una matta. Un click, un altro e ancora un altro. 






Quando raggiungo gli altri per una foto ricordo della mattinata, si stavano già chiedendo dove fossi finita… accidenti a me! Ma… che posso farci se non riesco a non immortalare tutto ciò che mi circonda, quando ne ho la possibilità. Magicamente, allora, ritrovo tutta la mia decisione (quella che, di solito, mi accompagna nelle questioni di tutti i giorni) per l’inizio di questa nuova (primissima, per quel che mi riguarda!) avventura sportiva. Non sono  una Nordic Walker provetta, ma sono ancora agli inizi e so che potrò migliorare, provandoci. Scatto un’altra foto ancora, già pensando a quante ne scatterò in futuro. Ne scatterò? Staremo a vedere. Indolenzita, ma un po’ più soddisfatta, torno a casa. Il pomeriggio di relax davanti al computer non me lo toglie proprio nessuno. A presto!

venerdì 4 gennaio 2013

Sotto l'Albero... un articolo su: "Il blog dei Libri"!

In questi giorni sono stati diversi i tentativi fatti, per far conoscere "Sotto l'Albero..." anche al di fuori delle 'mura cittadine' e per cercare di andare oltre a questo mondo virtuale (Il Rumore dei Tasti, insieme ad EstrosaMente, mi sta dando una gran mano, ma... spero riesca a crescere ancora)...
E quale tentativo migliore, se non quello di parlare del libro attraverso un Blog che parla di Libri? Senza aggiungere altro, riporto il link e l'articolo... 


Gubbio. In questo periodo di Festa è sicuramente una delle città italiane più magiche, da vivere. Le vie addobbate, le canzoni natalizie che riecheggiano tra le pareti del centro storico, provenienti da alto parlanti che, tra le pietre antiche della città, a tratti sembrano stare giocando a nascondino. Passare davanti alla porta della pasticceria, o a quella del forno poco sotto casa, è una tortura se si è vicini all’ora di pranzo. Ma, l’atmosfera ineguagliabile ripaga presto tutti i sensi e perdersi tra gioiosi o fantastici pensieri, diventa più facile del previsto.
L’orologio della torretta campanaria del palazzo dei Consoli rintocca l’ora. Il suono sempre nitido, se aiutato dal vento può arrivare lontano, lontano. Chi è del posto lo percepisce come dolce eco al battere del cuore, mentre l’orecchio del viandante si tende e – una volta capito che a ogni nuovo quarto d’ora l’incanto si ripete – si tende ancora e ancora e ancora. È piacevole passeggiare senza aver intorno l’eccessivo disturbo del traffico, soffermandosi qua e là a guardare le vetrine, immergendosi nei presepi viventi (o non) che animano le vie o, semplicemente, cercando di arrivare presto all’ora più magica in assoluto. Perché… chi si reca a Gubbio in tempo di Natale, non può non sapere che all’imbrunire le pendici del monte Ingino diventano oggetto di attenzione assoluta e la magia delle luci colorate da vita allo spettacolo che è l’Albero di Natale più Grande del Mondo. Per trentacinque giorni o giù di lì, a partire dal 7 dicembre di ogni anno, centinaia e centinaia di occhi possono godere della maestosità di una figura che, sin dalla prima volta nel 1981, è voluta essere e vuol essere ancora messaggio di Pace e di Speranza, di Amore verso il prossimo, di Amicizia e di Fratellanza. Allora, può capitare anche che – perdendosi in un tale incanto – una mente laboriosa e in cerca di parole possa provare a immaginare l’Albero come un grande filo conduttore.
Il bilancio personale di un periodo può dare il via a ragionamenti più ampi e invece di domandarsi solamente ‘Cosa ho vissuto in questi giorni di festa passati?’ ci si può ritrovare a chiedersi: ‘Chissà quante cose saranno successe, sotto le luci di questo Albero?’. Così, la vita di tutti i giorni torna alla ribalta. Perché, magia e spirito del Natale a parte, sono tante le cose che possono accadere in un periodo di festa. Alcune belle e importanti, altre meno. Alcune previste e attese, altre no. 7 dicembre 2011 – 10 gennaio 2012. Trentacinque giorni di incanto (per eugubini e non), trentacinque racconti di vita (eugubina e non)… a Gubbio, sotto alle luci dell’Albero di Natale più Grande del Mondo.
Dall’idea al libro sembra quasi il tempo di un batter d’occhi… sempre e comunque… Sotto l’Albero…
  • Autore: Elisa Vagnarelli
  • Editore: Mediavideo Edizioni
  • Anno: 2012
  • Pagine: 252
  • Formato: 17x24 cm, cucito a filo refe con colla laterale

Che ve ne pare? 
La speranza è quella di vedere presto il libro ospitato anche da altri Blog e... Beh! Qualora vi venga in mente di invitarci (il libro e io!) per una chiacchierata dalle vostre parti, non esitate a farvi avanti... ovviamente, Il Rumore dei Tasti sarà più che lieto di ricambiare l'invito. A presto e buon fine settimana a tutti!!! :-) 

mercoledì 2 gennaio 2013

Fin su la... Stella!

Immaginando il primo Post dell'anno, ho sempre pensato che avrei riservato "l'onore" a un racconto "fresco di penna"... Invece, giunta quasi al termine di questo secondo giorno di gennaio (il sonno, piano piano, mi sta vincendo e non nascondo di immaginarmi sempre più spesso sotto alle coperte calde...), eccomi di fronte al computer totalmente ipnotizzata dalla magia... della Stella! Anche dalle fotografie (pur non essendo abile con gli scatti), l'incanto è assoluto. Così... perchè non dedicare il primo Post dell'anno a tanta meraviglia? Certo che... sì! Ottima idea...
 



 
La mezz'ora più bella dell'intera giornata è stata proprio questa, passeggiando tra le luci dell'Albero fino alla Cometa luminosa! Durante il tragitto non è mancata anche la compagnia di un piccolo amico a quattro zampe... una nuovissima conoscenza! Ma... che ne dite se rimandiamo il particolare a un racconto? Auguro a tutti di trascorrere una serata magica. A presto con tante novità per Il Rumore dei Tasti. A proposito... che ve ne pare della nuova veste? Spero vi piaccia!

lunedì 31 dicembre 2012

Tantissimi Auguri a tutti!!!

A tutti... Tantissimi...


Per un 2013 che possa essere ricco di Felicità, di Amore, di Salute, di Lavoro, di Fortuna e... stracarico di desideri realizzati!!!

Un abbraccio grandissimo. Ci rivediamo presto con nuove creazioni... di perline&co. su EstrosaMente e... di penna, su Il Rumore dei Tasti!!! 

venerdì 28 dicembre 2012

Sotto l'Albero... l'Introduzione!

Guardando l'elenco dei Post a fianco, mi rendo conto solo ora di quanto questo dicembre 2012 sia stato particolarmente intenso e ricco di emozioni e di parole. Lo so, probabilmente - se avete dato uno sguardo al titolo, prima ancora di 'immergervi' nella lettura del Post - vi starete chiedendo cosa io possa avere ancora da dire riguardo al libro (intendiamoci... una parte di me spera che questo interrogativo non vi abbia minimamente sfiorato i pensieri e che - insieme a me - possiate essere felici per questo piccolo-grande traguardo!), eppure... vi assicuro che sono ancora tante le cose di cui spero di riuscire a parlarvi. Come una mamma che osserva i progressi del proprio piccolo giorno dopo giorno, io mi ritrovo stupefatta ora dopo ora di quanto sta avvenendo (di inaspettato) grazie a 'Sotto l'Albero...'. Così, mi ritrovo ancora una volta a sfogliare le prime pagine del volume, a soffermarmi sulle parole che i membri del Comitato degli Alberaioli (http://www.alberodigubbio.com/) hanno speso per l'opera e per me e a rileggere per l'ennesima volta da cima a fondo il mio discorso di introduzione e di ringraziamenti, come se non fossi stata io stessa a mettere in fila, una dopo l'altra, quelle parole. Ecco... a questo voglio dedicare questo nuovo Post per 'Sotto l'Albero...'. All'inquantificabile fortuna che ho avuto e che ancora ho, nell'avere vicino Amici Speciali... allora... al bando le ciance...



Spero di non rimanere troppo tempo, a fissare un virtuale foglio bianco. Ma… trovare le parole giuste, per un’introduzione che sia il più possibile esaustiva e per i ringraziamenti, che esprimano a dovere la mia enorme gratitudine verso tutti coloro che hanno permesso la realizzazione di questo nuovo progetto, non sarà facile di sicuro.
Per questo, mi sento in dovere di dire a chiunque si ritrovi a leggere queste successive, poche righe… Non me ne vogliate, qualora non risultassero pienamente esaustive e gratificanti. Non c’è l’intenzione.
Rotto il ghiaccio… Osservo la pila di fogli, proprio di fronte a me. Non ancora libro compiuto, ma neppure lavoro embrionale.
L’emozione di toccare con mano il frutto di innumerevoli fine settimana passati davanti al computer, è praticamente impossibile da descrivere. Non è la prima volta che mi ritrovo ad avere a che fare con tutto ciò che sta dietro alla realizzazione di un libro. Eppure, è come se lo fosse.
Il cuore batte forte. Ripenso a quel giorno di gennaio… a quell’ultima occasione per starmene un po’ con me, di fronte alla spettacolare magia luminosa che è l’Albero di Natale più Grande del Mondo. Ripenso alla malinconia, dettata dal fatto che non l’avrei più rivisto per molto tempo e alla gioia – subito dopo – al nascere dell’idea.
Sono tante le cose che possono succedere in un giorno, a ciascuno di noi. Figurarsi, allora… quante possono essere quelle che potrebbero accadere all’interno di una comunità intera; in un periodo di tempo cadenzato dall’accendersi e lo spegnersi delle luci colorate, sulle pendici del monte Ingino. Sotto L’Albero…
7 Dicembre 2011 – 10 Gennaio 2012. Trentacinque giorni d’incanto, per eugubini e non… trentacinque racconti.
Immaginare le diverse vicende, non sempre è stato facile e immediato. Ma… man mano che il lavoro procedeva, fino ad arrivare a oggi, ormai prossimo alla presentazione, le soddisfazioni non sono mancate.
Confesso di aver cercato di rappresentare una ‘vita di comunità’ fatta di episodi singolari, che fosse il più possibile eterogenea. Ma, forse mi darete ragione una volta arrivati a leggere fino all’ultimissimo punto (nella speranza che decidiate di arrivarci, soprattutto!), devo ammettere che molto di ciò che traspare è la bellezza e l’importanza dei sentimenti. Che si tratti di amore, di amicizia, o semplicemente del nascere di una conoscenza. Non ha importanza. Amore, amicizia, pace, fratellanza e apertura verso il prossimo, sono gli stessi sentimenti che l’Albero ci sprona a conservare sempre nel cuore, in quel posto d’onore che ciascuno possiede.
Allora… è facile scoprire come anche dietro a qualcosa di apparentemente spiacevole, possa nascondersi del buono, come una vicenda brutta, possa comunque portare con sé qualcosa di bello e – soprattutto – come anche le piccolissime cose di ogni giorno, possano in realtà essere grandi e speciali.
Poco, ma sicuro… tutto ciò di cui finora ho parlato, non sarebbe mai riuscito ad arrivare sotto ai vostri occhi in forma di libro, senza la collaborazione di grandissimi Amici. Un sentitissimo Grazie a mia zia, Patrizia Fumanti, per aver gentilmente acconsentito, affinché un suo racconto entrasse a far parte della raccolta. A mia madre, Loredana Fumanti, perché – dopo diverse insistenze, da parte mia – ha preso parte al progetto, regalandomi l’ispirazione di una breve storia. Al mio caro nonno Ennio Vagnarelli, che – pur non avendolo conosciuto di persona – sento vicinissimo a me e al mio modo di scrivere. Sapere di avere in comune la passione per le parole è qualcosa che mi ha sempre regalato e continua a regalarmi gioia. Avere la possibilità, anche se unica, di affiancare i nostri nomi è per me motivo di immenso orgoglio.
Quindi… un ringraziamento speciale a Francesco Mariottini (e a Francesco Lupatelli, amico in comune), che – nonostante i tantissimi impegni – ha trovato il tempo per esaudire il desiderio di vedere un mio racconto impreziosito dalla sua dedica speciale. A Leonardo Argentina, per l’entusiasmo manifestato nel sapermi ispirata dalla maestria con cui, ogni anno, sa dar vita alla Natività, ambientandola in qualche scorcio eugubino in miniatura. A M.P. (che preferisce rimanere anonimo), per la poesia che racchiude in sé l’intero significato di un racconto e, a ben sentire, non solo di quello. A Roberta Bedini, per l’originalità e la bravura con cui ha saputo guidare il pennello su tela, nella realizzazione dell’immagine che fa da copertina alla raccolta di racconti e che – in uno sguardo – sintetizza perfettamente il senso del lavoro. Arrivando alle fasi più nascoste, ma non meno importanti, un grazie di cuore a Maurizia Baccarini della libreria Fotolibri, per la fiducia dimostrata e per il tempo speso seguendo, passo dopo passo, la realizzazione materiale del libro. Grazie all’ex direttore didattico Giancarlo Sollevanti, per la preziosa e costante supervisione. Grazie all’Amministrazione Comunale di Gubbio e alla Biblioteca Sperelliana, per il patrocinio. Un sentito ringraziamento a Gianluca Sannipoli.
A tutti loro… Grazie!

Elisa


Vi lascio con l'augurio di trascorrere una serena e felice serata! Che cosa avete in programma per il fine settimana? Nel mio bolle in pentola qualcosa di speciale, ma... vi dirò più avanti (spero!)... un abbraccio!

giovedì 27 dicembre 2012

Centostorie... la libreria a Roma!

Eccomi di nuovo!
Pur passato da poco il Natale, fatico ancora un po' a rendermi conto che presto sarà un nuovo anno.
C'è di bello che in questi giorni di vacanza sto facendo ciò che di più mi piace... con una tazza di tè sempre a portata di mano, la televisione sintonizzata su qualche bel film natalizio e il fuoco nel caminetto, allegro e scoppiettante, navigo in rete in cerca di mondi speciali... perché anche rimanendo seduti ad un tavolo, si può arrivare lontano!!!
Giro, giro, giro, fra un click e l'altro... fino a che mi imbatto in questo meraviglioso mondo di storie per bambini. (clicca sulla foto!)


Non ho avuto modo di visitare il negozio di persona (non ancora, almeno), ma... solo a vederlo on-line, mi fa venire voglia di precipitarmi lì. Sarà solo perché amo i libri per bambini? Non credo proprio... A ogni modo, "Centostorie" rappresenta un motivo in più per non mandare più troppo per le lunghe quella breve vacanza a Roma che sto progettando da tanto e che - per un motivo o per un altro - ho continuato a rimandare, rimandare e rimandare. Non solo... Con l'arrivo dell'anno nuovo mi ripropongo anche di arricchire questo Blog con "personali consigli" per quelli che sono gli incantevoli mondi fatti di pagine e di inchiostro... proseguirò seguendo il mio gusto, ma... spero di incontrare anche il vostro consenso.
Ci sono altre iniziative che spero di riuscire a portare a termine, ma... rimando il tutto ai prossimi Post! Rimanete in vista, mi raccomando!!!
Abbracci grandi, a presto!